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Elias Canetti

Traduttore: R. Colorni, F. Jesi
Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 1984
Pagine: 403 p.
  • EAN: 9788845905858

scheda di Rondolino, F., L'Indice 1985, n. 1

Canetti è un maestro nella costruzione del saggio: egli eredita quella tradizione tutta tedesca che fa del saggio lo strumento obliquo attraverso il quale l'universale riluce nel frammento, nel dettaglio, nel particolare. L'esperienza vissuta, l'autobiografia e la passione intellettuale e morale si uniscono così alla conoscenza e alla ricerca: gli argomenti, che possono essere assai lontani tra loro, paiono ricomporsi in un unico, ininterrotto discorso. Pubblicati in parte sotto il titolo "Potere e sopravvivenza" (Adelphi, 1974), i saggi qui raccolti abbracciano il periodo 1962- l974, toccando alcuni temi cari a Canetti, come quello della massa e del potere (illuminante lo scritto su Hitler), o affrontando autori a lui cari (Kraus, Buchner). Di straordinaria lucidità lo scritto sulle lettere di Kafka a Felice (già pubblicato negli Oscar Mondadori con il titolo "L'altro processo"), in cui lo scrittore praghese emerge come la figura centrale del Novecento. Nel confronto tra Canetti e la cultura del presente e del passato emerge sempre con chiarezza ciò che l'autore stesso ha indicato essere la missione dello scrittore (e dell'intellettuale in generale): essere contemporaneamente colui che descrive e colui che si oppone al proprio tempo.

Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    22/05/2014 12.55.17

    Il meglio del Canetti saggista trova in questo volume il suo traguardo più alto, gli esiti e le intuizioni più intensamente e stupendamente poetiche di tutta la sua opera. I saggi su Kraus e su Kafka, illuminanti e commossi, valgono raggi di inaudita bellezza nel vasto panorama saggistico europeo. L'intera intelaiatura ha il profumo di una delle più toccanti e necessarie raccolte del secolo; intuizioni splendide e umili ricordi personali si intrecciano in analisi più che capillarmente perfette. La coscienza delle parole è la misura della loro forza soppesata e dosata nella responsabilità di chi scrive, il taglio e l'onestà che lo scrivere devono ossequiare come intrinseca e sentita sete di colui che crea. Canetti in questo non è secondo a nessuno, e questo libro ne è la prova più folgorante.

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