Dal mito alla favola bella. Da Canaletto a Boldini. Il tesoro d'Italia. Vol. 5

Vittorio Sgarbi

Editore: La nave di Teseo
Collana: I fari
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 27/11/2017
Pagine: 464 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788893442923

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Arte, architettura e fotografia - Storia dell'arte: stili artistici - Stili artistici dal 1800 al 1900

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    Luca Aquadro

    14/01/2018 13:47:06

    Tiepolo, Canaletto e Canova. Ma anche Piazzetta, Bartolini e Gerli. Piranesi, Longhi e Ceruti. Ma anche Manieri, Coccorante e Quarenghi. Signorini, Segantini e Boldini. Ma anche Markò, Bocchi e Baccarini. Giunto alla quinta delle sei tappe del suo itinerario alla scoperta del Tesoro d'Italia - cioè del nostro inesauribile patrimonio artistico - Vittorio Sgarbi resta fedele alla linea, applicando questa volta al periodo compreso tra gli inizi del Settecento e i primi anni del Novecento il proprio metodo di divulgazione della storia dell'arte, basato da un lato sul doveroso omaggio ai Grandi da tutti celebrati dall'altro sul coraggioso proporre a tutti i lettori, esperti e non, anche un numero non esiguo di cosiddetti minori, che spesso tali non sono, ma si rivelano a un occhio privo di pregiudizi nient'altro che Grandi trascurati. "Le figure femminili di Boldini (...) incedono, come incorporee, senza peso, volano. Montale sembra proprio avere davanti a sé un quadro di Boldini, quando scrive: "T'alzi e t'avanzi sul ponticello / esiguo, sopra il gorgo che stride: / il tuo profilo s'incide contro uno sfondo di perla. / Esiti a sommo del tremulo asse, / poi ridi, e come spiccata da un vento / t'abbatti fra le braccia / del tuo divino amico che t'afferra. / Ti guardiamo noi, della razza di chi rimane a terra." " (p. 464) " "Il Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo risolve la lunga esperienza delle pale d'altare con un rovesciamento: la pala non è più verticale ma orizzontale. (...) l'umanità avanza verso il proprio destino senza la protezione di Dio. Non è detto che Dio non sia presente nella coscienza degli individui, ma è l'umanità a conquistare, attraverso la forza dei lavoratori, ciò che le spetta. (...) Questo quadro è la fine di un'epoca e l'inizio di un'epoca nuova." (pp. 383-384) Quella di Sgarbi è prosa d'arte in entrambi i sensi: parla di arte e lei stessa lo è.

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    Salvo P.

    05/12/2017 16:38:06

    Appena ricevuto ero felice come un bambino.L'odore inchiostro e la qualità delle immagini...non ho saputo resistere:letto tutto d'un fiato.ECCELLENTE!

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    Dott. Gisboni

    04/12/2017 15:00:30

    Tra spazzattura e robaccia. Opinioni personali esposte male e un sacco di qualunquismi. Però scorrevole.

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    Rosa

    04/12/2017 14:32:12

    Straordinaria la differenza tra Sgarbi opinionista e Sgarbi critico d'arte e intellettuale. Decisamente interessante il secondo, con questo viaggio in Italia inaspettato e affascinante.

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