Constance contro tutti

Ray Bradbury

Traduttore: G. Lippi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 209 p., Brossura
  • EAN: 9788804526094
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Recensioni dei clienti

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    standbyme

    26/07/2007 21:30:48

    Senza infamia e senza lode questo racconto breve o lungo, non ho mai capito quali i parametri che regolano queste definizioni. Ha il pregio di farti calare nell’epopea dei film cha hanno fatto epoca a partire da quelli degli anni del muto. Una parata di famose dive e registri di grande valore nei ricordi di una di queste grandi attrici, Costance per l’appunto, che ha ricoperto più ruoli con nomi diversi alla caccia di fantasmi che potrebbero svelare il suo segreto. Ma nulla di più: siamo ben lontani dal pathos che Ray Bradbury ci ha saputo regalare con i suoi romanzi più famosi e più belli. In quest’ultima categoria spicca, prima di tutti, “Il popolo dell’autunno” con il suo indimenticabile Uomo illustrato: che forza ragazzi!

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    Andrea G.

    03/11/2005 17:44:19

    Questo è il terzo capitolo di una trilogia comprendente ‘La morte è un affare solitario’ (oppure ‘Morte a Venice’) e ‘La follia è una bara di cristallo’ (oppure ‘Il cimitero dei folli’). Letto da solo, ovviamente si capisce pochissimo della psicologia dei personaggi. Alcuni saltano fuori dal nulla (Henry il cieco), altri non si capisce chi siano (Crumley il poliziotto). Alcuni riferimenti sono incomprensibili. Non capisco perché i tre libri non vengono presentati come trilogia. Addirittura in una nota al testo, si cita ‘la follia è una bara di cristallo’, quando nella stessa collana c’è il titolo “il cimitero dei folli” (e non c’è il primo libro). Che confusione. ‘La morte è un affare solitario’ è un’opera magica e splendida (magari non un capolavoro letterario). In confronto, “Constance contro tutti” è più frettoloso, meno completo, più criptico, con alcune frasi buttate a caso, alcuni dialoghi forzati e sopra le righe. Spesso si ha la sensazione di essersi persi qualcosa, che manchi qualche frase o dettaglio. Troppi dialoghi, sembra più una sceneggiatura che un racconto. A pag. 163 c’è una frase monca. In ogni caso, Bradbury si conferma un grande scrittore, con un bel carico di fantasia e stile. Capitoli brevissimi e veloci. Bella copertina. Storia noir tesa, originale ed appassionante, a tratti divertente. Secondo me un’occasione persa per un capolavoro mancato. Ray Brabury è uno scrittore cult, ma credo che sia troppo maltrattato dall’editoria (come questo caso dimostra), oltre ad essere stato inquadrato un po’ troppo frettolosamente nel settore fantascienza.

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