Traduttore: A. Polledro
Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: XX-706 p.
  • EAN: 9788806219413

62° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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    ninonux

    20/12/2017 11:50:45

    I libri di Dostoevsky sono una spirale magnetica. All'inizio ti intimoriscono per la mole e per la sequenza di nomi e patronimici russi quasi impronunciabili. Poi a poco a poco ti prendono, non riesci a staccarti dal racconto, dalle trame, dai sottilissimi ritratti psicologici, dai dialoghi serrati. E quando arrivi alla fine, sempre la stessa, angosciata domanda: " e adesso, cosa leggo?"

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    n.d.

    14/10/2017 16:53:20

    Un libro straordinario

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    Enzo

    26/01/2015 01:49:26

    Dostoevskij è stato un grandissimo pensatore, ossessionato dagli aspetti sociali del suo tempo, i cui mutamenti, col suo acutissimo sguardo, è riuscito a vaticinare in un romanzo che rasenta la divinazione(probabilmente perché pure lui, in gioventù, invischiato in società segrete sovversive, da cui l'arresto e la deportazione). Forse proprio in questa stupefacente sagacia è racchiusa l'acclamazione ad opera d'arte conferitagli dai posteri, altrimenti, ahimè, non saprei a cos'altro attribuirla. Al di fuori della rappresentazione del pronostico socio-politico c'è poco di cui godere: lo stile di Dosto, già di per se sgradevole per la prosa sterile, l'esposizione confusa e frettolosa, il vocabolario ripetitivo fino al patimento (i compulsivi avverbi violentano le pupille), privo del benché minimo slancio di lirismo o qualsivoglia luccichio di bellezza, raggiungono in questo romanzo il fondo remoto della sciatteria. Nella pletora di personaggi logorroici forzatamente e invariabilmente psicolabili, almeno, si riesce sempre a trovare scintillanti figure, davvero intriganti, portatrici di idee e teorie luminose, ma non in questo guazzabuglio d'inchiostro dove s'annega nella vuota verbosità e nell'incompiutezza. L'appuntamento con la noia è assicurato con una struttura narrativa traballante e malfatta menata oltretutto inutilmente per le lunghe. Affinché la mia animosità non venga scambiata per sprezzo iconoclastico, anticiperò gli schizzinosi affermando che Dosto mi ha pienamente deliziato con L'Idiota, e solo per metà con delitto e castigo (Il sosia è praticamaente illeggibile, le Memorie quasi patetico). Non mi resta che tentare l'ultimo grande incontro-scontro con i Karamazov e sperare di potermi unire (come accaduto per l'Idiota) alle schiere in estasi urlanti "Al prodigio letterario!"

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