Traduttore: G. Amitrano
Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 20/09/2004
Pagine: 138 p., Brossura
  • EAN: 9788807701573
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Recensioni dei clienti

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    verderame68

    31/05/2018 08:54:10

    Banana Yoshimoto non si smentisce! Ancora una volta compone una serie di racconti che altro non sono se non suggestioni. Momenti intimi, alcuni accennati e rarefatti, altri più concreti e passionali, non tutti possono ritenersi dei capolavori perfettamente riusciti (anzi, una buona metà è abbastanza al di sotto delle potenzialità dell'autrice) però nel complesso offrono buoni spunti di riflessione. Degno di nota è senza dubbio il racconto "la mummia": asciutto e veloce in poche pagine delinea una situazione piuttosto stimolante e inquietante con un epilogo tanto naturale quanto inaspettato!

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    Massimo

    28/08/2006 21:59:54

    Pillole di relax. E’ vero, alla fine di ognuno dei racconti ci si chiede perplessi quale sia il significato o l’intento dell’autrice. Tuttavia le atmosfere descritte, gli stati d’animo, la capacità di condurci con delicatezza per mano in mondi a noi non troppo conosciuti, fanno di questa raccolta un percorso piacevole e molto distensivo. Il tutto condito da uno stile elegante e da una traduzione efficace. Da leggere.

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    Maunakea

    13/07/2006 13:58:38

    Karada Wa Zembu Shitte Iru del 2000. Per parlare negativamente di un'autrice come la Yoshimoto, bisogna prima fare un preambolo di come ci poniamo di fronte ai suoi libri. Nel senso che un conto e' se un libro non piace nell'economia dell'opera della scrittrice, un altro se quello ceh in realta' non piace e' la scrittrice stessa, o il suo modo di scrivere, o come spesso capita per la Yoshimoto e' solo l'evanescente acquerello del modo di essere e di descrivere vita e sentimenti, propriamente giapponese che molti non amano, a mio avviso. Dai miei commenti sugli altri libri si puo' capire come invece io ami molto questa scrittrice che mi ha regalato momenti irripetibili con Kitchen, Tsugumi, Amrita... e si', ne patisco il calo o meglio l'impalpabilita' l'evanescenza fino alla trasparenza e la descrizione estrema fino all'inutilita' degli ultimi libri. Credevo di aver toccato il fondo con H/H che, come possa esser piaciuto a qualcuno rimane un enorme mistero, ma con questo libro di racconti ci andiamo molto vicino. Cosa mi rimane di questo libro ? Mah, forse che i wurstel a forma di polipetto si chiamano Takouinna, mi sono sempre piaciuti molto, trovo che racchiudano molto dell'animo giapponese, e non ne sapevo il nome, che amazake e' un sake' dolce e poco alcolico o la descrizione nel glossario degli Ankake Nikomi Udon. Altro non mi viene in mente.

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    Satine

    07/07/2005 15:02:25

    Questa volta non ci siamo proprio. Ho apprezzato le opere "minori" della Yoshimoto, i libri meno elogiati forse perché più piccoli e modesti, ma questo è decisamente deludente. Prese separatamente, alcune storie sono anche belle (anche se l'ultima, in particolare, mi ha procurato un autentico senso di nausea), ma la vena creativa dell'autrice sembra si stia esaurendo, e che il suo stile pare stia diventando troppo sbrigativo. Speriamo riprenda possesso del suo carisma.

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    Alessandro Del Gaudio

    08/06/2005 15:37:03

    Consderando che nella mia attività di scrittore Banana Yoshimoto ha avuto una certa importanza, insegnandomi l'arte di trasmettere con semplicità, posso dire che, dopo alcune opere deludenti - prima fra tutte Arcobaleno -, con questa antologia recupera un poco del suo antico smalto. Alcune atmosfere ricordano le sue opere migliori: Kitchen, Tsugumi, Sonno Profondo, H/H.

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    fede

    14/05/2005 20:08:09

    come libro nn è un granke non ti lascia nessuna emozione dentro...

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    manu

    10/01/2005 16:31:04

    alcune descrizioni sono tenere, come la piante di alooe e il ricordo della nonna, ma il libro non ti lascia un gran chè.....

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    ila

    25/12/2004 19:04:34

    A dir poco tremendo e senza senso! Una delusione totale!

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    rosy

    25/10/2004 09:53:35

    ho adorato e adoro Banana per il suo modo semplicee diretto di trasmettere emozioni.Ho tutti i suoi libri letti almeno 2 volte.Arcobaleno mi aveva un po' delusa,il finale l'avevo trovato un po' banale,ma Il corpo sa tutto e' stato una mazzata!!!Che delusione!!!Non e' un libro..e' una bozza di un qualcosa che avrebbe avuto bisogno di essere limato!!! Banale!!!

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    Sara

    12/10/2004 21:57:43

    Oddio...mi aspettavo di meglio..è un pò vuoto,insipido,diciamo che nn è uno di quei libri che ti lasciano qualcosa!Sono racconti senza inizio nè fine...

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    robbie

    09/10/2004 01:11:10

    Ma è una scrittrice per bambini????????Dopo la prima"favoletta"sui fiori rimpiangevo i soldi spesi...potevo comprare di meglio!!

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    Manu

    23/09/2004 16:00:51

    ..ma la smette la Yoshimoto di scrivere banalità???non è che tutte le cose che le vengono in mente debbano essere pubblicate per forza!!! Premetto che ho letto tutti i suoi libri e, tutte le volte (tranne che per Amrita e Kitchen), speravo che facesse qualcosa di meglio....e, tutte le volte, mi accorgevo di aver preso un'altra fregatura!!!!!!!Giuro che è il suo ultimo libro che compro!!!

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    Antonio Patta

    01/09/2004 08:55:01

    Che dire i libri sono belli perchè ognuno ne trae le conclusioni che più sente, io ho trovato molto bello il libro di Banana. 13 racconti, non sciolti e isolati, ma strettamente correlati, tanto da essere figli di un unico filo conduttore. Non l'ho trovato "leggero" o "semplice", anzi ci ho trovato dentro molta profondità, in ogni racconto c'è intimità con la protagonista, con quello che sente e che cerca di tirare fuori per capire lo svolgimento della propria vita come dovremmo fare tutti noi: riflettere sui nostri mali e trarre giovamento dalle piccole cose per aiutarci a risolverli.

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    dario

    24/08/2004 18:06:17

    il primo e ultimo libro della yoshimoto...non mi ha emozionato, estremamente deludente, unica nota positiva è il capitolo la mummia

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    Marta

    24/08/2004 15:47:34

    come acqua, non ha sapore. non dice assolutamete nulla! è solo la soluzione di un composto di racconti insignificanti... facile da leggere e scorrevole, ma assolutamete insapore. penso che se solo banana avesse preferito aspettare qualche anno, sicuramete avrebbe scritto di meglio! spero che il prossimo sia meglio! dai banana dacci dentro!!

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    Simucca

    24/08/2004 14:36:25

    Dopo la delusione di quel ridicolo 'Arcobaleno' mi aspettavo davvero il peggio,ho anche pensato che forse ero io ad essere diventata troppo esigente,ed alla fine l'ho letto solo per eccesso di zelo. Invece alcuni racconti del Corpo mi hanno ridato tutta la leggerezza minimalista e quasi adolescenziale che solo Banana sa infondere. Il piacere del cibo e dell'ospitalità mi hanno fatto pensare allo splendido 'Gourmet' di Jiro Taniguchi. E' vero, la maggior parte dei racconti scorre via senza lasciar nulla, se non una sensazione di deja-vu, con temi ricorrenti ed atmosfere facilmente riconoscibili anche dal lettore più distratto, ma che vi aspettavate?Solo negli ultimi il tono si risolleva, cambia il monotono registro fin lì adottato per calarsi in situazioni diverse... E non riuscirò mai più a cantare 'The Sound of Silence' senza cambiarne le parole in 'Le mutande del vecchietto'!

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    Annie

    28/07/2004 15:38:59

    Non sarà la Banana di Kitchen o di Amrita... ma questi ultimi racconti della Yoshimoto mi hanno colpito per la straordinaria capacità dell'autrice di captare e descrivere così bene i moti dell'animo umano. Il mio giudizio sul libro non può che essere positivo.

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    MASSIMO

    28/07/2004 10:43:45

    Era il primo libro della Yoshimoto che leggevo ed e' stata un'autentica delusione: un'esposizione frettolosa di storie banali condite spesso da un'emotività di bassa lega. Il fatto che si trattasse di racconti e non di un romanzo non ha certo aiutato a rendere indimenticabile questo volume. In ogni caso alla fine rimane l'impressione di un lavoro buttato lì.

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    Marco

    27/07/2004 18:36:27

    Ho letto lo splendido Sonno Profondo, e mi aspettavo qualcosa del genere ma ho scoperto un libro noioso e vuoto.Ha ragione chi dice che non tutti i libri si meritano di essere letti fino all'ultima pagina...questo sicuramente non lo merita.

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    serena

    27/07/2004 15:02:24

    please consigliatemi qualche altro libro della yoshimoto

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Tredici racconti. Conflitti drammatici, traumi psichici, nodi apparentemente insolubili si sciolgono sotto un raggio di intuizione illuminante, permettendo ai personaggi di uscirne salvi e arricchiti.

I racconti di Il corpo sa tutto propongono l'arduo percorso dal dolore alla guarigione attraverso una gamma sorprendente di modulazioni. Il corpo (e la psiche) al centro di questi racconti è così attaccato al dolore da opporsi alla guarigione, fino a che la liberazione si fa strada a un tratto, accarezzando la mente e alleggerendo il peso della carne. A ostacolare la guarigione a volte è solo la paura di nuovi dolori, di altri ostacoli. In Barche un trauma infantile ha bloccato la memoria della protagonista, cancellando il ricordo di un'esperienza dolorosa. La chiave della liberazione è nascosta nello stesso luogo dove giace imprigionato il ricordo del trauma. Il tema della memoria e del trauma riaffiora in Farfalla nera: una giovane donna rivive un'esperienza infantile quando, durante la separazione dei genitori, la madre ubriaca coinvolge le figlie in un party nel giardino. Banana racconta l'atmosfera disperata ed euforica di questa festa improvvisata con accenti di realismo carveriano per lei insoliti. In Le dita verdi, dall'atmosfera fiabesca, una nonna chiaroveggente insegna alla nipote il linguaggio delle piante, che è quello della cura e dell'amore. I fiori e il temporale, ambientato in Italia tra Sicilia e Toscana, tratta della contiguità tra la felicità e il dolore. Per uno dei personaggi, dietro un momento di gioia e spensieratezza è in agguato un'esperienza di lutto. Accettare il distacco della morte significa abbandonare la dimensione dell'infanzia ed entrare nella maturità. Toni tra il gotico e il dark in La mummia, un racconto attraversato dall'ombra di un serial killer, che si trasforma in un'inattesa e toccante love story. In questi racconti si avvicendano personaggi, storie e ambienti diversi, in paesi esotici o luoghi quotidiani che formano un caleidoscopico paesaggio del Giappone, realistico e insieme visionario, doloroso e vibrante di ottimismo.