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David F. Wallace

Traduttore: A. Cioni, M. Colombo
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 382 p. , Brossura
  • EAN: 9788806218850
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Recensioni dei clienti

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    Angelo Cennamo

    30/10/2016 21.29.28

    Distinguere il DFW saggista dal DFW narratore e' un'operazione complicata e forse inutile; il suo massimalismo argomentativo finisce infatti per annullare la distinzione tra saggio e fiction. Wallace ci conduce alla scoperta di un'America insolita, mai conosciuta prima. Agli oscar del cinema porno, tra protesi siliconate e battute trash; al seguito di un candidato repubblicano eroe del Vietnam, e ad un curioso festival gastronomico nel Maine, dove servono prelibate aragoste ai turisti, dopo averle bollite vive. Una straordinaria carrellata di eventi e di personaggi singolari, intervallate da dotte lezioni sull'uso della lingua e recensioni letterarie. Un'altra grande prova d'autore firmata dal genio della letteratura moderna.

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    giusi

    09/06/2016 15.51.12

    Non avevo finora letto nulla di DFW e, cosparsami il capo di cenere, mi impegno a recuperare il tempo (i libri)perduto. Non credevo possibile leggere di un libro, avidamente, anche le note a piè pagina, le postille alle note ecc. Grandissimo, che purtroppo ha voluto andarsene così presto. STTL

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    Pietro

    08/05/2016 15.17.17

    Forse l'autore non sarà ricordato per questi suoi testi (o forse si), ma chi li leggerà si accorgerà comunque del suo talento. DFW è abile nel descriverci una quantità di eventi, procedure, fatti, avvenimenti, e nello scrivere con leggerezza e allo stesso tempo serietà. Il registro cambia di volta in volta, così come l'approccio alla materia, che alle volte è tecnico e altre più personale. La scrittura, secondo me, è uno degli elementi principali di questa raccolta: è attuale, slanciata, nulla sembra essere forzato e non si scade mai nella volgarità. L'altra cosa, il clou oserei dire, è che in queste pagine apparentemente distaccate, l'autore è capace anche di confessarsi e di esporsi, e dove non lo fa, si riesce ad intuire comunque. Sembra che a parlarvi sia un amico vostro, uno che conoscete e capite, e penso sia anche per questa sua dote comunicativa che DFW sia tanto apprezzato e rimpianto.

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    Claudio S.

    03/09/2013 19.22.22

    Scoperto per il tramite del tennis e delle sue pagine dedicate a Roger Federer, come esperienza religiosa. Capacità di analisi e di percezione del dettaglio strabilianti. Riesce a percepire minuzie che sfuggono all'occhio normale. Divertenti le pagine dedicate agli Oscar del porno con la descrizione di una fauna derelitta. Come inviato di RS segue la campagna di McCain e, alla fine riesce a tirar fuori delle considerazioni socio-politiche degne di un politologo. Peccato non averlo più tra di noi.

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    andrew

    23/07/2012 15.24.56

    semplicemente GENIO

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    Alberto

    21/03/2010 09.56.00

    Di Wallace avevo letto Infinite Jest, trovando la sua scrittura eccezzionale e dirompente. Anche in questa raccolta di articoli permane la sua capacità di affabulatore coinvolgendoci come se si trattasse di un romanzo. Fulminate il capitolo sul mondo del porno; Wallace riesce ad appassionare anche su argomenti piu' ostici come il lungo capitolo sull'utilizzo della lingua inglese (quante analogie col massacro che viene fatto della lingua italiana!)su una campagna politica mettendo a nudo vizi e virtù di un paese. Rimane sempre una lettura che implica una concentrazione continua che la miriade di note non sempre aiuta a mantenere. Ma avercene di scrittori così.

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    davide venticinque

    12/06/2009 19.45.13

    D.F.W. non è uno scrittore come gli altri. Daccordo, nessuno scrittore è uguale ad un altro e ciò vale anche per tutti gli esseri umani. Bene, allora diciamo che D.F.W. è lo scrittore che più incarna questo principio. -Considera l'aragosta e altri saggi- è uno degli esempi di come questo straordinario autore scomparso troppo presto, si differenzi dagli altri scrittori in circolazione proprio per non avere un genere di appartenenza, anzi, per fuggirlo. In questo leggerissimo, complicato e piacevole "mattone" D.F.W. passa con l'ironia tutta sua: dall'esaminare l'ultimo dizionario snob pubblicato in America (dando prova a chi non lo conoscesse della vastità del suo cervello e dalla roba ivi contenuta), all'esaminare l'impatto psicologico sugli abitanti di una piccola cittadina al crollo delle torri gemelle, al far interrogare il lettore su ciò che il candidato McCaine sembra voler chiedere ai suoi elettori, all'osservare il festival del cinema hard, i suoi lustrini e le sue contraddizioni di plastica... I saggi abbracciano tanti argomenti, gli stili di scrittura si susseguono deliziando il lettore, la sperimentazione, addirittura l'ipertesto, fanno capire quello che più stava a cuore a questo grande autore: stimolare, aprire gli occhi (cit. Bisogna star svegli!)e comunicare. Si coglie quasi una bulimia-comunicativa, un bisogno spasmodico di toccare il lettore, di fargli capire quanto lui (Wallace) lo ama e stima, quanto è importante visto il tempo prezioso che gli dedica leggendolo. Se volessimo ridurre il Tutto a una Sola Cosa...abbiamo solo Tempo, tempo da usare a nostro piacimento. Usate il vostro tempo come meglio credete. Io un po' del mio a -Considera l'aragosta e altri saggi- l'ho dedicato. Davide Venticinque

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    Emiliano

    08/01/2009 19.58.20

    Non vorrei andare contro corrente, ma il voto è per il libro non per l'autore...e il libro non mi ha fatto impazzire. Troppo pesanti da leggere tutti questi saggi uno dopo l'altro e troppo pretenziose le note interminabili a pié pagina. L'autore ha fama e approccio da genialoide, trova spunti dove non tutti ne vedrebbero, ma i giudizi qui mi sembrano eccessivi. Il saggio sulla filmografia porno e anche quello sulla campagna USA 2000 sono tirati davvero per le lunghe e a tratti ripetitivi. Quello sulla linguistica è davvero brillante ma volendo approfondire un argomento così difficile ci sono filosofi del linguaggio che vanno ben oltre. Divertente quello sulle aragoste ma non sono ostriche e scusate ma non ci vedo perle! Leggerò senz'altro uno dei romanzi di Wallace perché mi aspetto siano molto migliori di questa raccolta...

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    hankfan

    18/09/2008 14.44.37

    ciao caro vecchio David

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    Liborio

    17/09/2008 16.48.04

    due anni fa ho scritto proprio qui di questo libro, adesso voglio solo piangere. un amico che non ho mai conosciuto è morto, rest in peace.

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    antonio d'agostino

    16/09/2008 11.52.50

    .....buon riposo David....

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    leo

    15/09/2008 21.23.28

    Riposa in pace, ovunque tu sia, David,

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    himiko

    01/04/2008 22.22.32

    Non solo è estremamente colto e intelligente, ma scrive in maniera così accattivante e divertente che è impossibile resistere, anche se i temi di cui tratta sono spesso 'pesanti'. Un genio.

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    Ciro

    16/10/2007 17.32.37

    Prima di questo libro pensavate di appassionarvi al conflitto tra Descrittivisti e Prescrittivisti del linguaggio? Pensavate di interessarvi alla campagna elettorale di Mc Cain? Sicuramente no, ma Wallace riesce in queste imprese! Quello che stupisce in Wallace è la tenuta della scrittura. Divagazioni, divagazioni al quadrato e e al cubo che non diminuiscono l'interesse del lettore, anzi lo tengo legato e stupito dalle considerazioni improvvise e sorprendenti di Wallace. Alcuni racconti mi sono piaciuti di meno, forse perchè descrivono realtà molto americane, ma altre come Forza Simba o Considera l'aragosta sono veramente ben scritti e coinvolgenti.

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    nico siciliano

    13/09/2006 18.01.22

    interpolazione: "la verità è che la maggior parte della prosa accademica(USA)è agghiacciante- pomposa,astrusa,claustrale,ampollosa, eufuistica,pleonastica,solecistica,sesquipedale,eliogabalesca,chiusa,oscura,infestata di termini specialistici,vuota:fulgidamente morta"... [cenni d' assenso, grida, standing ovation] e standing ovation per l' italianomedio che continua a nutrirsi, senza vomitare ahinoi, dei moccia, dei brown, delle melisse q. r. e x., della spazzatura, dei reality...d'altra parte i baroni delle nostre università pubblicano perlopiù saggi astrusi e vacui(saggi in cui decine di pagine girano stupidamente attorno ad una sola frase...)mantre i geni come DFW sono quasi sconosciuti, addirittura allontanati dai d' orrico di turno. leggete e rileggete i DFW!

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    Vincent

    28/08/2006 16.40.53

    Un modo, tra i più efficaci, per conoscere e tentare di comprendere l’America di oggi, un mondo per tanti versi molto vicino al nostro ma per altri profondamente differente e lontano, è leggere D.F. Wallace. Succede con lui, infatti, qualcosa di molto simile a quanto accadeva con Pasolini, rispetto al nostro Paese e al suo sguardo su di esso, negli anni sessanta e settanta. Ancor più che per il fatto di essere uno straordinario talento letterario, un pregio che paradossalmente nel caso di DFW si è rivelato talvolta anche il suo limite principale, sono lo spirito di osservazione, la capacità di analisi, la coerenza e lo spessore morale a impressionare e, soprattutto, a fare di DFW una voce tra le più autorevoli e sincere nel panorama odierno della letteratura americana. Succede anche, di conseguenza, che sia tra i pochi autori che meritano di essere ascoltati al di là dei propri romanzi e racconti. Come Pasolini, DFW è infatti uno di quegli scrittori per i quali si nutre la curiosità di conoscere l’opinione sugli aspetti più disparati dell’esistenza. I saggi e gli articoli di questa raccolta, vedono un DFW in veste di osservatore agli Oscar del cinema porno e in una talk-radio reazionaria o di cronista per Rolling Stone durante la campagna repubblicana alle presidenziali 2000 del senatore McCain. Ma sono interessanti anche i brevi saggi sulla difficoltà di far comprendere agli studenti l’ironia di Kafka e sull’11 settembre visto da un salotto di anziane signore del Midwest, così come le recensioni di alcuni libri che permettono a DFW di parlare di Dostoevskij e dello “scetticismo congenito” dei nostri tempi, del rapporto tra autorità e uso della lingua inglese, delle biografie dei campioni dello sport fino ad arrivare al saggio sul tragico destino delle aragoste. Considera l’aragosta non è un libro facile, richiede impegno e anche una buona dose di pazienza, come tutto quello che scrive DFW, ma l’esito della lettura è esaltante, il miglior carburante in circolazione per far girare il motore del nostro pensiero.

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    Francesco Galllo

    24/07/2006 00.19.11

    Proprio così, gente: il genio è tornato.

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    Liborio

    15/07/2006 11.57.19

    Ho conosciuto DFW l'estate di due anni fa, tramite la raccolta "la ragazza dai capelli strani". Nonostante il racconto non sia il mio genere preferito, la scrittura di Wallace mi ha subito affascinato. Subito dopo ho letto "La scopa del sistema", un libro che ricordo con grande piacere, e che forse dovrei rileggere.. In quest'inizio di estate mi sono ritrovato davanti questa raccolta di saggi e reportage, e li ho letti con ricercata lentezza, come mi capita di fare quando incontro un libro da gustare fino in fondo. La scrittura è limpida, precisa, piena di sfumature, appassionante. Oserei dire perfetta. Wallace è riuscito a farmi appassionare al dibattito interno americano tra "puristi" e "democratici" della lingua. Mi ha fatto entrare nei panni di un'aragosta, e capire molto del mondo politico americano attuale. La grandezza di Wallace è tutta qui, nella combinazione quasi sempre riuscita tra stile orignale/scoppiettante - avete presente il modo in cui utilizza le note? - e nella passione con cui tratta argomenti alti o "pop", riuscendo a trasmettere sempre qualcosa di incredibilmente interessante.

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    j

    15/07/2006 11.25.37

    il genio è tornato

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