Contro Keynes. Presunzioni fatali e stregonerie economiche

Friedrich A. von Hayek

Curatore: S. Shenoy
Editore: IBL Libri
Anno edizione: 2013
Pagine: 212 p., Brossura
  • EAN: 9788864400518
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    Matteo Napoletano

    18/11/2013 23:19:57

    "Sostengo di non poter utilizzare la parola depressione. Beh, ve ne darò la definizione. C'è recessione quando il vostro vicino perde il lavoro, depressione quando voi perdete il vostro lavoro. La ripresa ci sarà quando a perdere il suo lavoro sarà Jimmy Carter!". Ronald Reagan applico' la ricetta liberale indicatagli da Milton Friedman e gli Stati Uniti vissero un decennio di grande prosperità economica.Per l'economista Hayek e la scuola di pensiero di Chicago di Friedman e' il troppo Stato e non il troppo poco Stato la causa principale dei problemi economici passati ed attuali. Cordialmente Matteo Napoletano.

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    MAURIZIO ZANGANI

    12/07/2013 12:12:56

    Non è che, per caso, siano le politiche neo-liberiste di Hayek e Friedman ad aver condotto i sistemi capitalisti occidendali (normalmente classificati come economie di mercato) alla più grave crisi economica degli ultimi cinquant'anni? Che Hayek sia contro Keynes è noto. D'altra parte Hayek era anche contro Sraffa. D'altra parte, infine, nessun economista neo-classico, che continua a interpretare il funzionamento del sistema economico attraverso la «legge» (errata) della domanda e dell'offerta che considera fra i propri effetti principali il riassorbimento automatico di qualunque situazione di squilibrio economico, è in grado di dare risposte puntuali e efficaci per la soluzione della crisi. E in ultimo mi pare francamente fuori luogo e forse anche un poco odioso far passare un convinto liberale come Keynes per una specie di bolscevico che intende utilizzare sempre e comunque l'intervento dello Stato nell'economia. D'altra parte se Hayek e tutti i liberisti (più o meno convinti) non capiscono che le imprese capitalistiche non producono merci o servizi per soddisfare un bisogno individuale ma per realizzare un profitto ogni considerazione in merito è semplicemente superflua. Non è più una questione di teoria economica ma una questione, come sosteneva Keynes, di forma mentale. GRAZIE. MAURIZIO ZANGANI

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