Delitto alla Scala

Franco Pulcini

Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
Pagine: 417 p., Brossura
  • EAN: 9788850248957
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Descrizione
Il commissario Abdul Calì indaga nel tempio della lirica.

L'opera in programma è «L'Arianna» di Monteverdi, il cui manoscritto, dato a lungo per disperso, è stato ritrovato da poco. Il titolo gode di fama iettatoria e già nei tempi antichi aveva portato sciagure. Una nuova tragedia avvolge così la prima opera tragica della storia. Ma quest'Arianna è davvero l'originale del 1608? O il manoscritto è un banale falso che potrebbe essere smascherato all'ascolto? Manca solo un mese all'inaugurazione, la situazione è drammatica, ma la macchina teatrale non si può fermare. Se non si salva lo spettacolo, l'onore della Scala è in gioco. Incaricato delle indagini è Abdul Calì, commissario arabo-siciliano, che non ha mai messo piede nel tempio della musica. Dovrà inventarsi i metodi per dipanare la matassa dove si annodano fosche passioni da palcoscenico, invidie, nervosismi, reticenze, interessi erotici ed economici.

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    Livia_B

    18/07/2017 09:36:50

    Questo romanzo, con ambientazione originalissima, mi è davvero piaciuto. Si evince la enorme cultura nel campo della lirica dell'autore, che viene sapientemente amalgamata con una interessante trama gialla e la creazione di personaggi ben "dipinti" alcuni senz'altro molto stravaganti. Intrigante anche l'dea di un manoscritto inedito dell'Arianna di Monteverdi, che ben si sposa con la ricostruzione scenica della vicenda. lo consiglio vivamente a tutti gli amanti dell'ambiente della lirica, vi si ritroveranno, arricchiti da una avvincente storia gialla.

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    Ril

    02/03/2017 10:46:50

    DELITTO ALLA SCALA si legge nella bacheca del teatro. Opera in un atto con morto assicurato,Balletto semiserio con fantasma garantito, Lugubre monologo a luci spente, Rassegna di messe da requiem in forma breve? No, ma un giallo ambientato nel celebre tempio milanese. Un mese prima della riapertura della stagione lirica, il direttore d'orchestra designato e che aveva già avviato le prove, viene barbaramente ucciso. L'assassino ha infierito sul corpo, con una mutilazione singolare. In cartellone l' ARIANNA di Monteverdi, opera dimenticata, riproposta in una lettura ripulita dagli arzigogoli di cui abbondava. Un risoluto commissario indaga nell'intricato mondo del teatro, tra primedonne isteriche, tenori gelosi, coristi e orchestrali frustrati, sovrintendenti onnipotenti. L'arte è asservita al potere e il teatro, ideale piazza in cui mettere in scena privilegi di casta, è farcito di politica. Le indagini seguono la pista del manoscritto ritrovato, che tutti dubitano essere originale. Come far suonare un pentagramma, stanco di quattro secoli, ritrovato nella soffitta di un prestigioso palazzo nobiliare? Lotte intestine s’agitano tra le maestranze del teatro e la dirigenza, fantasmi del passato riemergono come ombre furtive dalle quinte, mentre la prima s'avvicina. S’indaga nella vita del M° Marni, sulla sua candidatura, tra i coristi e gli orchestrali. Il commissario Calì non si fa intimorire, rude com’è negli interrogatori. Gli hanno affiancato la seducente Viola, perché lo aiuti a muoversi nel mondo fatato della lirica. Tra i due, un’alchimia particolare: sfocerà in cosa? La primadonna si confessa nell’esclusivo salotto televisivo, discolpando il manesco fidanzato orchestrale. Il teatro viene commissariato, napoletanizzandosi più di una commedia di Edoardo. Dell’arte non importa a nessuno. Nulla di nuovo dai tempi di Puccini, Mascagni, Giordano che, seriosi, scrutano dal ridotto del primo ordine di palchi. Che abbiamo visto l’assassino?

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    Flosshilde

    04/12/2016 22:40:36

    Per godere di questo libro bisogna amare il teatro e la musica; ma l'autore è bravissimo a mescolare entrambi nel racconto, senza mai esibire e neanche dar l'impressione di frenare la vicenda: che anzi regala alcune figure veramente riuscite e tante situazioni divertenti e originali.

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    roberto

    08/11/2016 11:17:02

    Inizia bene, anche se certi dialoghi sono un po' ingessati e poco naturali, ma poi si trasforma in un guazzabuglio di situazioni e personaggi farseschi e poco credibili. Si puo' leggere come provocazione intellettuale ma un giallo e' cosa diversa.

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