Curatore: E. Mazzali
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 1991
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 aprile 1995
Pagine: XLVI-400 p.
  • EAN: 9788811584513
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Descrizione
Oppresso dai debiti, Cesarino Pianelli si suicida dando in consegna la sua famiglia al fratello Demetrio, modesto e timido impiegato. Anche la bella cognata Beatrice deve affrontare sacrifici e rinunce che la fanno maturare. Demetrio se ne innamora, ma non osa dichiararsi. Cerca di difenderla dalle attenzioni del capufficio, cosa che gli costa una sospensione e un trasferimento. Però Beatrice finisce con lo sposare il buon cugino Paolino e Demetrio resterà di nuovo solo.

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Recensioni dei clienti

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    Andrea Malaguti

    25/09/2003 23:46:00

    Un gran bel romanzo dell'Ottocento, scritto in un italiano godibilissimo e ben calibrato, con tanta etica piccolo-borghese da manzoniano "che tira quattro paghe per il lesso". Ma ben vengano i manzoniani di solido mestiere che raccontano bene l'Italia dei tempi loro, che e' poi tanto simile a quella dei tempi nostri, e che ci ricordano che la letteratura non e' fatta solo di sublime, ma anche delle nostre cose di ogni giorno. Non dimentichiamoli.

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    Tino Cobianchi

    30/04/2002 10:07:52

    Il libro narra le vicende di Cesarino Pianelli che per ragioni di debiti, si toglie la vita e affida la famiglia, in ristrettezze economiche, al fratellastro Demetrio. Questi, figura scialba e umile di modesto impiegato, affronta l’oneroso compito. Con uno stile di vita di duro sacrifico Demetrio, a poco a poco, s’apre un varco a dominare moralmente ogni altro personaggio, in primo luogo la vedova di Cesarino, Beatrice, una donna bella e frivola che il dolore farà maturare. Il protagonista si innamora di Beatrice, ma non osa dichiararsi. Demetrio, per amore di Beatrice, subisce un trasferimento punitivo dal suo capoufficio per aver difeso il buon nome della cognata. Ormai destinato alla sconfitta l’onesto Demetrio non può impedire che Beatrice sposi il ricco cugino Paolino. Al nucleo centrale del romanzo si annodano inoltre vicende e personaggi minori in un’opera di singolare vitalità narrativa “ricca di sostanza cristiana e molti richiami all’esercizio e al costume cattolico”. Il romanzo costituisce inoltre il documento letterario più autorevole della Milano piccolo-borghese di fine secolo in cui si possono apprezzare “l’affresco d’ambiente, la vena poetica, la compattezza e la varietà degli elementi stilistici, l’intima armonia che lo governa, i riferimenti manzoniani che si mescolano proficuamente con i fermenti della Scapigliatura lombarda” e in cui emergono per intero il significato dell’espressione letteraria e umana dello scrittore milanese. TINO COBIANCHI

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