È così lieve il tuo bacio sulla fronte. Storia di mio padre Rocco, giudice ucciso dalla mafia

Caterina Chinnici

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27/01/2015
Pagine: VII-129 p., Brossura
  • EAN: 9788804648284

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Servizi sociali e criminologia - Reati e criminologia - Criminalità organizzata

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    Salvatore Palermitano

    20/09/2017 21:15:35

    Complimenti a Chiara Chinnici per farci riscoprire un mito e una figura fondamentale della nostra storia recente. Il romanzo però ha un pò il fiato corto, si dovrebbe dire, raccontare, analizzare di più- Una buona base da cui partire.

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    alida airaghi

    19/02/2015 14:36:13

    Caterina Chinnici, attualmente parlamentare europeo, è entrata in magistratura giovanissima sulle orme del padre Rocco, giudice "siciliano autentico", ideatore del primo "pool antimafia" e ucciso in un attentato nel luglio del 1983. Ha pubblicato nel 2013 questo affettuoso omaggio alla vita e all'eroismo paterno, che adesso Mondadori ripropone in edizione economica. Ne scaturisce l'immagine pubblica e privata di un uomo coraggioso e forte nella sua attività di magistrato, attivissimo nella partecipazione alla vita sociale e culturale palermitana, ma anche teneramente attento e presente nei rapporti con la moglie e i tre figli. Il ricordo di Caterina, la maggiore, è ancora vivissimo nella descrizione delle laboriose giornate del padre, del suo risveglio mattiniero e del caffè che preparava per tutta la famiglia, dell'abitudine di baciarla sulla fronte prima di recarsi al lavoro, usando sempre la precauzione di uscire di casa da solo, per proteggere i suoi cari. Così ricostruisce la tragica mattina di quel 29 luglio: "...il suo ultimo 'Buongiorno', i passi sul solito percorso studio-cucina-ingresso, la porta di casa chiudersi, la 126 verde imbottita di tritolo esplodere, i vetri di ogni finestra nel giro di 400 metri saltare in aria, l'albero davanti a casa polverizzarsi, le lamiere volare e poi ricadere a terra pesanti". Chi era Rocco Chinnici? Nato nel 1925 nella campagna palermitana, figlio di un piccolo proprietario terriero, aveva studiato giurisprudenza, ottenendo il primo incarico come pretore nel trapanese: "...metteva la persona al centro...era attento ai bisogni degli individui, li rispettava chiunque fossero..." Aveva sposato Agata, un'insegnante di scienze: di quegli anni lontani, Caterina scrive: "abbiamo avuto un'infanzia spudoratamente felice", e ripercorrendo trasferimenti e promozioni del padre, l'impegno civile e la sua dedizione allo stato, ne tratteggia un ritratto ammirato e nostalgico, commosso e grato.

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