Il conte di Montecristo

Alexandre Dumas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: VIII-1238 p., Brossura
  • EAN: 9788806225186
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Descrizione
Ha centosettant'anni, ma non perde un colpo. Pubblicato a puntate fra l'agosto 1844 e il gennaio 1846 sul "Journal des Débats", mentre Dumas lo stava ancora scrivendo (con l'aiuto di un ghost-writer, Auguste Maquet), senza sapere nemmeno lui come l'avrebbe concluso, e intanto metteva in cantiere altri due o tre romanzi, "Il conte di Montecristo" ha lasciato, e lascia tuttora, col fiato sospeso folle di lettori di ogni estrazione sociale e di ogni paese. Nessun romanzo, forse, ha avuto tante edizioni (settantasei solo in Italia, già dal 1846), tanti adattamenti cinematografici (il primo nel 1922) e televisivi; è diventato un musical, un fumetto con Paperino, è stato immortalato sulle figurine Liebig e condensato nelle strisce della Magnesia San Pellegrino; oggi ispira la serie americana "Revenge". Tutti quindi possono dire di conoscerne almeno a grandi linee la trama e il protagonista, anche chi non lo ha mai letto. Ma non c'è trasposizione, necessariamente lacunosa, data la mole del romanzo, che valga il godimento di aprirlo e rimanere intrappolati senza scampo nel suo inesorabile ingranaggio narrativo, che funziona sempre anche se si sa già come andrà a finire la vicenda. I suoi stessi difetti, le ripetizioni, le digressioni, le zeppe, sono funzionali al piacere della lettura.

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Recensioni dei clienti

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    Giovanni

    22/09/2018 07:32:33

    La nuova traduzione Einaudi di questo classico finalmente rende giustizia a questo capolavoro. Un romanzo che malgrado la mole si lascia leggere che è una meraviglia, una storia che malgrado le innumerevoli rivisitazioni lascia sempre quel senso di "fame", pagina dopo pagina, e che rende impossibile staccarsi dalla lettura. Complimenti Einaudi!

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    Romi

    20/09/2018 20:06:37

    Mattone di oltre 1200 pagine che si lascia leggere velocemente: faticavo ad abbandonarlo! Fino alla fuga dal Castello d'If assolutamente strepitoso, poi si dilunga in storie collegate e risulta evidente il suo essere scritto a puntate: secondo me perde un po' di fascino. Comunque consigliatissimo!

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    Gianmarco

    18/09/2018 09:29:35

    Un romanzo colmo di avventure e passioni che prende subito il lettore. Non lasciatevi intimorire dal numero di pagine o dal fatto che sia stato scritto nel 1800, è un capolavoro della letteratura piacevolissimo da leggere.

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    Rexlex

    31/05/2018 06:09:16

    E' un vero peccato che questo libro sia stato stroncato da due recensori del calibro di Lomax e Bettini. Meno male che il loro giudizio viene dato solo ai giorni nostri non avendo quindi impedito a suo tempo la stampa e diffusione dello stesso. Ci è andata bene. Io penso che se un libro si legge da circa 200 anni , se ne sono fatte decine di riduzioni cinematografiche e televisive ed è diventato un topos qualche merito dovrà avercelo no ? continuiamo quindi serenamente a leggerlo e sopportiamo le sciocchezze di alcuni contemporanei.

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    Lomax

    19/10/2017 09:29:22

    Piacevole intrattenimento "a puntate" (vero e proprio antesignano delle moderne saghe televisive), denso di riferimenti culturali e storici (non tutti a fuoco). Siamo comunque lontani dalla serialità del circolo dickensiano.

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    Michele Bettini

    24/08/2017 21:24:33

    Tutto si risolve con la ricchezza, almeno in Francia e in Inghilterra nel secolo XIX. Un esecrabile fumetto a puntate.

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    Hodor

    07/11/2016 17:55:26

    Romanzo popolare perfetto, avvincente e pieno di colpi di scena anche se non tutti non prevedibili. La scrittura di Dumas a tratti è un pò logorroica nel dilungarsi inutilmente o quando ripete del sudore che affligge i protagonisti ma rimane una lettura intrigante da affrontare almeno una, direi non di più, volta nella vita.

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    angelo poggio

    25/03/2015 21:35:46

    Dopo il grande successo de "I misteri di Parigi" di Sue, pare che l'editore di Dumas gli abbia chiesto esplicitamente di tralasciare moschettieri e favorite e di cimentarsi con un romanzo che lasciasse i lettori esterefatti dalla storia, dal mistero, dagli intrighi, e non più dallo sferragliare delle spade. Nacque così il capolavoro che solo dal genio di Dumas poteva uscire. Non esiste una sola pagina del romanzo che non metta la fretta di voltarla per leggere il proseguio della storia. Nulla è dato per scontato. Con una narrazione chirurgica, nessun particolare della storia è lasciata al caso. Difficile trocare in tutto l'ottocento un romanzo più completo de il Conte di Montecristo. Forse, per ricchezza di particolari, e precisione storica è secondo solo a I Miserabili. Dare un giudizio al romanzo è quasi impossibile. Resta comunque uno dei pochi che va riletto e ancora riletto per scoprirne dei particolari e delle sfumature, penso all'omosessualità della figlia di Danglar, che ad una prima lettura possono passare inosservati. Per chi ama il romanzo dell'800 non può prescindere dalla lettura di questo capolavoro.

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