Il cuore è un cacciatore solitario

Carson McCullers

Traduttore: I. Brin
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: X-368 p., Brossura
  • EAN: 9788806191733
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Recensioni dei clienti

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    stef

    06/10/2014 15:43:32

    L'idea di fondo del romanzo è bella: quella di dividere ogni capitolo per un personaggio e poi riprenderlo.. Come un ciclo. Ma la scrittura non è per niente nulla di esaltante; sarà sicuramente anche per via della traduzione, ma assolutamente banale. Peccato..lo avevo cercato per tanto tempo..

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    Cristiano Cant

    08/05/2014 08:51:28

    Gli ultimi, i respinti, i reietti, la folla anonima e invisibile che incarna l'emozione più semplice e la esalta al massimo della sua spinta. Lo sguardo di una ragazza che a soli 23 anni dona al mondo un romanzo magistrale, amando quella realtà in un respiro di pagine uniche. Un sogno di vite generose, di braccia tese e sfortune e ascolti in un quadro d'insieme che conduce alla perfezione.

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    Carla

    14/07/2013 22:17:42

    No. So di essere una voce fuori dal coro ma il libro non coinvolge e in molti parti e' lento fino a divenire noioso. L'idea di fondo era geniale, questo sordomuto che finisce per essere uno specchio per i suoi interlocutori, quasi una speranza per ciascuno di loro ma.. si perde e, per quanto apprezzabile in rari punti, non ammalia il lettore, non lo porta con se'.

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    Sele

    12/01/2013 18:41:01

    Nel complesso è un buon libro,purtroppo secondo me si alternano capitoli molto belli ed interessanti ad altri piatti e un po noiosi,rallentandomi così la lettura. Nell'insieme fa riflettere a temi come la solitudine, l'appartenenza e sul modo di vivere se stessi e gli altri,ma nonostante tutto non mi ha lasciato a distanza di tempo quel ricordo intenso ke altri libri invece mi hanno lasciato.

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    Raffaele

    31/08/2009 20:48:35

    Anche se in alcuni punti si arena,esprime concetti memorabili,imperdibile!

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    Niccolò

    11/06/2008 20:39:09

    Questo è un libro bellissimo...che racconta dei malati di solitudine ai malati di solitudine....la narrazzione forse a tratti è un pò lenta e prevedibile ma non noiosa come scritto nel commento precedente ,a mio giudizio .E che comunque va addizzionata nel giudizio complessivo alla grande profondità e saggezza di alcuni passi...è un cent'anni di solitudine in scala ridotta ma comunque molto bello....non ho dato cinque perchè non è "I fratelli Karamazov" nè "Fiesta" ma sempre molto meglio dei libri di Federico Moccia....per carità!!!!!

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    philo

    28/05/2008 16:12:38

    Come opera prima di una scrittrice ventitreenne, il libro va considerato un piccolo capolavoro. purtroppo a volte è un poco noiosetto e poco coinvolgnete. comunque la cosa da affermare con forza è che la Carson l'ha scritto a 23 anni. Solo per questo è stupefacente e dimostra il talento della scrittrice.

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    ardica

    29/08/2007 16:01:03

    come squarcio del profondo sud degli stati uniti sicuramente non vale faulkner, tuttavia l'ambientazione ed il suo bagaglio di conflitti sociali, di cui ogni personaggio rappresenta, a suo modo, un prodotto, rappresentano uno degli elementi cardine di questo romanzo. la trama è una metafora del nostro bisogno di essere ascoltati, anche se non necessariamente compresi e capiti: ognuno dei quattro personaggi che ruotano intorno al sordomuto trova in quest'ultimo, proprio in quanto interlocutore esclusivamente passivo, la valvola di sfogo alla solitudine che li circonda, sia etero che autoprodotta. il potere per cosi dire "lenitivo" degli incontri che i quattro man mano intensificano con il sordomuto è tale da spiegare i propri effetti anche quando nessuna parola viene pronunciata. tuttavia, a riprova dell'universalità di certe esigenze, nemmeno il sordomuto ne è immune

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    sara

    30/06/2007 22:42:12

    Libro che consiglio solo a chi ama davvero il profondo sud americano e le sue atmosfere. Inizialmente sembra che il sordomuto sia il cardine della storia, ma in realtà l'emblema della città è il barista. Buono, ma non irresistibile.

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