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Il deserto dei Tartari
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Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini - DVD
Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini - DVD - 2
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Descrizione


Un giovane tenente è inviato, in una fortezza ai confini con il deserto, ai margini dell'impero austro-ungarico. La bramosa attesa dell'arrivo dei nemici logora i nervi anche ai più forti.
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Dettagli

1976
DVD
8033109407878

Informazioni aggiuntive

General Video, 2012
Mustang
150 min
Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
Italiano per non udenti
Wide Screen

Valutazioni e recensioni

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Davide
Recensioni: 5/5

Drammatico... Sebbene non abbia ancora letto l'omonimo romanzo (1940) lasciatoci da Dino Buzzati, "Il deserto dei Tartari" è un deciso incoraggiamento a non soccombere a ciò che non si è! Al suo fianco, segue inoltre risoluto l'invito ad osservare il "tempo" non in una prospettiva prettamente e quotidianamente produttiva, ma in un'ottica esclusivamente apparente. Perché seppur si viva parte del nostro tempo avversando ciò che questo pone concretamente dinanzi a noi, una cospicua porzione di queste avversità non è nient'altro che un "nemico apparentemente visibile". Metaforicamente scrivendo, se dietro o sotto ogni sasso può celarsi una piccola e sorprendente vita, allora a noi non resta che svestirci della monocromatica uniforme sociale ed abbigliarci con gli assopiti ed intensi colori che l'anima ha riservato esclusivamente a ciascun di noi. L'unico nemico invisibile da cui ci si deve difendere sono le nostre paure e, se è quasi certo che il processo di desertificazione dell'anima può aver inizio in chiunque, completamente certo è che è nostro il dovere di rendere floreale proprio quell'apparente deserto nonché vivere il dono della Vita come la più felice delle sorprese!

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Antonello Arcuri
Recensioni: 5/5

Che dire di un capolavoro assoluto, con un cast eccellente, un regista ispirato (uno dei migliori registi italiani, purtroppo non considerato quanto meriterebbe)? Pur seguendo pedissequamente il testo di Buzzati, il film diventa un'esperienza "altra", che integra quella già molto intensa del libro. L'abilità del regista è quella di riuscire a costruire una vicenda credibile in una storia che è fatta di attesa, del nulla all'orizzonte, una storia più intimistica, che si svolge più dentro l'animo dell'uomo che fuori e intorno a lui. Affascinante. da vedere assolutamente

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M.P.
Recensioni: 3/5

A causa della incomprensibilità dei fatti a coloro che ne vissero — della duplice caduta dell'Impero Ottomano e del cadere della parte Orientale col vanificarsi del Protettorato del Regno Unito — ad esser segno postumo, al liminare dell'ideogramma, è stato lavoro cinematografico: scrittura algebrica, niente di veramente altro di scritto trovandosene sia allora coi segni del rifiuto, che ora con le icone lasciatene... Poiché il non detto dei timori e le cose dette a metà per non sapere e le domande che la storia solo in parte conoscibile sùscita sembrano ma non sono l'argomento di cui immagini nella ovvietà onirica dell'arte del cinematografo: con gli echi di una storia nei riverberi delle sale da cinema tramutati in cifrari di quel che accadendo interrogava già in cifre... ciò però non serviva, né serve coi riflessi degli schermi analogici, a colmare storica logica incoscienza quale consapevolezza di accadimento sconosciuto non ignoto. Poi che non era una parvente realtà, ciò cui addivenuto il mestiere del cinema neorealista, attraverso i confini di vuoti sociali e di nullità culturali provvistosi di uno specchio magico non più reale e senza nulla da encomiare né altro da coniare... In comunicati senza latenti figure dai nemici delle Antiche Armate erano proferite vergognosamente 'le ostilità mai accadute': di tanto e non quanto e di cose e non persone, ne iconizza l'opera cinematografica: "Il Deserto Dei Tartari" (tratta da omonimo romanzo indagine intorno a fatti insaputi conclusasi in tutt'altro). MAURO PASTORE

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Jacques Perrin

1941, Parigi

Nome d'arte di J. Simonet, attore, regista e produttore francese. Figlio d’arte, esordisce sul grande schermo alla metà degli anni ’50, recitando in parti di sfondo, e incontra la grande occasione nel 1961 con il ruolo da protagonista nel drammatico La ragazza con la valigia di V. Zurlini. Biondo, viso di una bellezza languida e malinconica, è un coraggioso sottotenente in 317 battaglione d’assalto (1964) di P. Schoendoerffer, uno stralunato superstite in Vagone letto per assassini (1965) di C. Costa-Gavras, un paggio dongiovanni in Blanche. Un amore proibito (1970, di cui è anche produttore) di W. Borowczyk, un disilluso ufficiale in Il deserto dei tartari (1976) di V. Zurlini. Dopo l’esperienza televisiva (che ripeterà più volte nel corso degli anni), ritorna al successo cinematografico...

Vittorio Gassman

1922, Genova

"Attore e regista italiano. Nell'infanzia trascorsa tra Genova, Palmi e poi (definitivamente) a Roma, al seguito del padre ingegnere edile tedesco, già preannuncia un temperamento artistico esuberante e mercuriale. Allievo dell'Accademia d'arte drammatica, si impone come uno dei più dotati attori della propria generazione, in grado di affrontare sia i ruoli del repertorio classico (Amleto, Otello, Adelchi, Oreste) sia quelli del teatro moderno (Un tram che si chiama desiderio), lavorando con le compagnie più prestigiose e sotto i registi più importanti (in particolare L. Squarzina e L. Visconti). Nel 1954-55 fonda una propria compagnia, conservando sempre il gusto per la provocazione (da Kean, genio e sregolatezza, 1955, di Dumas padre, a Affabulazione, 1977, di Pasolini, fino a Ulisse e la...

Giuliano Gemma

1938, Roma

Attore italiano. È il genere mitologico a dargli l’occasione di diventare un volto noto: a ventun anni fa la sua prima breve apparizione in Ben Hur (1959) di W. Wyler, poi nel 1962 è Crios, il re dei giganti in Arrivano i Titani di D. Tessari, rilettura ironica del filone mitologico. Negli anni successivi (a parte un piccolo ruolo in Il Gattopardo, 1963, di L. Visconti) rimane intrappolato in mediocri film mitologici, finché l’avvento del western all’italiana lo fa diventare, insieme a C. Eastwood e a T. Hill, il pistolero tipico dello spaghetti-western: volto immobile, recitazione controllata e una grande dose di ironia. Inizialmente, sotto lo pseudonimo di Montgomery Wood, recita in particolare in film di D. Tessari: Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo (entrambi del 1965), Kiss kiss......

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