Editore: Sovera Edizioni
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 1 novembre 2006
Pagine: 96 p., Brossura
  • EAN: 9788881246120
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    Aldo Onorati

    15/07/2008 16:21:40

    Con la silloge D’istruzioni siamo di fronte a una prova di alta meditazione lirica. Ogni verso si fa sintagma cogitativo ed estetico, con sineciosi e analessi interne al dettato poetico, prolessi di assoluto effetto gnomico, ellissi ove l’elemento sintattico omesso è perdurante nella tessitura che è sempre tenuta a severo rigore mentale. Questo poeta ha allontanato il frastuono del verso contemporaneo per imparentarsi coi grandi di ogni tempo, ai quali premeva l’urgenza di abbracciare la vita, non di sezionarla. La sua poesia ha la capacità “dispettosa”, intrigante, creativa, di porre ogni essenza dentro e fuori di se stessa, quasi al centro e all’estremo di un possibile dibattito perpetuo sull’ambivalenza di ogni cosa. È un fiume in piena: di passioni, di sensazioni, di contrasti, di proposte, di lirici smarrimenti, di forti tentazioni oratorie, ma risolte nella bellezza dell’incatenazione semantica e sonora. Una chiarezza di fondo illumina il cammino lirico: la parola si fa taglio bruciante, e poi balsamo allo stesso. La cicatrice non si dimentica facilmente. Ma che pagina è, quella che non lascia traccia? Aldo Onorati

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    Aldo Onorati

    15/07/2008 16:18:11

    Con la silloge D’istruzioni siamo di fronte a una prova di alta meditazione lirica. Ogni verso si fa sintagma cogitativo ed estetico, con sineciosi e analessi interne al dettato poetico, prolessi di assoluto effetto gnomico, ellissi ove l’elemento sintattico omesso è perdurante nella tessitura che è sempre tenuta a severo rigore mentale. Questo poeta ha allontanato il frastuono del verso contemporaneo per imparentarsi coi grandi di ogni tempo, ai quali premeva l’urgenza di abbracciare la vita, non di sezionarla. La sua poesia ha la capacità “dispettosa”, intrigante, creativa, di porre ogni essenza dentro e fuori di se stessa, quasi al centro e all’estremo di un possibile dibattito perpetuo sull’ambivalenza di ogni cosa. È un fiume in piena: di passioni, di sensazioni, di contrasti, di proposte, di lirici smarrimenti, di forti tentazioni oratorie, ma risolte nella bellezza dell’incatenazione semantica e sonora. Una chiarezza di fondo illumina il cammino lirico: la parola si fa taglio bruciante, e poi balsamo allo stesso. La cicatrice non si dimentica facilmente. Ma che pagina è, quella che non lascia traccia? Aldo Onorati

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