Cuore di Tenebra

Joseph Conrad

Traduttore: E. Capriolo
Editore: Feltrinelli
Edizione: 16
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 giugno 2013
Pagine: 121 p., Brossura
  • EAN: 9788807900167

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura

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Recensioni dei clienti

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    Simone Fontana

    19/08/2018 16:36:01

    La civiltà occidentale, all'apice del suo strapotere, è gettata nel delirio di onnipotenza: arriva a collocarsi al di sopra delle altre civiltà, a considerarle come un'accozzaglia informe di popolazioni primitive e intellettualmente inferiori ai grandi europei colonizzatori, filosofi, scienziati. Ma Conrad non s'inganna e comprende che in Congo, così come a Londra, il cuore dell'essere umano è tenebra. Ed è questa tenebra che ci pervade di orrore... Un romanzo terribile, oscuro, profetico, che non prende per mano il lettore.

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    Tower73

    21/03/2018 13:22:53

    Riconosco il valore letterario dell'opera, a suo tempo piuttosto rivoluzionaria, ma proprio non sono riuscito a entrare in empatia con il libro, ho fatto fatica a finirlo costringendomi alla lettura in alcune parti. Evidentemente Conrad non fa per me visto che anche la linea d 'ombra non mi ha preso per niente

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    Isabella

    10/10/2017 07:31:35

    Ho letto e riletto questo romanzo, anche in lingua originale, e ogni volta ho pensato a un capolavoro irraggiungibile. Chi ha recensito prima di me ha colto il punto: difficile aggiungere altro (e nemmeno io concordo sul giudizio di Baricco). La prosa, secondo me, segue il racconto di Marlowe che rievoca un'esperienza che lo ha toccato profondamente. Il viaggio all'interno dell'Africa è banalmente un viaggio all'interno dell'oscurità dell'uomo impersonato da Kurtz (corrotto da una cultura incivile? Scelta consapevole di una cultura più vicina alle origini?....). É secondo me un grande romanzo - allegoria che declina il tema del viaggio e dell'avventura verso le tenebre dell'uomo e della civiltà. Ma certo romanzo dell'800 non ha preso già questa strada (un nome per tutti: Melville)?

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    peppe

    06/06/2017 17:23:19

    Scorro le pagine del libro , come la Nellie risale il fiume , entrando nella foresta di scorci selvaggi e ricordi di Marlowe. Come è facile per il nostro protagonista comprendere la natura che lo circonda , meno l'uomo che la contamina , che calpesta i propri simili , rendendoli schiavi ai propri interessi.Ci troviamo in Africa in tempo di conquiste coloniali , la grandezza degli uomini è misurata da quanto avorio riescono a ricavare per loro e per la loro patria.Marlowe è partito per spirito di avventura e mancanza di alternative , trovando di fronte un paesaggio meno sereno di quanto si aspettasse , navigando sulla nave in cerca del misterioso Kurtz , il più grande di tutti nel procurare avorio e ricchezze . Il protagonista trova terre defraudate delle loro bellezze e sfollate della propria gente , che deve far posto a l'uomo bianco . La conquista però non è mai questione di superiorità , ma solo mancanza di forza di chi ci è davanti , non vi è bellezza , solo brutalità . Lungo il cammino Marlowe sentirà sempre più di essere fuori posto , e incontrando un ormai spento kurtz , comprenderà di quale malvagità può essere capace l'uomo. E citando Allen : " l'orrore ,dice Kurtz in cuore di tenebra , l'orrore , e lui non leggeva il Times " .

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    gino

    04/09/2015 13:57:02

    Letto dopo avere visto svariate volte Apocalipse Now che inevitabilemnte mi ha influenzato,devo dire che non ho avuto un'impressione netta di questo romanzo. Mi spiego meglio Cuore di tenebra e' scritto bene ma tratta un argomento sgradevole quindi la lettura non e' piacevole , inoltre proprio per creare un'atmosfera diradata e onirica che diventa a tratti surreale la narrazione non e' lineare e crea quasi disagio nel lettore. Nella postfazione di Baricco si sostiene che quest'effetto sia dovuto al caso e alla mancanza di mezzi di grande scrittore di Conrad, mentre a mio modestissimo avviso l'effetto e' voluto. Mi permetto anche di aggiungere una domanda su Baricco : chissa' se fra cento anni i suoi romanzi saranno ancora ristampati?

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    Roberto Goldin

    12/06/2013 10:47:40

    Sinceramente, non mi piace Conrad. Avevo abbandonato "La linea d'ombra", forse a metà. Ho indubbiamente sviluppato un'intolleranza verso i romanzi marinareschi a causa di quell'assurdo confinamento dell'avventura in vetusti simbolismi stereotipati, ripetitivi e noiosi. Ma, in questo caso, personalmente, colgo la preoccupazione di Conrad. Non m'importa l'ambientazione, che è indubbiamente strumentale. C'è qualche cosa di più profondamente psicologico nelle tenebre di un occidente violentatore, che sacralizza la propria missione in nome della propria superiorità, dissacrando l'equilibrio empatico della natura, degli ecosistemi, degli uomini stessi. Si legge per capire, non per passare il tempo: per quello c'è la play station.

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    Norman

    28/01/2013 22:19:39

    è il primo libro che leggo di Conrad . Scrivo qui il modo in cui me lo presentò mio padre: Conrad scrive in modo magnifico, elegante, senza mostrare i muscoli, ti resta dentro . Dopo la lettura, posso dire di essere perfettamente d'accordo. Non capisco chi lamenta l'assenza di una trama ben definita.Il libro può non piacere ma è una critica assurda. Conrad non voleva scrivere una storia ricca di colpi di scena , ma esplorare i meandri più oscuri dell'animo umano e del continente africano , che appare inquietante e tenebroso agli occhi ipocriti e arroganti dei bianchi. I personaggi principali, così come le "ombre" che li attorniano,il fiume e le sue sponde , sono descritti in modo perfetto, Conrad va dritto all'essenza di ciò o coloro che descrive, la qualità per me più importante per uno scrittore, e lo fa con uno stile di una bellezza e un'eleganza rare , per di più in una lingua acquisita . Un libro affascinante come pochi altri.

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    Laron

    15/10/2011 17:09:14

    Mamma mia non saprei che dire, la storia pare non esistere e se esiste non decolla mai, forse semplicemente non riesco a capirlo ma l'ho trovato mortalmente noioso.

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    Aurelio

    29/03/2011 21:44:00

    Mi rincresce dirlo, ma trovo che questo romanzo sia alquanto sopravvalutato. Lord Jim, pur essendo meno moderno nella forma, mi ha appassionato molto di più. Trovo che Conrad abbia mancato praticamente tutte le opportunità narrative che la storia pure offriva. E in questo, io credo, la traduzione, buona o cattiva, c'entra ben poco.

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    sdazio

    08/01/2008 13:58:09

    Ci sono delle difficoltà oggettive nel seguire la narrazione di Cuore di tenebra ma lo si può accettare. Il disagio che procura la vicenda, la tensione e il mistero che avvolgono la Foresta e il signor Kurz, “La banalità del male” che spinge l’uomo alla consapevolezza di combattere una lotta svuotata da ogni cosa (persino dal dolore arrecato) secondo me rendono significativo questo libro. Concordo che il dire sia diverso dal far sentire, in questo l’autore poteva venirci incontro con più generosità, ma data l’ambientazione si può concedere qualche colpo sotto la cintura e lasciarsi vincere dall’intricata matassa di orrore (di non sapere, ma soprattutto di conoscere). Ovviamente tutto questo l’ho trovato nella versione Feltrinelli. Imporre qui un commento sull’opera in lingua originale sarebbe come cassare l’opinione di chi ha letto il libro ma non ha mai soggiogato un popolo africano: al limite si può amichevolmente consigliare (intendo leggere l’edizione con testo integrale a fronte, non certo risalire il Congo su di battello a vapore in cerca d’avorio e sangue)

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    Andrea

    14/09/2007 13:36:22

    Qualcuno di voi ha letto per caso il libro in lingua originale? Perchè solo allora potrete coglierne il vero senso, in caso contrario commentate quanto volete ma i vostri commenti sono senza fondamenti. Ciao

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    Federico

    11/07/2007 23:01:18

    Devo dire che non sapevo cosa aspettarmi da questo libro quando mi sono apprestato a leggerlo. L'ho trovato un libro bello, in alcune parti "difficile" (nel senso che molte idee sono espresse in maniera concisa, rapida, quasi sottovoce) ma, proprio per questo, nel momento in cui si riesce a cogliere il significato pieno del messaggio di Conrad la lettura risulta tanto più soddisfacente!!(come tutte le cose difficili, quando riescono danno più soddisfazione!!). Utile il commento finale di Baricco, giustamente postposto al testo perchè altrimenti avrebbe potuto influenzare la lettura e l'interpretazione del libro. Unico difetto: alcuni cambi di scena sono talmente rapidi che mi sono trovato in difficoltà dato che non capivo più dove mi trovavo...forse qualche parola e dettaglio in più non avrebbe guastato. Comunque da leggere. Ciao Fede

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    Giorgio Trombatore

    05/11/2006 15:25:05

    Ho letto "Heart of Darkness" nell'agosto del 2003, dopo che per motivi di lavoro ero stato mandato in Congo, precisamente nell'Ituri per lavorare in un campo profughi di circa 40,000 rifugiati presso Eringeti (Guerra tra Hema e Lendu). Come se non bastasse ho scelto di scrivere la mia tesi su Heart of Darkness nel 2006 intitolando proprio "Marlow a 20th century man?", ponendomi il quesito su quali possono essere a distanza di circa un secolo i luoghi che accomunano la realtà del Congo di Leopoldo II con quella di Kabila oggi nel XX secolo. Ebbene ho scoperto che sono moltissimi i motivi che sono ancora riscontrabili a distanza di un secolo. Lo sfruttamento delle risorse (al tempo di Conrad il legname da parte delle compagnie belghe), oggi le miniere di preziosi da parte di greci e da una oligarchia di potenti uomini di Kinshasa. La schiavitù a cui fa riferimento Conrad quando descrive la condizione dei neri nelle stazioni , non è forse poi tanto lontana dalla condizione in cui sono costretti a vivere i pigmei del Congo Orientale. Vorrei terminare ricordando che spesso questo libro non è stato pienamente capito (vedi Chinua Achebe), ma considerando l'epoca in cui è stato scritto rimane un gioiello della letteratura mondiale. Giorgio Trombatore

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    Massimiliano Guarda

    27/09/2006 15:07:03

    Terribile, inquietante, un passeggiare continuo per i sentieri nascosti della nostra mente, allucinato, intricato, umanamente disumano, stridente e sporco... La scrittura è perfetta e adatta allo scopo. Solo un bussare alla porta improvviso sottolinea un silenzio prolungato, solo una prima frase di Kurtz molto semplice evidenzia la tensione accumulata per pagine e pagine... Libro geniale.

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    Romano De Marco

    02/05/2006 08:09:15

    Il racconto del viaggio del marinaio Marlow nel cuore dell'africa tropicale, lungo un fiume pieno di insidie, su una imbarcazione instabile e malridotta, alla ricerca di Kurtz, un uomo che ha in qualche modo sovvertito le regole della compagnia commerciale per la quale lavora, divenendo una leggenda fra gli indigeni e provocando preoccupazione e imbarazzo fra i propri superiori. Il romanzo è in realtà una potente, efficace metafora del viaggio all'interno dell'orrore insito nella condizione umana e una condanna senza appello alla crudeltà della civiltà moderna che maschera dietro ipocrite convenzioni una assoluta mancanza di rispetto per la vita e per la dignità dei deboli. Kurtz è il terminale di questa ricerca e assume, nel racconto, una importanza centrale, quasi simbolica, sottolineando con la propria parabola (viaggio, ascesa, morte e disillusione) la visione negativa di Conrad in merito ad una eventuale, possibile redenzione dell'umanità. Il passaggio finale dell'incontro fra Marlow e la promessa sposa di Kurtz, sottolinea ancora di più questa visione assolutamente pessimistica, mascherata da un gesto apparentemente catartico compiuto dal marinaio che, in realtà (negando ancora una volta la verità) ribadisce l'impossibilità dell'uomo di essere davvero se stesso all'interno delle regole sociali che si è imposto. Nota: Francis Ford Coppola si è ispirato a questo romanzo per il suo APOCALYPSE NOW ambientato a circa un secolo di distanza, durante la guerra in vietnam.

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    Albys

    17/07/2005 22:12:03

    Se fosse stato scritto negli ultimi 20-30 anni, Cuore di tenebra sarebbe stato definito un noir (termine super-inflazionato, ma che calza a pennello per questo libro di più di un secolo fa). Non è la narrazione del viaggio nell'oscuro mistero del fiume Congo ad essere, infatti, al centro del romanzo. Nonostante la forte caratterizzazione esotica (l'Africa più selvaggia) e il senso generale di avventura, questo romanzo di Conrad resta un immortale romanzo psicologico basato sul Male, sull'animo cupo dell'Uomo quando egli trascende i suoi compiti e le sue responsabilità in nome della folle esaltazione. Il cammino che Conrad fa fare a Marlow è un percorso segnato dal dolore della consapevolezza e delle rivelazioni. Prima la scoperta della vera natura del colonialismo. Poi la rivelazione su quanto l'animo umano possa uscire dai binari e quanto il male possa affascinare. Simbolico, lirico, impressionista. Kurtz è il vero protagonista del libro. L'anima buia, il punto di riferimento di tutti. Una vera e propria ossessione, il simbolo buio della solitudine. Conrad ha una bella prosa, ancora attuale, anche se in questo libro eccede forse con l'aggettivazione e carica un po' troppo, contribuendo così a far calare la tensione narrativa. A me non ha annoiato, perchè quando un autore è bravo può anche essere lento (non troppo a lungo, però), ma capisco chi può averlo trovato poco avvincente. Altro difetto: alcuni passaggi fondamentali della storia sono tirati via in modo frettoloso, con una pessima scelta dei tempi narrativi. C'è una latente insoddisfazione nel lettore, per qualcosa che è più immaginato che vissuto. Nonostante questi due difetti, il libro rimane buonissimo. E' un romanzo amaro, in cui quasi tutti escono sconfitti (anche Marlow, con l'ultimo suo ipocrita gesto)e proprio per questo è un libro attuale. L'avidità del ruolo da protagonista tirato agli estremi, la convenienza di certe visioni sociali precostituite, l'"ideale" che è bello finchè resta, appunto, ideale e non cosa reale. Ottima postfazione di Baricco

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    mau

    15/05/2004 10:47:08

    Uno dei capolavori della letteratura degli ultimi due secoli scritto da uno dei più grandi scrittori di lingua inglese. L'infelice accostamento che viene fatto con Baricco sembra quasi essere un ironico monito al lettore su che cosa sia letteratura (Conrad) e cosa non lo sia (Baricco)

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    Marco

    13/12/2003 18:27:38

    E' un libro particolare, non è sempre facile seguire il filo della narrazione e alcuni dialoghi che vorresti sentire dal personaggio principale del romanzo vengono volontariamente omessi da Conrad. Comunque rimane un testo molto bello, forse non tutti sanno che questo libro ha ispirato "Apocalypse Now" anche se il film è molto diverso rispetto a questo testo. Infine la postfazione di Baricco è favolosa.

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    Ciro

    19/02/2003 12:48:00

    Si capisce che Conrad scrive in una lingua non sua. Non ha a cuore il bel tenebroso la leggerezza del testo che è inutilmente ripetitivo e intricato. Conrad fa il sostenuto da un punto di vista letterario con immagini molto complesse, ma senza rispetto per il lettore . Troppo lento il racconto perchè susciti il suo interesse. Molto bella invece la recensione di Baricco.

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    Suk

    08/01/2003 18:42:08

    Un libro faticoso, spesso lento, monotono. ma anche un viaggio nell'ignoto, all'interno del più profondo io; un viaggio nel cuore dell'africa ma anche nel cuore dell'uomo. Conrad fa viaggiare il lettore, lo turba, lo avvolge come la foresta misteriosa, alla ricerca di Kurtz, ombra solitaria in un mare nero.

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