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Simonetta Agnello Hornby, M. Rosario Lazzati

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 281 p. , Brossura
  • EAN: 9788807881237
Disponibile anche in altri formati:

Recensioni dei clienti

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    Lucia

    26/06/2015 21.47.16

    Per me che amo cucinare è stato un libro bellissimo. Mi ha insegnato anche ad apprezzare la parte meno esaltante di tutto il lavoro: quando bisogna pulire, rassettare. Riordinare è descritto come un gesto d'amore verso la casa che ci accoglie e verso i nostri cari che vi abitano. Lo stesso cucinare è un gesto d'amore, ma anche un gesto terapeutico per risolvere i dissapori interiorie e ritrovare lucidità. Il cibo merita rispetto e gratitudine, quindi bisogna goderne senza eccessi. Il cibo parla di noi, di come siamo adesso e di come siamo cambiati attraverso gli anni.

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    Il terribile Hulk

    30/10/2012 11.52.13

    Libro di buona fattura o manuale di cucina?! A me è piaciuto molto in entrambi i sensi. Le citazioni umanistiche di Brillat Savarin sono gustose ed attuali. Le ricette collegano alla tradizione siciliana ma anche internazionale, vista con amore ma anche con ironia (ed autoironia). Il "buon gusto" è sapore, ma anche buona educazione e finezza, amore e rispetto per i convitati ma anche verso i collaboratori, graditi ospiti in cucina(godibili le pagine "di intimità ed intensa carica erotica" , a descrizione dell'"interludio génésique"). "Cucinare unisce e predispone all'amore" . Grandissimo merito della cucina, forse il più grande è, dopo un buon pasto, essere più propensi "a cercare l'altro e offrirci per dare felicità". La forma dello scrivere è colta, precisa, con il piacere della descrizione e dell'analisi, e con una serie di consigli utilissimi derivati dalla collaborazione con la "maestra di cucina".

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    giorgio g

    10/06/2012 10.13.50

    Confesso di essere un pessimo cuoco: in caso di necessità mi limito a cuocermi un piatto di pasta asciutta ed una fettina ai ferri. Di conseguenza sono il meno accreditato a commentare questo libro. Perché lo ho comperato, allora? Il motivo è da trovarsi nell'avere apprezzato, della stessa Autrice, il precedente "Un filo d'olio", una lettura piacevole ma per altre ragioni: ricordo che lo recensivo lodando "il ricordo delle estati di un' infanzia lieta trascorse nella campagna di famiglia nei dintorni di Agrigento, i giochi dei bambini e la vita degli adulti, baroni e contadini, in una Sicilia che non esiste più ma che è bello ricordare" ed ancora "per lo stile della narrazione, con l'uso di vocaboli siciliani alla moda di Camilleri ma in maniera più misurata". Qui si trovano soltanto poche tracce di quell'incanto, ma in compenso si parla diffusamente delle abitudini alimentari e conviviali degli inglesi: per le prime non abbiamo molto da imparare, per le seconde un po' di più

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    Monica

    15/05/2012 23.54.57

    Un libro piacevole e divertente dove il cibo si lega ai ricordi e ti regala un tuffo nel passato. Cucinare come creare, come momento di meditazione e di relax. Atto che diventa arte e terapia. Simonetta in queste pagine ti fa venire voglia di andare al mercato e fare la spesa. Scegliere il pesce piu' fresco e le spezie piu' profumate. Cucinare per se e per gli amici. Sporcarsi le mani con la farina e svegliarsi con il profumo di torta appena sfornata.

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