Dei bambini non si sa niente

Simona Vinci

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788806200299
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Recensioni dei clienti

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    giampiero

    23/08/2017 13:17:30

    Mi chiedo come sia possibile che una ragazza di 27 anni possa esordire come scrittrice con un romanzo così violento che non mi ha fatto fare nessuna riflessione se non chiedermi quale.....ispirazione possa avere avuto l'autrice stessa. veramente sconsigliabile a chiunque!

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    Il signor Roviper

    19/09/2016 09:56:26

    Pedofilia pura... perchè esistono libri come questo? Non è già abbastanza triste dover ammettere che nel Terzo Mondo vi sono delle situazioni disagiate con bambini costretti a vendersi per avere qualcosa da mangiare? Non scriviamo sopra queste tragedie umane dei libri crudi nei dettagli che non servono a niente, se non a rendere più acuto il dolore causato dalla perversione di certe razze di adulti!

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    cristina

    15/05/2013 12:29:35

    Non mi è piaciuto affatto, perché il "male" descritto non ha niente di "poetico", o filosofico o esistenziale. Una storia molto tetra, quasi orrida, da buio totale, senza nessuna speranza di salvezza. Ma ciò che non mi ha convinto del romanzo, ripeto, non è soltanto il tema (comunque ostico) quanto il fatto che la scrittrice non sia riuscita nemmeno a dargli una forma letteraria capace di catturare. Mi era piaciuto molto il titolo, che non sapevo fosse tratto da uno scritto della Duras.

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    Laura

    27/02/2013 11:44:12

    La storia è cupa, forte. Il mondo descritto è privo di speranza e di redenzione. I giochi dei bambini non sono innocenti e poetici come si immagina, ma senza la presenza dell'adolescente che li guida in un percorso sempre più perverso sarebbero così "al limite"? L'autrice, con una scrittura scarna e senza nessuna partecipazione fa fare al lettore un viaggio agli inferi. Sconcertante

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    leonardo banfi

    18/11/2011 12:19:35

    Un argomento poco preso in considerazione. Vinci tratta l'argomento con una scrittura schietta, diretta, fredda, come deve essere anche se purtroppo il romanzo e' prevalentemente noioso. Affronta un tema interessante ma lo sviluppo della trama e' a mio parere stato fatto in modo errato, troppa narrazione, pochi dialoghi, talvolta lo stile di scrittura semplice diventa banale. Se fosse stato scritto in un altro modo sarebbe stato un ottimo romanzo, ma purtroppo non lo e'.

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    Alessandra

    05/01/2011 09:45:00

    Un romanzo, questo della Vinci, che ti arriva come un pugno nello stomaco, lasciandoti senza respiro. La sensazione, dopo aver letto questo romanzo, è quella di una profonda sofferenza, di amaro in bocca. Un romanzo dove ci si ritrova catapultati nel mondo dei bambini, nei giochi innocenti di scoperte erotiche in luoghi segreti, dove potersi illudere di stare lontano dagli sguardi disgustosi, viscidi ed incestuosi degli adulti. Un libro che graffia dentro l'anima delle nostre coscienze, e ci pone di fronte "all'inspiegabile" del mondo. Un libro tra i miei preferiti. "Sulla mensola del bagno, un flacone piccolo di Diorissimo. L'odore di sua madre. Per sempre, l'odore di questo bagno, di questa finestra e di questa vista aperta sul cielo. Mughetto. Un odore semplice e bianco.Buono da stordire. Per sempre, l'odore dei suoi dieci anni. Di tutta questa storia."

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    gianluca guidomei

    28/09/2009 17:47:05

    Traumatico. Un sasso in un placido stagno. Nonostante sia considerato un caso letterario, penso non abbia ricevuto il giusto riconoscimento ( stesso discorso per "Il giardino di cemento" di Ian McEwan ). Forse perchè strappa quella patina di naturale dolcezza con la quale tutti noi avvolgiamo i nostri bambini. Ma se, come ci insegnano religioni e filosofie, tutto è amore, vuol dire anche che tutto può essere orrore, paura. La sottile membrana che divide questi due mondi è sempre, pericolosamente sotto assedio, a qualsiasi età. Con una differenza sostanziale, secondo me ovviamente: non si può applicare un giudizio morale a un bambino di 8, 9 o 10 anni. Ognuno di noi ha vissuto momenti liminari, è arrivato sul ciglio di un burrone, è molto facile quando si è piccoli e soli con la propria ignoranza del mondo. Ma Simona Vinci spiega perfettamente come l' inevitabile crescere possa essere più o meno crudele, ma sempre e comunque traumatico: "Erano un sacco di cose che se ne andavano in quei momenti, e un sacco che si aggiungevano, arrivando da chissà dove. Emozioni dure e dirette come pugni in faccia, cose che non si scordano, prive di dolcezza e comunque da far piangere a ripensarci. Erano cose che li separavano e li univano in un secondo. Come quasi tutte le cose che a questo mondo si fanno insieme agli altri".

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    Vincenzo

    23/09/2009 12:19:14

    Una storia intollerabile non per la crudezza dei contenuti, quanto per essere, gli stessi, superlui: la violenza sui minori è deviante già se reale e descriverla con una così ragionata analiticità, peraltro priva di scopi, non è solo inutile ma anche pericolosamente dolorosa. Einaudi rifletta.

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    Gloria

    10/12/2007 10:51:06

    Ci ho messo un pò a riprendermi dopo la lettura di questo libro. C'era in me lo stesso senso di smarrimento e confusione che si era verificato nei protagonisti del romanzo. Perchè i giochi dei ragazzini/bambini sono innocenti e puri, nulla di cui inorridire (chi non è stato bambino alzi la mano), a patto che non vengano pervasi di malizia adulta. Un bambino non riesce a gestirla.

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    Arianna

    21/11/2007 17:28:48

    Lavoro in una biblioteca pubblica e ho rischiato una denuncia da parte del genitore di un utente di 14 anni. Non avevo ancora avuto modo di leggere il libro e dopo l'accaduto l'ho fatto e ne sono rimasta sconvolta. Vorrei chiedere a Simona se ha controllato il suo albero genealogico: non è che figura un de Sade? Anche se almeno lui ha come scusante che quelle cose le ha vissute!!! Non credo nei critici o in chiunque si nasconde dietro al "coraggio nell'affrontare certi argomenti", o "nelle capacità letteraie". Tutti sanno scrivere, in un modo o nell'altro! Ovviamente da 2 settimane a questa parte stò spulciando tutti libri della biblioteca in cerca di altre "opere d'arte". Non vi sembra che sarebbe ora di inserire una regolamentazione anche sui libri come succede coi film? Immaginatevi la versione cinematografica di questa bella storiella, quelcuno avrebbe il coraggio di farla o di andarla a vedere? Si rasenta la pedofilia!!!!!

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    janie jones

    02/10/2007 09:39:37

    Un libro di cui di certo non si sentiva la mancanza... Come si fa a raccontare in questo modo una storia così? E come si fa a voler raccontare una storia così? In un modo così forzatamente 'disgustoso' e 'scandaloso'? La Vinci osa troppo ed esce dal seminato descrivendo situazioni 'al limite' e dando vita ad un racconto che sembra scritto apposta per 'fare colpo'... davvero un brutto libro.

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    Maunakea

    28/08/2007 18:55:09

    Come si fa a mettere un voto alto ? come si fa a dire che è un bel libro ? non è possibile è un tale cazzotto nello stomaco che sarebbe come dire, oh, mi è piaciuto molto il calcio nel plesso solare che ho appena ricevuto. Il libro è il primo dell'autrice, debbo dire che sarà difficile dimenticarlo, ma mi sforzerò. Fino a quasi metà libro tutto bene, si capisce che deve succedere qualcosa di tragico ma o sono ingenua io o non capivo assolutamente dove sarebbe andato a parare, anzi mi stava piacendo molto, dopo la svolta risulta indigesto quanto un calcio in piena pancia. E' strano che la scrittrice non abbia colto il fatto che un libro del genere non possa piacere per assioma, per sua natura, se ti piace il libro ti piace la storia che racconta, ma questa è cosi' raccapricciante che non resci a fare distinguo, non si riesce a dire, beh bel libro storia tragica ma ben racocntata, no è impossibile scindere, è talmente forte che viene da chiedersi, ma come caspita t'e' venuto di immagine una roba del genere, e cercare di scordarselo il più in fretta possibile.

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    cabiria

    08/05/2006 18:32:59

    Non capisco lo sconcerto degli altri lettori,questo libro è forte e cosi reale da sembrare vero. se avessi un figlio forse glielo farei leggere per aiutarlo a capire che certe cose possono diventare pericolose se le si racchiude in un "capanno" di solitudine e mancanza di dialogo. simona vinci è molto brava, scrive in modo veramente talentuoso. cio nonostante non mi è piaciuta per niente, se voleva raggiungere il suo risultato, cioè vendermi il libro e farmelo leggere tutto d un fiato,c'è pienamente riuscita, ma dubito che comprerò altri suoi libri. Leggo libri che mi fanno sognare, o per lo meno ne hanno le velleità. Questo libro mi ha dato un enorme tristezza e considero la vinci un'artigiana della penna, sprecata.

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    Luka

    18/10/2005 19:59:23

    Inquitante e sconcertante! In un libro dove degli adulti non c'è traccia il terrore viene da degli adolescenti. Per la prima volta, dopo aver letto un libro sono rimasto schokkato. Comunque ci vuole molta fantasia e coraggio per scrivere una storia del genere! Credo però che alla fine l'autrice abbia raggiunto il suo obiettivo, ogni pagina ha un coktail di emozioni molto forti che è impossibile non provare (che sia ribrezzo o ansia).

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    Albertus

    26/06/2005 11:53:58

    A me questo libro sembra scritto per forza d'inerzia, per dar corpo a una trama disgustosa, brutale, crudele, senza sublimare la crudeltà attraverso l'arte. Mi sembra una descrizione di fatti molto rivoltanti senza emozioni. Una descrizione asciutta non perché trova nell'asciuttezza di stile un proprio riscatto, un senso di denuncia, ma perché l'autrice non riesce ad andare oltre l'orrore della sua trama, come invece accade in libri "simili", ad esempio Meno di zero. Da non comprare, da non leggere. Quando la letteratura non supera certi livelli è inutile farsi del male con storie di ordinario orrore. Basta il Tg.

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    Gianni Olaredo

    02/09/2004 01:14:54

    La Vinci ha un grande talento. Il capolavoro lo deve ancora scrivere e, secondo me, lo scriverà, nell' attesa ci sta regalando delle prove bellissime, autenticamente cattive e tristi, non per questo poco emozionanti. La perdita dell' innocenza: Simona, ho l' impressione che piaceresti a Pavese, fosse vivo.

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    Maurizio

    03/08/2003 18:47:13

    Un testo pilotato all'esagerazione forse e solamente per dare crudeltà all'intero racconto. Ottima la descrizione dei personaggi assieme alle descrizioni ambientali e psicologiche sull'infanzia. Credo che il tema scelto dall'autrice sia macabro e bestiale a tal punto da infastidire parte dei lettori.

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    Giulia

    23/07/2003 16:44:24

    Un romanzo deprimente, scabroso e irreale. Per la prima volta ho buttato nella spazzatura un libro perchè nessuno che io conosca possa leggere simili perversioni mentali.

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    gianni

    28/02/2003 12:16:11

    un libro che vorrebbe tanto essere "cattivo", ma riesce soltanto ad annoiare.

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    lory mondo

    10/02/2003 13:18:23

    scrittrice fastidiosamente virtuosistica e iperletteraria.

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