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Traduttore: L. Grimaldi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 552 p.
  • EAN: 9788804498742
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Recensioni dei clienti

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    Clara

    18/02/2016 11.53.08

    Bellissimo romanzo. Una narrazione raffinata con un intreccio alla Franzen. Finale assolutamente geniale. Da leggere!

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    Massimo F.

    22/09/2015 22.49.56

    Polpettone un po' involuto, anche se dai buoni propositi. L'integrazione razziale e culturale vista attraverso le vicende attorcigliate di due famiglie. Qualche buono spunto, molta confusione. Faticoso.

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    nanni

    29/08/2014 18.05.12

    Il libro offre una panoramica interessante e bizzarra di alcuni aspetti tipici di religioni ed anche di movimenti; abbiamo la religione islamica, una setta della religione cristiana ed un movimento ambientalista. E' un libro che non ha una trama ed episodi particolarmente avvincenti per cui la lettura a volte stanca un pò, ma tutto sommato è un libro interessante.

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    Anna

    13/04/2014 14.29.25

    Un libro che avevo nella mia biblioteca da anni e che per un insieme di circostanze sono riuscita a leggere solo poco tempo fa. E' molto bello, e da immigrata italiana in Nord Europa io stessa anni fa, ho compreso fino in fondo cosa significa per culture completamente diverse da quella occidentale fare i conti con una concezione della vita quasi agli antipodi, dove però le cose che contano sono sempre le stesse, e per fortuna! Libro che ho letto tutto d'un fiato, scritto molto bene, che ti lega dalla prima all'ultima pagina, che fa riflettere su quello che siamo diventati e non siamo riusciti a diventare, ovvero persone rispettose le une delle altre pur restando diverse per usi e costumi. Un libro sul dolore della scelta e la voglia di appartenenza con momenti altamente esilaranti, altri tragici e altri ancora surreali ma credibili. Insomma, Zadie Smith ci ha regalato un libro da ricordare e rileggere con piacere tra qualche anno. Consigliato a chi ha voglia di conoscere mondi e culture e modi di pensare diversi dai suoi.

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    franz

    25/07/2013 17.48.15

    Raffinatissima trama per un romanzo che sotto un plot da cinema lascia domande senza dare risposte. La casualità è in fondo la vera mattatrice dell'intera struttura. Apparentemente sembra voler esaltare l'affannarsi dei personaggi nel dare fondamenta solide alla loro esistenza, nello sforzo di trovare radici piantate in terra straniera. E sempre apparentemente sembrano fondanti i concetti di patria ed appartenenza a quel misto indefinito di luoghi e persone in cui sentirsi a casa. Ed invece sono gli accessori necessari alle storie di uomini e donne che calcano la scena. La vera protagonista è una monetina che decide le sorti, testa o croce. Senza di quella non sarebbe andata in un certo modo, non ci sarebbero stati il Topo del Futuro, non ci sarebbe stato un finale così geniale, dove si anticipano gli effetti di fatti non ancora narrati! Il bello di questo libro è tutto ciò che non è conclamato, ma sussurrato!

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    Tim

    15/02/2012 02.07.32

    Concordo con il lettore che ha definito questo libro prolisso. Aggiungo che è scritto bene con dialoghi e personaggi credibili. Alla fine forse non mi ha coinvolto la storia, ma questo è un problema mio. Nel mio essere occidentale, con tutto il rispetto dovuto, che mi frega delle turbe erotico/religiose di immigrati a Londra? A che scopo l'autrice ci racconta queste storie?Ultimamente riesco a leggere sempre meno libri di autori contemporanei. Possibile che nell'era di internet si continuino a scrivere libri così lunghi e "tradizionali"? Dove è la novità, la voglia di innovare? Se Zadie Smith è cosiderata una autrice emergente, mi chiedo cosa ha portato di nuovo nelle letteratura contemporanea? Sembra una sit-com di videomusic.

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    gianni

    23/03/2010 13.12.43

    Libri bellissimo. Incredibile il fatto che questo sia il primo libro di Zadie Smith, che lo ha scritto all’età di 23 anni. Il libro infatti è scritto con grande maestria, grande proprietà di linguaggio ed anche con una notevole capacità di comunicare riflessioni ed osservazioni spesso tutt’altro che banali. Non capisco tutta la serie di recensioni che riguardano la farraginosità della trama, la difficoltà incontrata nella lettura del romanzo, ecc.. Mi sembra infatti di aver letto un altro libro. Il maggior pregio che ha questo libro è proprio l’estrema scorrevolezza della prosa dell’autrice, la capacità che ella ha di non annoiare mai ma anzi di mantenere ben desta la curiosità del lettore su quello che succederà nella prossime pagine. Mi viene a volte da chiedermi che tipo di libri leggano le altre persone che lasciano commenti su questo sito. Prima di intraprendere la lettura di questo libro mi aspettavo un altro Pynchon (magari, e molto probabilmente, non riuscito), mi sono invece ritrovato a leggere un romanzo semplice ma molto ben scritto. La storia poi è molto interessante, parlando della vita quotidiana dal punto di vista degli immigrati, il loro problema ad integrarsi, ma anche il loro problema a non perdere le loro radici culturali e storiche, ed ecco che allora ciascuno reagisce ed agisce a proprio modo. Credo proprio che leggerò anche gli altri libri di questa splendida autrice.

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    Giulia

    20/04/2009 08.51.22

    Interessante la costante attenzione nel descrivere la fusione tra le varie culture in una metropoli, il libro scorre, a volte con troppa fatica, è vero che si dilunga troppo portandoti fuori dall'atmosfera...nel coplesso lo giudico una lettura impegnativa ma interessante, anche considerando la giovane età della scrittrice.

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    MinimumFan

    16/04/2009 10.44.21

    Il libro è sicuramente da leggere. Denti bianchi è un libro colto e ben scritto, che viviseziona e dissacra la società inglese da un punto di vista non partecipante; tranne che per certe frecciate sul colonialismo inglese. Da un certo punto di vista tira anche in ballo argomenti che vanno ben oltre la società inglese (e londinese in primis) e la sua base sociologico/politica del "melting pot". Il problema del "topo del futuro" e le conseguenze che ne derivano a livello di tipo bioetico,religioso (vedi Millat e Hortense) e di coscienza individuale (vedi Joshua), sono problematiche attuali che ci riguardano tutti. Per il resto la trama è a volte troppo capziosa e particolareggiata (a tratti forse estenuante) in attesa di un finale che è d'impatto, ma che non mi ha lasciato particolarmente soddisfatto. Concludendo devo dire che a tratti mi ricorda il Pennac del "ciclo di Malaussène", ma molto più prosaica e rigorosa, e meno coinvolgente.

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    Patrizia

    16/04/2009 00.18.17

    Sono molto confusa riguardo a questo libro..è stato un pò come un parto, lungo e molto difficoltoso da finire. C'è da dire però che il progetto di questo libro è sicuramente ambizioso, forse un pò troppo. Io amo Londra e me la sono vissuta a fondo, ma nonostante questo, non ritrovavo quasi per nulla l'atmosfera che respiri là e non mi veniva alcuna voglia di leggere per ritrovare qualsiasi cosa che avevo vissuto in quella splendida città. Poi, anche il racconto mi lascia molto perplessa:appena ti barcameni a capire che succede ad un protagonista, trac, si cambia completamente personaggio. Nonstante questa sfilza di cose negative mi rendo però conto dell'enorme sforzo, fatto dall'autrice allora giovanissima, a livello linguistico; e la struttura narrativa stessa, pur se a me non è piaciuta, è sicuramente stato un azzardo coraggioso. Se qualcuno avesse voglia di leggerlo in ogni caso è sicuramente qualcosa di molto originale.

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    barbara

    13/01/2008 15.07.11

    Leggendo i commenti già pubblicati mi rendo conto che chi ha apprezzato Denti Bianchi (5/5) ha vissuto o comunque conosce molto bene Londra, come me che ho adorato questo libro. E' un intreccio complesso di vicende storiche e personali che potrebbe sembrare complicato ma corrisponde in pieno ai toni ed umori della vita quotidiana lassù. E' vero che appena cominci ad amare il personaggio, protagonista del capitolo che stai leggendo, ti senti un po' tradito quando nel capitolo successivo si ricomincia con un altra prospettiva storica; poi tutti i pezzi si ritrovano e combaciano. E' un libro colto, ben strutturato e pensato (non farraginoso!!! forse un po' ambizioso)

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    PROT

    24/09/2007 15.23.07

    è uno dei pochissimi libri che non sono riuscito a finire... ha una trama farraginosa, per niente accattivante... non riesce proprio a darmi quella voglia che ho di solito con gli altri libri di arrivare a sera per leggerli... peccato...

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    isabella

    27/08/2007 10.55.56

    Un'autrice esordiente così giovane si merita un sentito complimento, per la scrittura, per i temi trattati e per avere già (a soli 23 anni) così tante cose da dire. Ma il libro non mi è piaciuto per nulla; si legge bene all'inizio ma poco dopo si inizia ad intravvedere che non si arriva da nessuna parte. La trama diventa "un domino": ogni pezzo fa cadere quello successivo. Circa a metà stavo per abbandonarne la lettura (cosa che odio) ma non ho ceduto sperando in un colpo di coda. Purtroppo pagina dopo pagina è stata una rincorsa raffazzonata ad ad un epilogo (che secondo me non regge).

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    Federica

    01/06/2007 09.43.34

    Continuo ad andare avanti con la lettura, perchè non lascio mai un libro senza averlo finito e perchè spero che a due pagine dalla fine ci sia ALMENO UN colpo di scena..mi mancano 20 pagine e ormai ho perso la speranza. La Smith è bravissima a scrivere (a 23 anni poi!) ma la storia non decolla, mi spiace..

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    elly

    31/07/2006 13.12.24

    descrive la fusione tra le varie culture in modo incantevole,senza commentare nè giudicare...il libro scorre piacevolmente,anche se è vero che a volte si dilunga troppo portandoti fuori dall'atmosfera...nel coplesso penso sia un'ottimo esempio di narrativa contemporanea

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    Luciano Martella

    11/03/2006 12.01.24

    Ottimo esempio di narrativa moderna. In alcuni passi l'ho trovato un po' prolisso, ma è certamente un libro da leggere.

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    Scritto con brio e permeato di un'ironia sottile che centra sempre il bersaglio, ''Denti bianchi'' è forse il miglior libro d'esordio che abbia letto da anni. Zadie Smith è bravissima nel tratteggiare i suoi personaggi, nel descriverne le particolarità in maniera sarcastica, ma senza mai sconfinare nella macchietta parodistica. In sostanza riesce perfettamente a mantenersi in bilico sull'orlo di un baratro, senza mai perdere l'equilibrio.

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    Irene

    15/09/2005 20.27.06

    Molto bello anche se lo sarebbe stato ugualmente tagliando qua e là un centinaio di pagine.

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    Graziana

    03/04/2005 20.25.27

    Come altri hanno già scritto, dopo aver vissuto a Londra, dopo averne scoperto gli aspetti che il turista non coglie, mi sembra impossibile non riuscire ad apprezzare l'umorismo e l'ironia del romanzo della Smith. E comunque, io ho letto il romanzo in inglese, in verità, e trovo che la Smith abbia usato la sua lingua in una maniera strepitosa. Tant'è che la comicità di molte situazioni è data proprio dall'uso capace della lingua. Può essere che la traduzione italiana abbia fatto perdere un po' della sua "cleverness".

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    SINCE1981

    11/03/2005 15.58.34

    UN LIBRO CHE E' UN'ESPERIENZA! DENTRO CI TROVI L'ODORE DELLE STRADE DI LONDRA E LE FACCE DELLA SUA GENTE. MULTI RAZZIALE MULTI GENERAZIONALE. ALTRO LIVELLO!

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