Dawla. La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori

Gabriele Del Grande

Editore: Mondadori
Collana: Narrative
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 17 aprile 2018
Pagine: 605 p., Brossura
  • EAN: 9788804687412
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Descrizione

Asciutto e spietato come una tragedia classica, avvincente come un action movie, questo libro straordinario ci racconta storie forti, piene di colpi di scena, avventure, sentimenti, rabbia, amore, vita, morte, punti di vista opposti sulla guerra e sul mondo.

"Religione e politica non erano più separate. Adesso Abū Mujāhid ne aveva finalmente la certezza. Quella giustizia che tanto andava cercando non si sarebbe realizzata se non attraverso la sottomissione dell'uomo alla legge di Dio. Per fare sì che ciò avvenisse c'era un unico modo: la guerra. Una guerra totale. Ancora più dura di quella che aveva combattuto fino ad allora."

Dawla in arabo significa Stato ed è uno dei modi in cui gli affiliati dello Stato islamico chiamano la propria organizzazione. Gabriele Del Grande è andato a incontrarli in un avventuroso viaggio partito nel Kurdistan iracheno e terminato con il suo arresto in Turchia. Questo libro è il racconto delle loro storie intrecciate alla storia più grande dell'ascesa e della caduta dello Stato islamico. Un racconto che parte nel 2005 nei sotterranei del carcere di massima sicurezza di Saydnaya, in Siria, e che passa per la rivoluzione fallita del 2011, la guerra per procura contro al-Asad, il ritorno del Califfato e gli attentati che hanno sconvolto l'Europa. Senza mai cedere ai toni della saggistica, Del Grande mette in scena una galleria di personaggi le cui vicende si snodano in un intreccio di storytelling e geopolitica. Un manifestante siriano spinto da un'autentica sete di giustizia a prendere le armi e che, davanti alla corruzione dell'Esercito Libero, sceglie di arruolarsi nel Dawla, dove farà carriera come agente dei servizi segreti interni ed emiro della polizia morale, hisba. Un hacker giordano in fissa con l'esoterismo giunto in Siria seguendo le profezie sulla fine del mondo e finito nel braccio dei condannati a morte in una prigione segreta del Dawla. E un avventuriero iracheno ingaggiato da un ex colonnello dell'Anbar che grazie alla propria intraprendenza si addentrerà nel livello più oscuro dei servizi segreti del Dawla, quello responsabile della pianificazione degli attentati in Europa. Asciutto e spietato come una tragedia classica, avvincente come un action movie, questo libro straordinario ci racconta storie forti, piene di colpi di scena, avventure, sentimenti, rabbia, amore, vita, morte, punti di vista opposti sulla guerra e sul mondo. Dawla nasce da un progetto di crowdfunding che ha avuto un appoggio appassionato e generoso da parte dei sostenitori di Del Grande, qui impegnato ad affrontare con la massima competenza e un piglio narrativo eccezionale lo scomodo punto di vista dei carnefici. "Non per giustificare, non per umanizzare. Ma unicamente per raccontare e, attraverso una storia, cercare una risposta, ammesso che ve ne sia una, a quell'antica domanda sulla banalità del male che da sempre riecheggia nelle nostre teste dopo ogni guerra."

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    Edmondo

    07/11/2018 11:46:17

    Un libro molto interessante e leggibile con facilità. Racconta l'Isis dal suo interno, avvincente come una spy story sembra un romanzo di Ken Follett. Per chi non si scoraggia per la mole e per l'alto numero di termini arabi, è un libro consigliato.

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    Ivan

    02/06/2018 06:31:55

    Saggio, romanzo, spy story. Questo libro ci racconta lo storia dello "Stato islamico" dal punto di vista dei carnefici (essi stessi vittime e pedine di un gioco troppo grande), ci permette di penetrare al suo interno facendoci capire la sua evoluzione e tutte le sue contraddizioni. Gabriele Del Grande ha il merito finalmente di far chiarezza sulla situazione in quella parte di Medio Oriente di cui giornali e tv parlano tanto ma di cui avevo sempre capito ben poco, mi ha finalmente "aperto gli occhi" e per questo posso solo ringraziarlo.

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    Pasquale

    30/04/2018 08:09:11

    Ho sentito parlare di questo libro nell'intervista che Massimo Gramellini fece all'autore nella trasmissione "le parole della settimana" e ne fui entusiasmato tant'è che l'ho subito acquistato. Finalmente una testimonianza su quelle che erano state le cause della creazione dell'Isis. Gabriele Del Grande dimostra di essere un ottimo conoscitore del mondo mussulmano ma io e così molti altri che forse leggeranno questo libro non lo sono perché con i nomi dei protagonisti e dei comprimari alla fine ci si confonde e non si riesce a capire di chi si sta parlando, anche perché molti dei terroristi quando cambiano ruolo e si trasferiscono dal loro paese di origine per andare in Siria o Iraq cambiano il loro nome. Se fossi stato l'autore avrei, all'inizio del libro, fatto l'elenco dei personaggi attribuendo al loro autentico nome arabo, uno fittizio italiano ad esempio: Maurizio, Paolo, Roberto e così via in modo da capire di chi si sta parlando. Reputo poi inutile usare il termine arabo per indicare polizia religiosa, governatorato, provincia la parola araba seguita dal corrispettivo italiano, sarebbe bastata la sola parola italiana. Peccato, per questi motivi attribuisco solo tre stelle.

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