Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2007
Pagine: 216 p., Brossura
  • EAN: 9788870911572
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Usato su Libraccio.it - € 7,56

€ 9,80

€ 14,00

Risparmi € 4,20 (30%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Cristiano Cant

    17/12/2015 20:09:52

    Sarà senz'altro un disaccordo intimo legato a un amore enorme che sento, elargisco e diffondo per questa casa editrice ormai a prescindere, ma in questo caso il dissenso è anche oggettivo. Il romanzo non è certo il migliore di Gustafsson (suona un po' pontificante qua e là in alcune fessure), ma nel fondo e nelle vene dei periodi, nella profondità e nell'impossibiltà di comprendere la vita, nella rincorsa fluente di sciamanesimo, funghi velenosi, pesca condivisa, amori contrastati, Accademia sinistra, le corde cantano le inquietudini umane che da sempre nei suoi testi espandono il conflitto fra l'essere, il patire, il sentire con esito convincente. Un Texas coi suoi confini vastissimi "sotto la malefica luna dei Comanches", un mondo quasi spettrale spoglia il suo identico nelle pieghe più brulle e incomprensibili del narratore, che vive come eternamente nudo e sospeso da un lato fra lezioni di vita fin troppo superomistiche dei suoi interlocutori e dall'altro fra magie, o dimensioni ineffabili, esoterismi oscillanti e pratiche strane che di tanto in tanto lo sfiorano e lo avvolgono. Una nuvola onirica o sognante sembra governare il corso della narrazione: "Il sonno, questa sfuggente materia primordiale"; personaggi di un passato ancora caldo (forse solo anime, forse reali) si affacciano accanto a misteri calcinati nel presente, e su tutti questa figura del Decano, mostro di insensibilità e cinismo che davvero atterrisce con le sue rigide - a tratti pericolose - prolusioni. La chiave credo sia questa: un assurdo che fa pendere le sue forche sul palo dell'inatteso, su rapporti umani illeggibili, su amori contrastati che all'improvviso urtano troppo nel senso e nel valore.Come le strane luci di Marfa,che spediscono morte per la cultura indiana, la narrazione non è che la resa di fronte all'ignoto che avvinghia ogni nostro passo: "Che qualcuno scenda negli inferi accade più spesso di quanto non crediamo".Un 4 allungato dall'amore per Iperborea diventa anche più di un 5.

  • User Icon

    Giovanni C.

    22/07/2009 11:43:37

    Semplicemente il peggior libro di Gustaffson che io abbia mai letto - e li ho letti tutti.

  • User Icon

    saverio

    04/04/2008 20:58:39

    Mah... si fa fatica a scrivere ancora qualcosa di originale ambientato in un campus americano. Gustafsson ci prova buttandola sul filosofico, ma i risultati sono un po' al di sotto delle aspettative. Di certo, tra i mille punti interrogativi del romanzo, c'è solo lo spirito nordico dell'autore. Kierkegaard al confronto era un gaudente mediterraneo.

  • User Icon

    marco benadir

    05/02/2008 12:46:08

    Capita davvero raramente di imbattersi in un’operazione intellettuale tanto gelida e sterile. L’autore è molto colto e in ogni riga si compiace indirettamente di affermarlo. La storia non ha né capo né coda per precisa scelta dell’autore che nella sua smania di sperimentare disgrega le strutture del romanzo. Prendete la vena anarchica e la voglia di stupire di Baricco e aggiungetevi il narcisismo intellettualoide di Eco e incontrerete Gustafsson. Un libro insopportabilmente elitario che affronta il tema del Vuoto con gli strumenti del Nulla.

  • User Icon

    Simone

    17/01/2008 14:39:30

    Ho letot questo libro con curiosita', perche' lavoro nel mondo accademico. Nonostante l'ambientazione americana, si tratta di un libro estremamente nordico, dove i personaggi sono tratteggiati soprattutto nella loro psicologia. La figura del decano paralitico e' estremamente inquietante.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione