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Traduttore: D. Puccini
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XVII-89 p., Brossura
  • EAN: 9788804567899
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Recensioni dei clienti

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    Veronica

    27/08/2017 12:38:29

    Fantastico!!!! Questo libro parla del caso e di come non gli si sfugga. La sorte si attacca come un francobollo e spesso va a braccetto con la casualità e la coincidenza. Romanzo ben fatto, incalzante seppur con una trama molto semplice e con pochi personaggi, a tratti ironico ed irriverente. Assolutamente consigliato

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    Luca

    30/05/2015 14:52:17

    Un esempio di come, quando tutti gli eventi sono contrari, non ci sia modo di sfuggire a un tragico destino, sebbene questo sia stato ampiamente annunciato e guidato da valori discutibili della comunità e dalla cattiveria gratuita di una donna ipocrita.

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    angelo

    28/05/2015 14:08:31

    Ingredienti: un matrimonio all'antica in uno sperduto paese sudamericano, una sposa non illibata ripudiata dal marito, un delitto d'onore frutto di leggi spietate e primordiali, un romanzo-racconto sviluppato su un solo fatto di poche ore. Consigliato: agli spettatori delle inevitabili disgrazie umane, dovute più al caso che alle colpe, agli attori inconsapevoli di ruoli amari.

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    alessandro

    20/08/2013 15:24:49

    questo libro fa capire che, il più delle volte, "la fatalità ci rende invisibili". Bellissimo. Breve ma intenso, come gli attimi in cui la fatalità storce le nostre vite!

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    Andrea

    06/08/2013 18:12:13

    A me il libro non è dispiaciuto, considerando che è un romanzo breve ma soprattutto considerando che "Cent'anni di solitudine" non mi era assolutamente piaciuto (personalmente lo ritengo di una noia mortale) e "L'amore ai tempi del colera" non mi aveva particolarmente colpito, quindi ero un po' prevenuto verso Garcia Marquez; questo invece scorre rapido e leggero, senza troppi personaggi secondari e senza perdersi in dissertazioni o descrizioni inutili (cose che invece "Cent'anni..." aveva a bizzeffe).

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    Dario

    15/05/2013 12:30:08

    Cronaca dell'assassinio di Santiago Nasar ad opera dei gemelli Vicario che lo accusano di aver disonorato Angela Vicario, loro sorella nonchè sposa ( per poco ) di Bayardo San Roman. Dopo anni, il narratore ricostruisce la vicenda raccogliendo le testimonianze delle persone presenti nel villaggio Caraibico in quel giorno maledetto. Detta così sembra una storia semplice lineare e senza troppe pretese in realtà la vicenda principale ( la morte annunciata ), s'intreccia con altre vicende che ne sono la diretta conseguenza. Quando Garcìa Màrquez da' libero sfogo alla sua classe e fantasia, la magia che riesce a trasmettere al lettore non ha, seconco me, eguali. Il risultato è un romanzo breve perfetto e molto accattivante grazie allo stile magistrale di questo mago della penna.

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    gabril

    03/10/2012 17:37:03

    L'annuncio dei fatti implica il loro accadimento come nella più squisita tradizione della tragedia greca (a cui l'unità di luogo, tempo e azione richiamano) ma anche come nella tramatura universale della fiaba: alla quale manca, però, la figura di un "aiutante" che possa contrastare il potere del fato al cui compimento ogni azione -e soprattutto ogni mancata azione- congiura e conduce. Persino la madre di Santiago Nasar contribuisce involontariamente alla sua truculenta fine. Tutta la comunità del villaggio caraibico sa che i gemelli Vicario stanno affilando i loro coltelli da macellai per scannare Santiago Nasar e vendicare così l'onore della sorella (forse) violata, pur tentando inutilmente di trovare qualcuno che possa impedirglielo. La maestria di Marquez risiede ancora una volta nel perfetto congegno narrativo: la cronaca di quel giorno, di quell'ora che separa Santiago dal compiersi ineluttabile del suo destino funebre viene raccontata, 27 anni dopo, da un testimone di allora e la vicenda viene ricostruita in ogni suo tassello dalla testimonianza dei vari abitanti della piccola comunità. I particolari macabri, che non mancano, sono però rielaborati entro una cornice fantasmagorica, dove l'eccesso si sposa con la perfezione sobria del racconto breve. Un capolavoro, insomma.

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    anna nibba

    11/02/2012 20:37:00

    Molto conosciuto e molto celebrato: secondo me piu' di quello che dovrebbe essere.

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    dalia

    05/07/2011 21:29:13

    Adoro Marquez ma questo libro non mi è per niente piaciuto. Ripetitivo, noioso, senza mordente. Durante la lettura mi venivano in mente scene dal Processo di Kafka ma il livello non è, ahimè, minimamente paragonabile.

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    mario

    23/11/2010 00:34:30

    CAPOLAVORO! Semplicemente perfetto. Il miglior romanzo breve del '900.

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    Simone

    08/10/2010 11:13:34

    Vuoi per la costruzione particolare che a me in qualche modo ha ricordato il film Rashomon di Kurosawa, dove ogni personaggio fornisce la sua versione della storia. Vuoi perché Marquez ha una scrittura elegante, leggera, dove realismo e magia (in questo caso una magia di fondo che rischiara ambienti e personaggi) procedono a braccetto. Vuoi perché il lettore non può fare a meno che parteggiare per Santiago Nasar, il protagonista destinato a un esito tragico fin dal titolo del romanzo. Per questi e molti altri elementi "Cronaca di una morte annunciata" è un libro straordinario.

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    Sebastiano

    22/04/2010 18:12:25

    Uno splendido romanzo nel puro stile di Marquez. A prescindere dai riferimenti espliciti a Cent'anni di solitudine, mi è sembrato di rivivere le stesse atmosfere magiche. La storia e tutt'altro che banale, così intrisa di paradossi e contraddizioni, coincidenze ed omissioni, in un intreccio di storie che sembrano tutte incanalate da una forza superiore verso l'inevitabile destino che attende il povero Santiago! La cronaca di una morte decisa più dal fato che dagli uomini che come spesso accade nelle opere di Marquez sono soltanto dei burattiti mossi dal DESTINO!

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    duilio

    20/03/2010 19:54:47

    Bello e affascinante non capisco assolutamente chi l'abbia considerata una lettura lenta considerato il fatto che è una cronaca e inoltre è molto più scorrevole di tante altre opere di Marquez.

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    Greta

    07/01/2010 09:36:53

    assolutamente noioso e banale... cosi piccolo e pure sembrava di nn finire mai

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    Blea

    08/10/2009 10:44:10

    Libro che sicuramente non può deludere chi apprezza in Gabo la magia che ammanta ogni sua storia. Cronaca di una morte annunciata è l'allegoria della fatalità del destino, che esula dalla colpa o dall'innocenza, ti trascina per le pagine come un libro giallo anche se qui non c'è nessun assassino da scoprire nè tantomento alibi da difendere; sappiamo già chi ucciderà chi, tanto è scritto già nel titolo, ciò che resterà nelle nostre domande è il perché, ma non è la stessa domanda che ci poniamo quando subiamo qualcosa che ci coinvolge sulla quale non abbiamo nessun potere? Bellissimo

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    Intro87

    04/09/2009 22:28:13

    Francamente trovo incredibile che tra i commenti ci sia qualcuno che affermi che la trama sia banale o il ritmo lento. Dimostra pienamente di non aver compreso la chiave di lettura di questo libro. Essendo cronaca di una morte annunciata è stupido aspettarsi colpi di scena e pagine veloci. Ben altro è da ammirare in queste (poche ma corpose) pagine. Un esempio per qualsiasi giornalista, un modello per qualsiasi scrittore. Ciò che importa, e deve risultare, è il modo in cui viene realizzata la cronaca di un avvenimento "bizzarro" in un piccolo paese dove tutti, ma proprio tutti, si conoscono. Consigliato a chi sappia leggere senza incontrare in ogni pagina scoop o colpi di scena.

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    Lodovica

    13/06/2009 17:18:08

    wow...davvero emozionante, specie il finale!! Mi piace la ricostruzione che fa l'autore di quest'omocidio, bravo Marquez, un vero maestro della letteratura!

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    KINE

    14/03/2009 12:57:03

    Non mi è piaciuto per niente. Forse lo dovrei rileggere con più attenzione, e giudicarlo poi, anche se sembra strano che in un libro di 90 pg. mi sono annoiato parecchio.

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    zaraffa siculo

    11/10/2008 20:04:20

    ORRIBILE LIBRO,DAL MOMENTO CHE SEMBRA PERVASO DI UNA LARVATA APOLOGIA DEI CRIMINALI SVENTRATORI E DI UNA PATINATA ELEGIA DELLA PROSTITUTA FINTA VERGINELLA.COLOMBIANO.

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    Giuseppe Gr.

    27/06/2008 01:20:41

    Il libro nn si fonda sull'effetto sorpresa.. il titolo svela già il finale ma la storia, grazie al Grande Autore (a cui io sono devoto!) assorbe sempre piccoli grandi colpi di scena che allonatana la nuvola della banalità e illumina una serie di eventi, in un posto e in un epoca che a me risulta un po' fantastici in quanto misto di una serie di effetti di epoche e gente diverse, che fa del libro un'opera da leggere, cn il cuore ma soprattutto cn la testa, in quanto evidenzia l'assurdità della vita.. Voto:7

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