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Le cose che bruciano

Michele Serra

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Editore: Feltrinelli
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 287,35 KB
Pagine della versione a stampa: 171 p.
  • EAN: 9788858834541
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Gaia la libraia

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Attilio Campi è un cinquantenne che si è ritirato a vivere in campagna, e nell’incipit fulminante del romanzo si descrive così: “Dicono che mi sono rovinato con le mie mani”. Alle spalle ha una brillante carriera politica distrutta sul più bello dalla sua stravagante proposta di legge per la reintroduzione dell’uniforme obbligatoria nelle scuole. Bocciata la proposta dal suo stesso partito, Campi, furibondo, sparisce dalla scena pubblica. Noi lo troviamo lì, nella solitudine della campagna di Roccapane, in confidente simbiosi con la natura, a rifare il verso del rigogolo, a occuparsi di legna e di irrigazione e a rimuginare contro i nemici nuovi, come il testimone di Geova che incautamente gli si presenta a casa un mattino, e con quelli vecchi, come il giornalista Ettore Mirabolani, suo antico rivale. Attilio si propone di incontrarlo, chiama a raccolta tutte le forme di ostilità per smontarle, presentarglisi davanti e consumare la pace. Aspira al traguardo dell’umiltà. Non facile, soprattutto per uno come lui. Vorrebbe liberarsi di tutte le some che gli impediscono salvezza e leggerezza, vorrebbe sbarazzarsi della gelosia nei confronti della moglie spesso assente (donna di molti aeroporti), o delle pesanti eredità della madre e della zia Vanda. Pesanti anche in termini di ingombro, casse e casse di libri, lettere, fotografie, per disfarsi delle quali sogna ogni giorno un falò diverso, in un crescendo di fantasie barocche, senza peraltro riuscire mai a realizzarlo. Così come non riesce mai davvero a fare pace, nemmeno nella sua immaginazione, con Ettore Mirabolani, “quello stronzo”. Il cammino verso l’umiltà è fatto di continui inciampi, arresti e salite, ma l’importante non è il traguardo, è il percorso. Male che vada Attilio avrà imparato, alla fine, a fare il verso del rigogolo.
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    Leonardo de Chanaz

    24/06/2019 08:26:25

    50 anni fa leggemmo tutti "Il Male Oscuro" di giuseppe Berto, che ci trascino in un torrente di parole senza punteggiatura, in modo che dovevi controllare il respiro da solo. Questo libro mi ha riportato ad allora, con uno humour pungente, pieno di autoironia che mi ha divertito moltissimo. È uno dei migliori libri letti quest'anno. Immagino serra sul divano dell'analista che si raconta. La fuga dalla città, che mi accomuna a lui, ma anche a Giuseppe Berto. L'inseguimento della semplicità si rivela più complicato di quanto non si creda. Consigliatissimo!

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    Carla

    06/06/2019 06:52:02

    Michele Serra e la sua magia nello scrivere: un testimone di Geova dà spunto per creare un buon libro. E' un piacere leggerlo...

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    elettra

    18/05/2019 11:15:25

    Un libro che ho letto tutto d'un fiato, un punto d'arrivo e da cui ripartire; probabilmente sono in un momento della vita che mi ha permesso di viverlo dentro. Lo consiglio!

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    angelo

    23/04/2019 13:20:18

    Ingredienti: un politico ritiratosi a vita privata in campagna, la vita solitaria e agreste sulle colline liguri, il progetto di roghi di oggetti inutili come liberazione interiore e alleggerimento psicologico, un presente di meditazione tra un passato ingombrante e un futuro minaccioso. Consigliato: a chi preferisce isolarsi più che discutere, a chi vuole liberarsi del peso di ricordi non suoi.

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    Sergio

    09/04/2019 10:13:20

    E' stato il falò delle vite altrui, un peso incombente sul groppone che conosco bene, a convincermi ad acquistare questo libro. Non è stata una delusione. Michele Serra ha l'età della sintesi, della resa dei conti. Quel momento della vita in cui bisogna capire chi si è veramente, liberandosi delle ancore che impediscono di navigare. Bruciare, ma non tutto: perché la cosa più difficile è individuare cosa ci sia da salvare nel passato per andare avanti.

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  • Michele Serra Cover

    Ha cominciato a scrivere a vent’anni sull’Unità, nella quale era entrato come dimafonista. Prima inviato, poi corsivista e commentatore, dal 1997 scrive sulla Repubblica e dal 2002 anche sull’Espresso. In passato ha collaborato a molte testate, tra le quali Epoca e Panorama.Come autore, ha scritto testi teatrali per Antonio Albanese, Luca De Filippo, Beppe Grillo, Claudio Bisio, Milva, Davide Riondino e Andrea Brambilla. In televisione ha lavorato con Adriano Celentano, Gianni Morandi, Luciana Littizzetto e molti altri artisti. Da quattro anni è co-autore della trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo che fa”.Tra i libri pubblicati con Feltrinelli ricordiamo: Il ragazzo mucca (1997), Il nuovo che avanza (1989), Cerimonie (2002),... Approfondisci
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