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Traduttore: L. Conti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Pagine: VII-297 p.
  • EAN: 9788806160043
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Le armi, la loro vendita e il loro possesso illegale, sono al centro di una storia che si svolge nell'arco di pochi giorni: la consegna di un carico d'armi a New York si rivelerà essere il volto semplice e ordinario di una verità assai più complessa. Burdon Lane ci parla in prima persona, dalle pagine del romanzo di Douglas E. Winter, e subito trascina il lettore in un mondo che prende forma attraverso un linguaggio quotidiano, essenziale, dove i discorsi diretti, l'azione feroce e il precipitare degli eventi sono spezzati da un lirismo cupo e profondo, una finestra aperta sul mondo interiore del protagonista, che dopo le prime dodici pagine si presenta così: "A questo punto dovreste aver capito che io non sono il buono". Ma in una storia in cui niente è ciò che sembra, Lane offre al lettore la sua sincerità per cercare di condurlo a fatica verso la possibilità di capire. Ed è l'attesa della verità a vibrare nelle parole di Winter, costringendo il lettore a correre insieme al protagonista sotto il sibilo dei proiettili. L'ottima traduzione e una prefazione di Valerio Evangelisti presentano al pubblico italiano un autore al suo primo romanzo (che è già diventato un film, in uscita nel 2003 e diretto da Antonia Bird). Winter - nato nel 1950 - riesce a dipingere un quadro nero e profondo del proprio paese con un romanzo di azione, dolore e sentimenti traditi, scritto con uno stile unico che dimostra come le possibilità del noir siano molto lontane dall'essere esaurite. Alla fine, nella storia che Burdon Lane ci racconta, possiamo intuire che un riscatto morale è, per Winter, sempre possibile, nonostante il sangue e la morte sul proprio cammino, nonostante i 270 milioni di armi in circolazione negli Stati Uniti, milioni di ferite pronte ad aprirsi.

Enzo Baranelli

Recensioni dei clienti

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    Enrico

    02/08/2005 15.38.13

    Grandissimo, assolutamente nuovo nel linguaggio, nel ritmo e nell'ambientazione. Ne ho fatto una malattia. Quando è finito ho avuto giorni di vuoto. Lo leggerò in inglese.

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    Luca

    10/10/2004 15.04.44

    Strepitoso! Non conoscevo questo autore ma mi piacciono i noir: questo libro è originale per stile, ritmo incalzante, velocità, movimento, azione. Spero di poter presto leggere altro di mister Winter. Bella trama, bei personaggi, bello stile. Raccomandato con entusiasmo.

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    Enrico Manconi

    24/02/2003 16.10.48

    Questo libro è senz‘altro destinato a divenire la sceneggiatura d’un film d’azione. I dialoghi paiono infatti essere tratti dai copioni cinematografici Hollywoodiani degli anni ’40, sebbene linguisticamente rivisitati in chiave moderna. L’autore unisce ad una grande capacità narrativa, la forza dissacrante di una prosa veloce, quasi fosse parlata. Ciò sembra dettare un ritmo forsennato al racconto, e rappresenta il veicolo di maggiore palpitazione ed eccitamento per il lettore. Il laboratorio letterario noir americano pare, insomma, non volersi fermare più.

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    davide

    11/09/2002 21.19.59

    Grandioso! Non conoscevo questo autore, l'ho scoperto con questo libro. bellissimo,veloce, ti entra dentro come un proiettile.

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