Traduttore: L. Corradini Caspani
Editore: Corbaccio
Anno edizione: 2013
Pagine: 178 p., Rilegato
  • EAN: 9788863805833

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Storie vere

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Recensioni dei clienti

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    MARELU

    06/08/2013 09:45:29

    Bel romanzo, anche se della hayden preferisco le storie vere.

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    marta98

    22/06/2013 15:32:35

    un libro bellissimo e commovente adoro lo stile di Hayden e i temi che tratta, anche se questo è il primo dei suoi libri che ho il piacere di leggere infatti l'ho letto tutto d'un fiato ieri pomeriggio tanto è coinvolgente. Consiglio a tutti di leggerlo =D

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    lorenza spagnoli

    22/03/2013 12:17:42

    finito di leggere propio ieri e premetto che ho letto tutti ma propio tutti i libri della Hayden e personalmente trovo che sia un'autrice fa-vo-lo-sa!!!!! Il libro all'inizio mi è sembrato un pò banale, tipo favola per bambini, ma dopo un pò mi ha coinvolto ed è stato bellissimo entrare in questo bellissimo romanzo, anche se questa non è una storia vera trovo che comunque sia bellissimo!!!! La Hayden è troppo troppo brava!!!

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    elda

    02/04/2011 00:29:31

    Romanzo intenso, profondo, coinvolgente: assolutamente da leggere!

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    tina84

    17/10/2008 18:16:34

    ho letto questo libro per la tesina di maturità. l'ho poi riletto altre 3 volte. un libro che lascia il segno

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    Veronika91

    05/11/2006 19:12:01

    Un libro ottimo... La Hayden, è davvero molto motlo brava.. Mi piace cm scrittrice!!

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    barbara

    14/11/2004 14:49:18

    Dopo che leggi un libro di torey , devi leggerli tutti. Anche questo tenero romanzo è una conferma.

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    ary89

    05/03/2004 21:40:13

    è il libro ke mi ha appassionata di meno..ma è profondo cm tutti gli altri..

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    maggio76

    21/11/2003 11:53:56

    tra i libri di Torey Hayden, è quello che per il momento mi ha colpito meno; forse perchè trattandosi di un romanzo si percepisce il distacco sentimentale dell'autrice.

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    ugo

    30/09/2003 13:18:07

    non sono un ragazzino tutt'altro, nella mia gioventù mai ho desiderato l'autografo di qualche personaggio importante o meno. Oggi dopo aver letto tutti i libri pubblicati in Italia dalla Hayden, mi piacerebbe incontrare una persona così profonda nella conoscenza dei giovani ed avere un libro con un suo pensiero dedicato a me. Pur essendo quest'ultimo, un romanzo e non un angolo di vita vissuta è comunque stupendo e istruttivo come tutti gli altri suoi scritti.

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    sara

    02/09/2003 10:17:44

    Intenso e commovente, non avevo mai letto prima un suo libro e penso proprio che andro' a cercare anche i precedenti E' stata una bellissima scoperta

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    adry

    04/06/2003 22:26:14

    ho letto tutti i libri di torey e come gli altri anche questo mi è piaciuto molto,il piccolo david ha conosciuto l'amicizia vera, non solo con la bambina,ma anche col piccolo gufo,grazie a questo piccolo animaletto è uscito dal suo egoismo e ha riscoperto l'altruismo...brava torey, continua cosi,mi sei esempio per il mio futuro lavoro

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    Sheila

    26/05/2003 15:16:47

    La Hayden prova a scostarsi con malcelata fatica dalle sue trame e miserie predilette. Si cimenta in un racconto per bambini, raccontato da un bambino, "sentito" sulla pelle come lo sentirebbe un bambino e questa volta entra nel mondo della violenza solo in punta di piedi . L'esperienza del piccolo principe con la sua rosa viene condivisa dal piccolo David con il suo gufo. Diventa grande e scopre di poter dare qualcosa al mondo grazie a questa creatura indifesa. Trova la speranza e l'amore negatigli alla nascita e la sua ingenuità commuove. Non indimenticabile ma comunque apprezzabile e fresco.

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    Ophelia

    01/04/2003 15:54:16

    “Sapeva quale fosse la cosa veramente peggiore. Era il nulla. Quando non c’era nessuno a cui importasse qualcosa di ciò che ti capitava. Era il non appartenere a nessun luogo e a nessuna creatura. Ecco cosa c’era al Primo Posto dell’elenco delle Cose Veramente Peggiori” E’ un ragazzo difficile, David, è un ragazzo solo, David, è un ragazzo che ha conosciuto la sofferenza, l’abbandono…David…un solo nome, una grande storia. Una storia che ci insegna tante cose, su noi stessi e sugli altri, su quei “noi” che troppo spesso pronunciamo, ignorandone il vero significato. Due importanti temi trattati con infinita semplicità e chiarezza, con la spontaneità di chi ama parlare ai bambini. Una storia profonda,una storia d’amore…perché l’amore non è solo la vecchia, cara, fiabesca manfrina, ma è fondamentalmente il fulcro di ogni cosa. E’ il senso donato ad un’azione, ad un gesto, ad una parola pronunciata sinceramente. E’ il sentirsi meno soli, è il sentirsi parte di qualcosa… “Che cosa pensi che voglia dire ‘appartenere’ ? Vuol dire prendersi cura l’uno dell’altro. Vuol dire prendersi a cuore il destino di qualcun altro. Prenderselo a cuore tanto da volere che non gli capiti niente di male, anche quando questo significa non poter avere ciò che si vorrebbe…due amici appartengono l’uno all’altro” E’ dura, soprattutto per un bambino , crescere senza aver accanto punti fermi, esempi dai quali attingere sapienza, esperienza. Persone che lo lascino fare i suoi errori al solo scopo di apprendere in modo più efficace…una famiglia che lo accudisca, che gli faccia sentire, come un fuoco sulla pelle, quanto amore nutre nei suoi confronti. “Per formare una famiglia non c’è bisogno di essere parenti. Essere una famiglia significa prendersi cura l’uno dell’altro” Fondamentale anche il secondo tema trattato dall’autrice: la diversità. Essere estraniati dal mondo per un idea, un gesto, che non si uniforma, non si amalgama con quello degli altri. Un importante spunto di riflessione su chi siamo e cosa vogliamo davvero. Il nos

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    Chiara

    28/03/2003 22:43:57

    Molto semplice ma commovente per la storia del bimbo abbandonato....

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