Traduttore: E. Guercetti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 giugno 2014
Pagine: LXXVII-648 p., Brossura
  • EAN: 9788806220457

49° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Descrizione
Raskol'nikov è un giovane che è stato espulso dall'università e che uccide una vecchia usuraia per un'idea, per affermare la propria libertà e per dimostrare di essere superiore agli uomini comuni e alla loro morale. Una volta compiuto l'omicidio, però, scopre di essere governato non dalla logica, ma dal caso, dalla malattia, dall'irrazionale che affiora nei sogni e negli impulsi autodistruttivi. Si lancia cosi in allucinati vagabondaggi, percorrendo una Pietroburgo afosa e opprimente, una città-incubo popolata da reietti, da carnefici e vittime con cui è costretto a scontrarsi e a dialogare, alla disperata ricerca di una via d'uscita. Nuova traduzione di Emanuela Guercetti. Prefazione di Natalia Ginzburg e saggio introduttivo di Leonid Grossman.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    nicola

    23/09/2018 17:08:54

    Al mondo ci sono due categorie di esseri umani: gli “ordinari” e gli “straordinari”. Quelli ordinari devono vivere nell’obbedienza e non hanno il diritto di violare la legge; quelli straordinari hanno invece il diritto di commettere qualsiasi delitto e di violare in ogni modo la legge. Uomo nel vero senso della parola è solo il dominatore o capo, mentre tutti gli altri sono “pidocchi”. Ma è veramente così? Raskol’nikov si rifà all’idea di Superuomo nietzschano incarnato, all’epoca, dalla figura di Napoleone e commette un delitto (uccide e deruba una vecchia, il ‘pidocchio’ e la sfortunata, innocente, sorella), ma Raskol’nikov non è proprio un Superuomo e dovrà vedersela con la sua anima, con il senso di colpa, con l’amore per Sonja, dovrà soffrire e andare incontro al castigo per redimersi. Per me non può mancare assolutamente nella famosa lista dei libri da leggere nella vita, è forse il libro più famoso di Dostoevskij e sicuramente uno dei più belli.

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    vera

    23/09/2018 17:04:10

    Gli autori russi mi hanno sempre intimorito, ma questo autore e questo libro meritano un posto d'onore nel mio cuore. E' stato amore! Siamo a Pietroburgo e il nostro giovane protagonista di 23 anni Raskol'nikinov è un ex studente di giurisprudenza, che ha abbandonato gli studi per pigrizia. Le sue condizioni sociali sono tutt'altro che buone, e questo è uno dei primi fattori che determineranno una coraggiosa e impulsiva scelta etica: assassinare un vecchia ricca usuraia. Ad omicizio compiuto, e dopo una grande sicurezza e determinazione, in realtà il protagonista diventerà vittima di se stesso. La colpa del delitto alla fine si potrà colmare solo ed esclusivamente con il castigo. C'è tanto altro da dire, ma questo è un libro che va gustato pagina per pagina e accompagnare Raskol'nikinov in questa analisi dell'esistenza umana.

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    riccardo

    22/09/2018 10:30:58

    Lessi per la prima volta questo libro in un periodo particolare della mia vita, quando ero uno studente impantanato in tediosi esami dell'università che si chiedeva se quanto che lo attendeva fosse "tutto qui". Impossibile quindi non rimanere stregati dal delirio di onnipotenza, ricondotto ad una umanissima pena, dello studente Raskolnikov. I personaggi sono tutti caratterizzati al meglio di quanto qualunque scrittore abbia mai fatto. La storia, a parte alcuni momenti di lentezza soprattutto all'inizio, è appassionante e ricca di colpi di scena. L'introspezione psicologica dei personaggi è ai massimi livelli di eccellenza della letteratura mondiale: vediamo i protagonisti, siamo nella testa dei protagonisti, i loro pensieri e stati d'animo sono descritti così bene che sembra di conoscerli meglio di noi stessi. Ogni volta che lo rileggo, mi sembra di vedere Raskolnikov nella penombra con in mano l'accetta con cui ucciderà la vecchia, ansimante dalla paura. E mi sembra di sentirlo mentre sibila freddo "Fili via!" all'interessato spasimante di sua sorella.

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    Leo

    22/09/2018 07:49:56

    Capolavoro della letteratura, mi ci sono avvicinata pur credendolo "pesante" in realtà è stata una lettura scorrevole ricco di colpi di scena, di emozioni ed introspezione.

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    roberta

    20/09/2018 18:53:44

    Questo è un romanzo che dà conforto, che ti mostra come sia possibile vivere una vita umana e vera. Non c'è individualismo nella società che qui viene descritta. Il protagonista si sente solo ed emarginato perché l'omicidio che ha commesso lo porta a sentirsi isolato e alienato dalla famiglia e dalla società, ma loro (la famiglia, gli amici, la polizia...) non lo dimenticano, non lo lasciano in pace, lo avvolgono di attenzioni, quasi lo soffocano, ma solo per aiutarlo e proteggerlo. I personaggi sono tutti esagerati e bellissimi, come nei migliori romanzi russi. Una lettura che scuote perché tutti ci sentiamo sempre e con troppa facilità migliori di chi ha sbagliato. Questo libro scuote le nostre coscienze e ci insegna che non dobbiamo mai sentirci migliori di nessuno. Al suo posto, chissà, avremmo potuto esserci noi?

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    francesco

    20/09/2018 09:48:02

    Mai mi stanco di rileggere questo romanzo di Dostoevskij. Un capolavoro nel quale si mescolano tematiche umane, le più diverse. Un percorso di crescita e di rinnovamento. Dopo i rimorsi, la paura, la consapevolezza di ciò che di terribile si è commesso come possibilità di soluzione a problemi di indigenza, vi è infine l'accettazione di se stesso, la redenzione attraverso l'amore e l'espiazione della giusta pena. Quanto mai attuale!

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    lello

    20/09/2018 09:25:34

    Cosa rimane oggi di un capolavoro del genere? Molto. Cosa è francamente diventato fuori moda? Freud, Nietzsche (e perché no?) Pasolini (a questo proposito saltate a piè pari la post-frazione di Paolini inutile se non deleteria). L'intreccio? Qualche volta, mal concepito. Eppure...eppure un capolavoro. E' uno di quei romanzi che riesce a fare il vuoto intorno a sé. Riesce a creare un vuoto pneumatico che annulla un mondo per creare un altro di fantasia. E questo, credo, sia il migliore complimento possibile.

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    barbara

    19/09/2018 21:30:04

    Mi sono avvicinato a questo libro con grandi aspettative e non sono stato deluso. Un racconto che parla della vita di tutti noi, dell'affermazione individuale (la teoria di Raskol'nikov riguardante gli uomini "ordinari" e quelli "speciali"), della necessità di uno scopo che dia senso alla propria esistenza, di una salvezza da raggiungere attraverso la sofferenza, della fede. In fondo chi siamo noi? Ci troviamo a "vagabondare" nella nostra realtà, alla ricerca di qualcosa che a volte nemmeno sappiamo cosa sia: sbagliamo, cambiamo strada, ci perdiamo, cadiamo e poi ci rialziamo, proprio come alcuni personaggi di questo libro. Molti di loro sono mossi dai propri demoni interiori: Semën Zacharovič Marmeladov l'ubriacone, Svidrigajlov il pervertito, Pëtr Petrovič Lužin il meschino e ovviamente Raskol'nikov protagonista/assassino. Il racconto è un lungo viaggio, un romanzo polifonico perfetto narrato da tutti i protagonisti attraverso il loro punto di vista, la loro coscienza e personalità. Da leggere assolutamente!

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    natalia

    19/09/2018 21:23:42

    Letto due volte ad età diverse e sempre l'impressione di aver letto se non il migliore, uno dei migliori 5 libri della mia vita. La vicenda narrata è ben nota ma quest'opera va oltre la storia che racconta; è un trattato di psicologia, di teologia, di sociologia. C'è tutto. Personaggi talmente scandagliati che sembra di poterli toccare e parlarci, luoghi descritti così bene che sembra di sentire l'odore delle taverne e delle strade. Rispetto ad altre opere maggiori di Dostoevskij questo ha una lunghezza più contenuta quindi lo consiglio come primo libro per chi vuole iniziare a leggere qualcosa dell'autore.

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    valeria

    19/09/2018 16:40:21

    Tema del conseguimento della salvezza attraverso la sofferenza. Dopo l ' omicidio si narrano tutte le vicende psicologiche che hanno un impatto negativo sul protagonista , tutti questi effetti mentali mandano in subbuglio il suo stato emotivo . Si prova una profonda sofferenza per i sensi di colpa ma anche per la solitudine da cui viene annientato per il tragico evento ed infine la paura di essere scoperto . La vera sofferenza non risulta essere il periodo di prigionia ma tutto il percorso per sopportare il peso del fatto accaduto . Rodion uccide per seguire l idea del Superuomo , lui decide quale possa essere il meglio per una vecchia usuraia che fa del male quotidianamente , vuole avere il potere del giudizio . Alla fine si scontrerà con le sue convinzioni riuscendo a vedere in faccia la realtà di non essere un Superuomo .

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    Luciana Loi

    19/09/2018 15:20:23

    È con questo volume straordinario che ho conosciuto e amato Dostoevskij e la sua bibliografia. Ho trovato qui dentro un profondo e commovente viaggio dentro la natura umana. Dostoevskij sa che ci sono persone che convivono con le loro azioni senza subirne il peso, anche di fronte ad azioni riprovevoli. Raskolnikov rappresenta invece colui che compiuto il suo delitto fa i conti con sé stesso e con una coscienza che finisce per sopraffarlo guidandolo verso l'unica soluzione che la sua anima riesce a sopportare.

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    mario

    18/09/2018 20:19:41

    È forse il romanzo russo più famoso in assoluto, l’opera in cui Dostoevskij ha concentrato temi esistenziali molto profondi. Eppure questo classico mi ha piuttosto deluso. Delitto e castigo è un libro estremamente impegnativo, nonostante il tema psicologico trattato mi appassionasse molto, ho faticato parecchio per arrivare all’ultima pagina. La traduzione dal russo non deve essere stata facile e questo è evidente dalle numerose note che sono indispensabili per la corretta comprensione del testo. I dialoghi sono lunghi, davvero eccessivamente lunghi e portano a perdere il filo del discorso. Inoltre i personaggi sono tantissimi e molti di loro hanno due nomi ed un cognome in russo che l’autore alterna durante la storia… serve una memoria di ferro! Questo classico non è un libro adatto a tutti e lo sconsiglio vivamente a chi non ha molto tempo o non ama impegnarsi troppo nella lettura.

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    Daniele

    18/09/2018 13:34:40

    Uno dei punti più alti della letteratura mondiale. Il titolo riassume perfettamente l'essenza del romanzo, il castigo però, al contrario di quello che si possa pensare, non è la punizione "legale" che avviene in seguito al delitto (cioè l'esilio in Siberia e la prigionia) bensì sembra essere il terribile rimorso che porterà il giovane Raskol'nikov al delirio e alla malattia, e che farà vacillare tutte quelle convinzioni di cui si era vestito al momento del delitto. Questo sovverte l'idea che si ha solitamente di un assassino, arricchendo questa figura di interessanti sfumature psicologiche. Definirei quest'opera a metà tra il giallo e il trattato psicologico, poiché il delitto non è che un pretesto per scavare nella coscienza di colui che l'ha commesso.

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    rosanna

    18/09/2018 12:53:31

    Dostoevskij mi ha letteralmente stregata con questo romanzo, la cui lettura mi era stata vivamente consigliata. Sono rimasta affascinata da questa Pietroburgo brulicante di miseria e dall'intensità dello struggimento dell'anima che l'autore, da vero maestro, riesce non soltanto a comunicare ma persino a far provare su sé stessi con la sapienza della sua scrittura. Di Rodja, come di Sonja, è impossibile non innamorarsi; è una storia che fa riflettere, che spinge ad andare oltre, verso la vera conoscenza dell'uomo: è mai possibile perdonare un assassino, prendere le sue difese, offrirgli la possibilità di amare di nuovo? Tante volte, divorando le pagine di questo romanzo, me lo sono chiesto, eppure ho provato per Rodja un'immensa pietà. Eccezionale per la forma, sublime per il contenuto. Credo di poter ufficialmente affermare che delitto e castigo sia il più bel romanzo che abbia mai letto.

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    giorgia

    17/09/2018 20:56:40

    Romanzo scritto da Dostoevskij con la consapevolezza di creare un capolavoro. Profondo ed universale. La storia procede fin verso la metà dell’opera in un’atmosfera angosciosa e cupa, dominata da un senso di follia. Poi il registro cambia, i personaggi si moltiplicano, le emozioni ed i sentimenti si fanno più intensi, le situazioni più tese e tutto precipita verso un finale di catastrofe, che tuttavia si risolleva nell’epilogo fino a comunicare, per la prima volta, un senso di speranza.

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    Lorenzo Scaccabarozzi

    10/03/2018 12:06:58

    Un'opera immensa. Irrinunciabile. Siamo nell'empireo della letteratura, con Dante e Shakespeare. Impossibile vivere e non aver letto quest'opera. Nessun commento può renderne la bellezza. inchiniamoci al genio assoluto.

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    Space

    22/08/2017 19:21:51

    Penso che tutti, nel corso della propria dovrebbero leggere questo libro. Coinvolgente. Emozionante. Non penso che esista un altro autore che sappia coinvolgere così tanto il lettore, portarlo all'interno del libro, fargli vivere la psiche del personaggio che sta descrivendo e fargli vivere una vera emozione. Leggete Dostoevskij: fa bene all'anima.

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    Al

    13/01/2016 18:43:03

    In queste pagine, che ho appena terminato di leggere, tutto è immenso: dalla descrizione delle brutture, delle nefandezze, dell'ipocrisia e del cinismo dell'animo umano, al suo esatto contrario, ovvero la dignità, la compassione, l'amore. Una vera e propria resurrezione accompagna il protagonista, ma riguarda ed abbraccia tutti gli uomini, li accomuna in un comune destino e nella comune libera scelta del bene o del male. Eccelsa è poi la descrizione degli stati d'animo dei protagonisti, così fluttuante e fervida ed in contrasto stridente con la staticità dei luoghi, che si tratti di un fiume o di una misera stanza. E' il primo romanzo che leggo di Dostoevskij, e definirlo capolavoro è quasi riduttivo.

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    G.P

    26/01/2015 18:31:04

    Un grande libro. I capolavori non hanno età e sfidano le mode e gli anni. Semplicemente meraviglioso.

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    Elisa L

    05/01/2015 21:47:20

    Un vero e proprio Capolavoro (la maiuscola è voluta e meritata)!! Ho provato i brividi appena terminato!! Eccelso, sotto ogni aspetto!! Introspettivo fino allo stremo, Dostoevskij sa trascinarti nello stesso vortice cupo, allucinante e delirante del protagonista. Mi ha letteralmente preso per mano e portato con se', riuscivo a vivere la storia come se ci fossi io stessa immersa dentro, come se fossi stata una mosca con la possibilità di osservare tutto e tutti con lucidità, odori e percezioni visive incluse. Il finale di una elevatezza tale, racchiusa proprio nelle ultimissime pagine, in grado di ridare ossigeno al fiato che avete iniziato a trattenere dalla prima pagina. Insomma, emozioni così forti sono rare! Lascio solo detto che ben pochi libri (forse nessuno fin'ora letto) sono riusciti a ricreare lo stesso genere di sensazione, questo è indubbio! Rimane una lettura assolutamente obbligatoria!

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