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La costruzione della realtà

A. Michael Arbib,Mary B. Hesse

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Traduttore: G. Casari
Editore: Il Mulino
Collana: Le occasioni
Anno edizione: 1992
In commercio dal: 30 marzo 1992
Pagine: 424 p.
  • EAN: 9788815033567
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scheda di Damiani, A., L'Indice 1992, n.11

Divulgativo ed enciclopedico ad un tempo, lo scritto nasce dall'integrazione della prospettiva neurobiologica di Arbib con il punto di vista filosofico della Hesse circa i problemi tradizionali della rappresentazione e i criteri di misurazione della realtà. Il nucleo concettuale che funge da catalizzatore delle argomentazioni è un relativismo critico fondato su una teoria degli schemi di chiara derivazione piagetiana: la rappresentazione del mondo da parte del soggetto conoscente non si esaurisce in una costruzione proiettiva pura, che dall'interno pone l'esterno, bensì è vincolata da processi di correzione e apprendimento retroattivi, che specificano le strutture mentali in un continuo intreccio di assimilazione di dati e accomodamento di schemi. La costruzione "schematica" della realtà, però, è un fatto cognitivo assai generale: caratterizza l'individuo tanto quanto la sfera sociale, la percezione come il linguaggio, l'affettività, la prassi scientifica e - a ben guardare - ogni simbolismo e produzione umana. Oltre a essere unità funzionali interne, gli schemi sono infatti anche "'rappresentazioni collettive" nel senso di Durkheim: vengono a costituire una realtà esterna agli individui membri di una certa società, che condiziona - ma non determina - il comportamento del singolo, giacché gli schemi individuali godono di una elasticità variabile dipendente da una genetica e un'educazione familiare potenzialmente dissimili. In effetti, la teoria degli schemi non offre solo un quadro di riferimento formale per attività cognitive limitate simulabili su calcolatore, ma si apre al discorso filosofico informale di tipo ermeneutico. In questo modo, si può comprendere l'identificazione freudiana equiparandola all'interiorizzazione di schemi d'azione osservati nel comportamento altrui e concepire il procedere della scienza nei termini della costruzione di modelli schematici di realtà oggettivati mediante il controllo e il successo della predizione. Sempre con riferimento alla versione informale della teoria degli schemi, gli autori affrontano poi la questione della realtà della libertà umana in quanto indipendente dal determinismo meccanicistico del mondo naturale, quella della coscienza, dell'intenzionalità e di Dio: un'entità trascendente che - par di capire - non esiste al di là delle pratiche e dei sistemi simbolici che la portano ad essere; invero, "Dio è più simile all'imbarazzo che alla gravitazione" poiché è reale soltanto nella misura in cui lo si crede e lo si sente. Ancora una volta, dunque, la realtà dell'esistente non s'esaurisce in quella dei discorsi e degli schemi che pur con ciò la costruiscono.
Note legali