Di armonia risuona e di follia

Eugenio Borgna

Editore: Feltrinelli
Collana: Campi del sapere
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 19 settembre 2012
Pagine: 209 p., Brossura
  • EAN: 9788807104855
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Descrizione
Quale è la realtà della follia, e quale la sua immagine? In che relazione sta con le comuni esperienze di dolore o di malinconia? Attraverso quali linguaggi riesce a comunicare una sofferenza che pare riferirsi a un altro mondo, a una diversa realtà? Come tutto ciò finisce per condizionare la creatività? E in che modo dovrebbe porsi una psichiatria realmente umana che voglia immedesimarsi con le vibrazioni più intense delle anime sofferenti? Eugenio Borgna, nel tentativo di dare risposta a domande come queste, interroga quanti hanno provato a esprimere il senso delle lacerazioni dolorose o delle tormentose inquietudini sperimentate nelle loro vite. Ci introduce così, come in un'ideale galleria letteraria e artistica, ad alcune delle grandi opere che aiutano a cogliere un'altra immagine della follia: quelle di pensatori come Nietzsche o Kierkegaard, di poeti come Georg Trakl, Nelly Sachs e Paul Celan, di scrittori come Virginia Woolf, o di pittori come Friedrich o Böcklin, di registi come Bergman o Lars von Trier. Ma ci svela anche le modalità di esprimere le profondità e le ferite dell'anima di alcune delle sue pazienti, come Angela e Valeria, di grandi mistiche come Teresa di Lisieux e Teresa d'Ávila, o di vittime di una sorte atroce quale fu Etty Hillesum. Al centro del libro resta il significato della follia come esperienza umana, specchio nel quale si riflette, dilatata e radicalizzata, la nostra condizione.

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    Aldo Vincenzo Pamparana

    02/03/2013 12:31:38

    Un capolavoro a cominciare dalla immagnifica copertina che richiama il lettore in un vortice di emozioni che in un unione simbiotica unisce la poesia che nasce all' interno delle varie esperienze della follia alla vita stessa segnata dal dolore e talvolta dall' anelito fatale verso la morte volontaria . Eugenio Borgna conferma la sua elevata sensibilità alle intermittenze del cuore e riesce a coinvolgere il lettore in un grande afflato narrativo che cristalizza con una sensibilità lieve ma radicale e profonda tutto il vissuto del' uomo esplorandone anche gli ambiti più oscuri e umbratili, narrando il senso più profondo del vivere e del morire ci si immerge in un mondo antico ma allo stesso tempo testimone del presente e araldo tempo che verrà. Come utente psichiatrico e quindi soggetto coinvolto in prima persona leggere questo libro mi dona una speranza che nasce appunto dalla narrazione di Borgna , pur scrivendo del dolore che si attraversa (e che io stesso attraverso quando si è segnati dalla sofferenza mentale) non manca mai una speranza, una speranza che nasce dal convincimento che anche il dolore può trovare una sua dignità e che da esso possano sgorgare forme di nobile creatività . Grazie infinite al dott. Borgna per questo prezioso libro.

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    alida airaghi

    30/09/2012 16:19:41

    Le affermazioni che definiscono il senso e i fini della psichiatria, in questo volume di Eugenio Borgna, sembrano essere molto più recise ed esplicite che nei suoi lavori precedenti (che nell'ultimo ventennio hanno indagato sempre, con estrema e profonda sensibilità, tutte le pieghe delle malattie dell'anima: dalla depressione alla schizofrenia, dalla solitudine alla malinconia): e forse è il caso di citarne alcune, nella loro convinta ed esigente severità. "La psichiatria o è psichiatria sociale o non è psichiatria... scienza umana e non solo scienza naturale"; "La psichiatria, quando si fa cura, non è se non incontro, dialogo, colloquio, comunità di destino, e non solo comunità di cura; ?incontro fra un io e un tu che si realizzano fino in fondo solo nel noi, al di là di ogni categoriale distinzione fra malattia e non malattia, fra normalità e patologia...". Fautore appassionato di una psichiatria che sappia "scendere nelle strade", farsi ascolto empatico del dolore del paziente, Eugenio Borgna, che tuttora viene considerato tra i più importanti clinici e studiosi della malattia mentale, a lungo solidale con la lotta di Franco Basaglia contro i manicomi ("luoghi di sorveglianza e di esclusione"), esprime con categorica indignazione il suo rifiuto nei riguardi di cure farmacologiche e ospedalizzazioni che, evitando approcci più umani, attenti e partecipi alla sofferenza psichica, finiscono per produrre un "vortice di ostinati e persistenti fenomeni di emarginazione che trascinano con sé isolamento sociale e solitudine radicale". In questo libro l'autore si propone di indagare non solamente la malattia mentale in sé, ma anche quelle particolari fragilità, inquietudini, timidezze, ipersensibilità, emozioni ferite "oggi considerate come esperienze inutili e svuotate di senso: inconciliabili con le esigenze di efficienza e di produttività che sono gli idoli della modernità".

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