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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 245 p.
  • EAN: 9788804672210
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Recensioni dei clienti

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    angelo

    03/10/2015 15.17.57

    Ingredienti: un realizzato dirigente paralizzato da un tumore, un medico insoddisfatto di terapia intensiva, due vite che nuotano e ruotano dentro un ospedale come pesci in un acquario, un finale inevitabile come la conclusione di ogni vita. Consigliato: a chi aspetta con le valigie pronte il proprio ultimo viaggio, a chi frequenta i reparti più intimi e vitali degli ospedali.

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    Rossana

    19/02/2015 15.15.46

    Inizialmente un pò di fatica nel leggerlo. Sono una studentessa e per tirocinio frequento spesso i reparti della terapia intensiva. E' magico essere portati da una parte all'altra per poter capire quale aspirazione avere nel mio futuro. Certo che è crudo ma è un libro da far riflettere e non da farti addormentare la sera tranquillo.

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    alex

    25/09/2014 12.38.51

    Dal punto di vista puramente letterario non lo considererei un capolavoro, Venturino certo scrive molto bene, con un linguaggio scorrevole ma allo stesso tempo molto ricercato, però leggendolo hai quasi la sensazione che manchi il romanzato e ci sia fin troppa verità dentro, tant'è vero che alla fine l'autore stesso si sente in dovere di spendere un'ulteriore paginetta per sottolineare che i personaggi e gli eventi narrati sono frutto della sua fantasia. Dal punto di vista contenutistico, beh, assolutamente da leggere! E' un po' come quei film che sono a cavallo tra il documentario ed il film puro, ecco questo libro a me pare una cosa del genere.

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    dike

    11/09/2014 10.55.46

    D'accordo cn Anna. Consiglierei di leggerlo anche a chi ha smarrito la passione per una fortunata "vita normale" !!

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    Anna

    31/08/2014 01.32.38

    Sono un'infermiera di Terapia Intensiva e..... è veramente così anche nella realtà, i pensieri del pesce rosso, i suoi deliri, i pensieri della faccia verde, le sue preoccupazioni x i malati, la voglia di esorcizzare gli accadimenti più nefasti. C'ho rivisto pazienti e colleghi! L'ho regalato e lo consiglio assolutamente.

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    Red Kedi

    19/11/2013 16.11.42

    Cosa sognano i pesci rossi? Prima di tutto, dobbiamo capire chi sono. I pesci rossi sono i pazienti di terapia intensiva, quei pazienti in fase di stallo, quelle persone che non sai se usciranno da li con le loro gambe o in barella, coperti da un telo bianco. Questo libro parla sopratutto del Sig. Tunensi, il Numero Sette, un Pesce Rosso. Questo libro parla del Dottor Gaobardi, dell'Anestesita a capo del reparto, la faccia verde. Con un capitolo a testa, ci addentriamo in un racconto sempre più amaro. Una fine inevitabile, dolore inevitabile come i sensi di colpa a pippe mentali sul senso della vita e domande sul proprio lavoro. La voglia di tornare a vivere, la voglia di sistemare gli errori degli altri. Una storia che fa male ma anche lenta, che procede piano piano. Non c'è troppo da dire, da una parte è una storia che fa pensare a com'è imprevedibile la vita. A quanto una cosa può sconvolgere l'intera vita, anche a chi ci circonda. Però, credo ci sia modo e modo di raccontare una storia. Con il fatto che è una storia vera, non posso certo mettermi a dire che sarebbe dovuta essere raccontata in maniera più ottimistica però renderla più fluida e più leggera, si.

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    Mario

    22/08/2013 09.09.52

    Ho letto questo libro in ritardo rispetto alla sua uscita ma devo dire che, non leggendolo, avrei perso davvero una grande occasione. Infatti il romanzo di Venturino è estremamente duro, commovente, veritiero al punto da coinvolgere quanto raramente può capitare. Perchè vi si parla di vita vera, di sofferenze e di morti che quotidianamente hanno luogo nei nostri ospedali. Il maggior merito di questo libro, al di là di valori letterari che pure possiede, è proprio quello, una volta tanto, di ricordarci, in modo a tratti cinico, il mondo di chi soffre e che da un momento all'altro (lo so per esperienza diretta...) può diventare improvvisamente il nostro. Ne consiglio vivamente la lettura!

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    Vincenzo

    22/10/2012 22.06.05

    Probabilmente non è il mio genere, ma io l'ho trovato abbastanza pesante da leggere, l'ho letto forzatamente fino alla fine. Sicuramente descrive sufficientemente bene il punto di vista del malato e del medico curante di un ipotetico nosocomio, ma non mi ha mai preso veramente.

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    Dream

    16/07/2012 14.42.24

    Un libro molto bello, che colpisce il lettore dal punto di vista affettivo ed umano al 100 %. Consigliato agli appassionati del genere. Lettura scorrevole ed emozionante.

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    Luisa

    26/04/2012 16.39.40

    Si tratta di un libro unico e stupefacente. Ciò che stupisce è la capacità dell'autore di entrare nella testa delle persone. Sì, perché che l'autore sia in grado di scrivere alla perfezione i pensieri dei medici e i "meccanismi mentali" che si innescano in un ospedale e nella corsa alla carriera, è alquanto giustificabile, visto che egli stesso è un medico anestesista. Quindi "è del mestiere", come si dice. Ma ciò che ho trovato decisamente eccellente, è la sua capacità nel riportare alla perfezione anche i pensieri e i "meccanismi mentali" propri del malato e dei suoi parenti. Questo è davveros traordinario! Inoltre, credo che sia un libro assolutamente da leggere perché fa riflettere e mette il lettore dinanzi a delle scelte: la malattia, la guarigione, la morte, la vita, le cure, le eccessive cure, l'eutanasia, ecc. Tutte scelte che diventano valide e giuste a seconda del punto di vista: per un malato che soffre da troppo tempo è giusta la morte; per i parenti del malato è giusta la guarigione; per un giovane che muore improvvisamente è giusta la vita; per un medico è deontologicamente giusto provarle tutte fino allo stremo, anche se può sembrare accanimento terapeutico; ... e per chi legge? Insomma, fa riflettere, è bellissimo, è scorrevole e va letto. Consigliato!

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    paolo zacconi

    11/10/2011 07.18.22

    Lirico, a tratti commovente. Per riflettere su temi importanti. A mio avviso sicuramente da leggere.

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    anna

    28/03/2011 19.43.06

    davvero bello!!! di una profonda umanità....ti fa vivere lo stato del malato in terapia intensiva con una grande intensità e ti proietta nel mondo dei medici che vivono questa realtà. Io l'ho trovato davvero commovente.......

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    Dunda

    03/03/2011 11.45.50

    Magnifico nella sua cruda durezza! Un libro che tutti dovrebbero leggere, ma che, penso, pochi siano davvero in grado di farlo fino in fondo!

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    Roberto Parollo

    13/12/2010 11.27.08

    Sono anch'io un medico di terapia intensiva e ritengo che questo libro sia un capolavoro. Ha saputo interpretare i pensieri del malato e il travaglio di chi cura in maniera magistrale. Come pochi di noi "addetti ai lavori" saprebbero fare. Dovrebbe essere un libro di testo obbligatorio nelle facoltà di medicina e scienze infermieristiche. E chi non dovesse dimostrare di averlo capito veramente non dovrebbe meritare la laurea.

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    Masssimo F.

    26/10/2010 21.55.57

    Un delicato e malinconico corpo a corpo tra la vita e la morte. Un medico in prima linea si guarda allo specchio e ci racconta la sua professionalità, i suoi errori e quella frustrazione mascherata da cinismo così frequente nell’esercizio del proprio lavoro. Ma ci racconta anche quello che un medico non può dire nemmeno a se stesso: sensazioni, paure, domande del malato, “di chi è al di là del vetro”. Bello tosto, ma da leggere: anche dai medici.

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    Daniela Domenici

    14/03/2010 11.39.41

    Questo libro mi ha chiamato dallo scaffale: tra tanti altri libri mi ha attratto con una forza magnetica tale che sono stata “costretta” a prenderlo e a leggerlo subito. Ed è stato amore a prima vista: Marco Venturino, l’autore di questo libro che si svolge in un reparto di terapia intensiva di un ospedale qualunque, è un “addetto ai lavori”, parla da esperto: è un medico, direttore della divisione di anestesia e terapia intensiva all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Questa sua opera prima, che risale al 2006 ma che a me è capitata tra e mani solo in questi giorni, è un racconto “a due voci”, quella di un medico del reparto, “la faccia verde”, e quella di un ricoverato, “i pesci rossi”, che descrivono, ognuno dal proprio punto di vista, osservatorio privilegiato, la quotidianità della vita in terapia intensiva, il decorso della malattia, il mondo esterno, la classe medica. Il protagonista malato, Pierluigi, viene definito un pesce rosso perché essendo stato tracheotomizzato non può parlare ma solo muovere le labbra senza emettere alcun suono come un pesce rosso in un acquario e diventa un’impresa ardua per chi gli sta vicino capire cosa desidera. E ‘ un libro duro, doloroso, commovente ma anche, in alcuni momenti, divertente, strappa un sorriso, è scritto con uno stile assolutamente avvincente pur se infarcito, com’è naturale, di termini medici specifici; i dialoghi sono, se posso usare un termine preso in prestito da un altro campo, quasi cinematografici nella loro immediatezza; i momenti più emozionanti sono, per la sottoscritta, i “flussi di coscienza” specialmente quando Pierluigi ha la febbre e inizia a delirare: superlativo. Concludo con le parole finali dell’autore: “Vorrei solo che rimanesse addosso, a chi ha avuto la pazienza di leggere questo libro fino in

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    Milla

    10/03/2010 16.23.51

    Delicato e commovente. Poco dopo avere iniziato a leggere questo libro una persona a me cara si è trovata nella stessa condizione di uno dei "pesci rossi" e purtroppo anche il finale è stato identico. Sarà per questo che leggendo questo libro ho riflettuto su quello a cui normalmente cerchiamo di pensare il meno possibile... è un libro che, se riesci a farlo tuo, aiuta a cambiare davvero. Lo consiglio vivamente.

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    Simone

    19/12/2009 00.21.39

    Non lascia indifferente. proprio non è possibile leggere questo libro senza fermarsi a pensare che la malattia spesso ci può catapultare in un mondo che, seppur reale, non è più il mondo a cui eravamo abituati. Un libro sulla malattia vista da due punti di vista diversi, così tanto che diventano molto simili: il malato e il medico. Ma qui le cose si complicano perchè ci troviamo in una rianimazione, un non luogo, che tuttavia è più reale di molti altri luoghi. Un posto dove la vita di chi ci lavora si confronta con la "vita diversa" di chi ci è costretto suo malgrado. Il libro è magistrale nel descrivere le emozioni, le ansie, la stanchezza della routine quotidiana, le rivalità e la difficile convivenza in un mondo chiuso e ristretto. Se non conoscessi abbastanza bene il mondo delle rianimazioni, penserei che c'è tanto romanzo e poca realtà, invece è proprio il contrario. Una storia che merita di essere letta, se non altro per capire come sia sottile il confine tra essere da questa o da quella parte della rete, intendendo per rete qualunque cosa vogliate intendere.

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    silvia

    12/09/2009 22.08.55

    ho trovato questo libro per caso e l'ho preso attirata dal titolo. è stata una rivelazione straordinaria ! sono riuscita ad immedesimarmi in entrambi i co-protagonisti e, nonostante il dramma, alla fine della lettura mi sono ritrovata più attaccata alla vita. un libro che ha toccato le corde più profonde del mio animo come pochi altri. Grazie a Venturino.Di cuore.

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    federica

    09/07/2009 16.28.11

    Romanzo STRAORDINARIO. Marco Venturino è un uomo geniale ed un medico di gran cuore. Letto e riletto più volte e regalato a tutti gli amici e parenti più cari.

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