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Dopo l'orgoglioso apogeo raggiunto dall'Europa occidentale nei decenni che vanno sotto il nome di Belle époque, la prima guerra mondiale segna l'inizio di un declino che diverrà catastrofe con la seconda, mentre nello stessò periodo prendono quota le nuove superpotenze Usa e Urss e si delinea, col crollo definitivo del vecchio sistema coloniale, il sorgere di nuovi stati nel Terzo Mondo e la crescita sempre piu imponente del pianeta Cina.Questa la materia del nuovo libro di Mario Silvestri, lo storico che con «Isonzo 1917» si è imposto come un «narratore» di cose storiche tanto esatto nell'impostazione, quanto capace di dar vita a ricostruzioni vivaci, animate dalle passioni e dagli interrogativi di chi «vive» la storia con partecipazione quotidiana.Un'altra caratteristica importante di quest'opera va segnalata: ed è che Silvestri non è uno di quei «filosofi» sempre sospetti, che speculano pessimisticamente sul tramonto dell'occidente, o della civiltà «tout court», con una nostalgia che può talvolta rivelarsi una volontà di restaurazione; ma è invece un tecnico che ha familiarità con le cifre, e che ai discorsi teorici preferisce l'osservazione empirica, il confronto statistico. Silvestri cerca insomma di «misurare» la decadenza ne! concreto dei dati, ed è questo che conferisce al suo lavoro la nota piú originale. Che egli poi non resti impassibile davanti al quadro che va delineando, è una prova ulteriore del suo umano e civile coinvolgimento.