Così crudele è la fine. Copia autografata

Mirko Zilahy

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 3 maggio 2018
Pagine: 420 p., Rilegato
  • EAN: 0001121468090
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    Fabio

    04/06/2018 08:23:07

    Però così è una noia.Ancora Serial Killer alla carbonara,cioè una trama tipica da romanzo americano trapiantata nella città eterna .Se il primo romanzo di MZ aveva il pregio dell'originalità,qui siamo alla minestra riscaldata ,con personaggi che ricordano curiosamente i "Bastardi" vista anche la sovrapposizione delle vicende personali a quelle diciamo così professionali. Lascia un po' di stucco anche la motivazione dei vari delitti,la lentezza dell'investigatore nel capire quello che è chiaro da metà romanzo e anche il colpevole smascherato nel finale senza alcun patos o emozione. Speriamo che con nuovi personaggi,più originali e vitali di questi, possa nascere ancora un buon romanzo.

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    Barbazuk

    31/05/2018 07:01:26

    Mi sono purtroppo accostata a questo autore partendo dall'ultimo romanzo della trilogia " Mancini ". Ora mi rileggerò tutto da principio sapendo come va a finire, ma questo non pregiudicherà certamente il piacere della lettura! Trama ben congeniata, studio approfondito delle personalità(non a caso il personaggio principale è un profiler in stile CIA), scrittura lineare, descrizioni della capitale suggestive, nel bene e nel male. Lo consiglio senza dubbio a tutti gli amanti del genere.

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    Fabio S.

    06/05/2018 17:05:15

    Probabilmente (ma speriamo di no) ultimo libro della trilogia dedicata a Mancini. Il protagonista è accattivante come sempre, nella sua umanità così cupa, cresciuto, maturato, cambiato con il proseguire della serie. Roma, invece, la coprotagonista, è rimasta la stessa, quella raccontata attraverso i suoi scorci meno famosi e più oscuri, ma senza di essa il racconto perderebbe tutta la sua forza. Il giallo, forte, potente, spesso violento in alcune descrizioni, continua ad avere immagini forti e adatte a chi ama i thriller cruenti, senza disdegnare dei colpi di scena davvero inaspettati. Così, tra un protagonista convincente e i suoi comprimari, la penna di Zilahy ci avvolge in un racconto costruito alla perfezione. Indubbiamente lo stile dello scrittore, affinatosi e migliorato col tempo, ha toccato vette davvero alte; leggere un suo libro non è un semplice passatempo, ma l'immergersi in un mondo raccontato con grande maestria. Nel mare delle pubblicazioni che puntano solo al pathos, Zilhay è una voce che sa unire ad una trama ottima una scrittura pregevole! Speriamo, però, presto in un nuovo romanzo che ci faccia incontrare ancora Mancini. Consigliato a chi ha amato i due libri precedenti e a chi cerca un thriller crudo, forte, ma scritto in maniera ineccepibile; sconsigliato a chi cerca il giallo all'acqua di rose. E vivissimi complimenti a Zilahy!!!

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