Costantinopoli. Nascita di una capitale (330-451)

Gilbert Dagron

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1991
Pagine: 820 p., ill.
  • EAN: 9788806125547
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scheda di Gallina, M., L'Indice 1992, n. 2

Quando nel 331 Costantino, trasferendo sulle rive del Bosforo la propria residenza imperiale, fondava la città che da lui avrebbe preso il nome non progettava una "seconda Roma" in competizione con la "prima": altri e opposti erano i suoi intendimenti. Lungi dal concepire la nuova sede in opposizione all'antica, egli si proponeva di rinsaldare tramite questa i legami tra l'area orientale e quella occidentale dell'impero. Costantinopoli non nasceva dunque come capitale di secessione rispetto a Roma, ma piuttosto rappresentava un germe di romanità trapiantato in Oriente per meglio fronteggiare le tendenze separatiste di Antiochia e di Alessandria. Nondimeno nell'arco di un secolo si compiva una metamorfosi che, a partire dal regno di Costanzo e più ancora durante quello di Teodosio II, trasformerà Costantinopoli da città sede della residenza imperiale a capitale istituzionale di un impero. Decisivo a tal fine è stato il processo attraverso il quale la 'curia' dell'antica Bisanzio si trasformò in senato, il 'demos' urbano acquisì la dignità di 'populus', la chiesa costantinopolitana, infine, da suffraganea del vescovado di Eraclea divenne il più importante patriarcato orientale. A distanza di circa quindici anni dalla sua prima edizione francese il volume di G. Dagron si conferma un magistrale studio sulla storia delle istituzioni protobizantine, uno studio che ha già il colore di un classico.