Contro le elezioni. Perché votare non è più democratico

David Van Reybrouck

Traduttore: M. Pinamonti
Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2015
Pagine: 155 p., Brossura
  • EAN: 9788807172953

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    Mara

    30/03/2017 09:25:48

    Identificare democrazia ed elezioni è un'idea molto restrittiva, soprattutto quando si pretende di esportare in altri paesi il nostro sistema di "libere elezioni". Può sorprendere nella democrazia ateniese, e poi nelle repubbliche di Venezia e Firenze, il costante ricorso al sistema del sorteggio, abbinato o no a forme elettive, sia pure limitate ad una parte del "popolo" (gli schiavi e le donne non votavano), e con una accelerata rotazione delle cariche. Forme di democrazia "deliberativa", in cui campioni rappresentativi della popolazione sono stati estratti casualmente, e incaricati di proporre modifiche alla legislazione anche costituzionale, con supporto di esperti e di ADEGUATA REMUNERAZIONE, sono state sperimentate in vari paesi (Islanda, Irlanda, Olanda), con esito positivo. Il vantaggio è quello di eliminare la competizione elettorale, i conflitti e la corruzione ad essa collegate, e di dare potenzialmente a tutti la possibilità di partecipare. L'Autore (belga) afferma che - per lo meno all'inizio - non si tratta di sostituire le elezioni con il sorteggio, ma di affiancare alla democrazia rappresentativa elettorale un secondo meccanismo di rappresentanza, più idoneo a combattere la "stanchezza democratica" che affligge ormai la maggior parte delle nostre democrazie, stanchezza che si manifesta con un crescente astensionismo, con una diminuzione degli iscritti ai partiti e ai sindacati, con una mobilità elettorale elevatissima.

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