Di chi è questo cuore - Mauro Covacich - copertina

Di chi è questo cuore

Mauro Covacich

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Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 7 febbraio 2019
Pagine: 246 p., Brossura
  • EAN: 9788893447713
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Nella dozzina del Premio Strega 2019 proposto da Loredana Lipperini

Dopo La città interiore, finalista premio Campiello nel 2017, Mauro Covacich compone una nuova, potente avventura narrativa che ha il coraggio dell'autobiografia più vera. Un romanzo capace di entrare con esattezza nel presente che plasma le nostre vite.

«Bastano poche pagine per farci capire come Mauro Covacich sappia coinvolgerci in un romanzo dalle molte chiavi di lettura» - Benedetta Craveri, Il Venerdì

«Da Flaiano ai Coniugi Arnolfini, dalla Risiera di San Sabba ai Parioli un tour de force di sentimenti sconvolti dalla malattia. Sullo sfondo di una capitale dove, per salvarsi, l'antidoto è correre, correre,correre» - Lara Crinò, Robinson

Una piccola anomalia cardiaca viene scoperta all'uomo che ha il nome e le sembianze dell'autore, allontanandolo da un'attività sportiva ai limiti del fanatismo e infrangendo l'illusione di un'efficienza fisica senza data di scadenza. È questo l'innesco di un romanzo sul corpo, ma soprattutto sul cuore come luogo dei sentimenti e dei destini individuali. C'è un ragazzo caduto, o forse lasciato cadere, da una finestra di un albergo di Milano durante una gita scolastica. Ci sono gli esseri umani, fragili e pieni di voglie. La solitudine e il desiderio. Ma la storia gira attorno alla relazione dell'autore con la sua compagna, alle trasferte di lavoro, alle tentazioni a cui sono esposti, alla fiducia e al sospetto di cui si nutre la convivenza. Chi è, ad esempio, quell'uomo che si infila in casa loro la notte? Una pista porterebbe nel quartiere, il Villaggio Olimpico di Roma, popolato da figure che sembrano carte dei tarocchi e che lo scrittore consulta nelle sue camminate erranti.

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    nuccia

    16/05/2020 15:08:33

    Sono stata attratta dalle recensioni e dalla bella copertina.....ma mi ha deluso!

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    Alice

    15/05/2020 15:27:08

    Letto tutto in una volta. Romanzo pieno di passione e di vita. Di chi è questo cuore è dotato di una scrittura che vi coinvolgerà immediatamente e vi farà immedesimare totalmente nei protagonisti. Un cuore che è centro e fulcro di tutta la storia.

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    annabocc

    25/09/2019 18:45:58

    Molto gradevole una lettura fluida e rilassante

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    luisa r

    22/09/2019 21:16:36

    scrittura bella e narrazione divertente, più racconto di costume che romanzo, a mio avviso

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    Angela

    19/09/2019 19:27:44

    Un romanzo dallo stile particolare che ha la sua forza non tanto nella trama quanto nella voce narrante, che si fa portavoce di più spezzoni di storie, di pensieri e punti di vista circa il vivere quotidiano. Covacich va in profondità e ci dice che in questo nostro corpo batte quel piccolo ma importante muscolo che è il cuore, quale luogo dei sentimenti, dei desideri, delle paure e dei destini individuali. Le vicende personali del protagonista si alternano a riflessioni su svariati argomenti che, a prescindere dall'oggetto specifico, convergono tutti verso la disamina della società contemporanea e degli uomini e delle donne che la compongono, osservati con lucidità, acume e una leggera ironia.

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    simona

    06/09/2019 14:08:22

    Per quanto mi è piaciuto ho riletto il libro di Covacich. Forse la seconda volta mi è piaciuto ancora di più della prima Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Paolo

    17/06/2019 16:00:02

    Ho iniziato il romanzo dopo aver letto con entusiasmo le motivazioni con le quali è stato inserito nella dozzina del Premio Strega, ma devo dire che il libro non conferma le aspettative. Seppure l'idea iniziale sia interessante, quella del cuore al centro di tutto, la trama è inesistente, solo pensieri in libertà, e non sempre profondi, sui suoi gesti quotidiani e sulle persone con le quali si relaziona. In sintesi: deludente. Copertina 4 Storia 2 Stile 3

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    Luigia

    11/06/2019 21:44:33

    Un libro splendido che fa capire al lettore quali siano i valori più importanti della vita. Personalmente ho trovato delle grandi analogie e qui devo fare i complimenti al grande Mauro Covacich, con il film 21 Grammi pellicola cult, contraddistinto da delle immense interpretazioni di Benicio del Toro, Naomi Watts e Sean Penn, dove anche qui tutta la storia ruota intorno all'organo più importante dell'essere umano: il cuore: Anche se la storia è diversa,perchè il protagonista dello Scrittore è un atleta, incapace di "vivere lo sport" come vorrebbe. che anzichè farsi stravolgere e oserei dire travolgere dai suoi problemi trova la forza per ricominciare "incontrandosi" con gli emarginati e scoprendo una nuova luce al di là del muro. Perchè l'importante è non mollare mai, dentro di noi avremo sempre la forza per decidere il nostro futuro e per contribuire a migliorare quello degli altri. COPERTINA 5 STORIA 5 STILE 5

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    kitty17

    11/06/2019 21:38:06

    Un cuore malato causa il ritiro dall’agonismo del protagonista, che si ritrova così a potersi dedicare solo alla corsa in giro per la capitale. E questo suo girovagare gli consente di rimuginare su persone, cose, luoghi. La maestria dell’autore parte dalla debolezza di un uomo tradito dal suo cuore malato per dare spunto alle riflessioni interiori che coinvolgono compagna, madre, amici, ex fidanzate e vicende pubbliche varie. Affascinante. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Fabo

    11/06/2019 21:19:52

    Il cuore, malato e indebolito, costringe il protagonista a rinunciare alla sua attività agonistica, e di ripiego, a poter solamente correre per le strade di Roma, rimuginando sulla sulla sua vita e su quella delle persone che la costellano. E il rimuginare del protagonista è il romanzo, che con il suo stile narrativo vivace coinvolge e appassiona. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Francesco M.

    11/06/2019 21:13:05

    Non importa quanto lentamente si va, finché non ti fermi. Il protagonista di Covacich (oppure egli stesso? Delizia irrisolta dell’autofinzione) è la metafora dell’uomo che, di fronte alle avversità, deve trovare la propria strada per riuscire a vivere nonostante tutto. Il problema cardiaco gli imporrà di frenare la sua attività sportiva, ma non lo priverà della vita. Una vita difficile, senza dubbio, di cui conosciamo l’amarezza attraverso gli scorci grotteschi e notturni di una Roma decadente. Ma cos’è la vita, se non la continua ostinazione nel credere che ci sia una speranza nel futuro? La sciagura del protagonista squarcia le sue aspettative future come un fulmine a ciel sereno, trasformando la corsa alla vita in una lenta, senile passeggiata. Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere: la calma del protagonista sarà la virtù di un uomo nuovo, più forte di prima, che si piega ma non si spezza, che osserva il mondo per la sua natura, malevola e stupefacente, ma lo fa unicamente con il tono umoristico di chi considera il bicchiere sempre mezzo pieno. Particolarità dello stile, dunque, è quello di veicolare le sensazioni del personaggio principale mediante un vocabolario umile, essenziale, semplice, cullato da uno stile fluido, scorrevole e filtrato dalla giusta ironia con cui si affronta un tema estremamente delicato. Copertina: 2 Storia: 5 Stile: 4

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    Bibi

    11/06/2019 21:00:48

    Un libro definito di “autofiction” perché il protagonista delle vicende narrate in parte si identifica con l’autore, che prende spunto dalla necessità di riposo a causa di un malanno al cuore, per riflettere e raccontare di di personaggi e fatti a lui più o meno vicini, raccontando a ritmi variabili vicende e persone che si intersecano nella sua vita, vere o verosimili. Molto interessante. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4

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    addix

    11/06/2019 19:56:54

    Autore triestino trapiantato oramai a Roma, proprio nella Città Eterna ambienta il romanzo di autofiction che racconta in parte la sua vita ed in parte vite e luoghi inventati o pensati dal protagonista. Il cuore del libro è quello malato che lo costringe a rallentare e riposare, a pensare e a guardarsi attorno. E a descrivere fatti e persone che lo circondano o lo coinvolgono a livello emotivo… Una tipologia di romanzo sicuramente piena di potenzialità! Copertina: 3 Storia: 3 Stile: 4

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    Ismaele

    11/06/2019 14:39:36

    Il cuore come organo dell'anima. Organo che raccoglie la storia dei sentimenti delle persone che attraversano la nostra vita. Perchè in fondo i nostri sentimenti durante il corso della vita si intrecciano costantemente con quelli degli altri. Possiamo dire dunque che il cuore sia davvero interamente nostro? L'autore si confrontra così, attraverso i suoi personaggi, con questo interrogativo. Consigliato a chi fa del dubitare il motivo principale per continuare a leggere. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4

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    Sara

    11/06/2019 08:50:36

    Stile scorrevole anche se la trama personalmente non mi ha coinvolto più di tanto. Un romanzo contemporaneo a tutti gli effetti, narrato in prima persona. Copertina: 3 Storia: 3 Stile 4

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    fiorenza

    11/06/2019 08:38:23

    Non del tutto scorrevole la lettura. Lo stile è pesante e di faticosa attenzione. Non sempre è coinvolgente. Da Roma,dove si svolge il narrare dell'opera,a Trieste,dove si conclude. Permeata dal realismo dei fatti,il racconto si intrattiene sul vissuto dell'uomo comune dei nostri tempi,sulla sua solitudine in una città caotica come Roma ,con la sua bellezza e con le sue contraddizioni. E' una esplorazione continua della propria interiorità con uno sguardo rivolto al presente,alla quotidianità,a chi non ha niente, e la vita del protagonista si intreccia con quella degli 'ultimi' che si affollano nel circondario della sua abitazione. E' lo sguardo rivolto a chi ha troppo nella vita e guarda solo l'esteriorità delle cose,il bello,l'ordinato,tralasciando e abbandonando i problemi sociali e la disgregazione della famiglia. E' un romanzo autobiografico dove l'esistenza dell'autore,atleta però inabile per problemi di cuore, stravolta dai suoi problemi esistenziali ,si intreccia con quella degli emarginati. Copertina 4 / storia 5 / stile 4

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    Andrea Busato

    11/06/2019 08:32:00

    La sicurezza che un corpo sportivo ti infonde è un dato che credi destinato a durare, eppure può improvvisamente, con una banalità che neanche immaginavi, venire meno. E allora il dubbio sulla tua "eternità" (almeno a medio termine) si trasforma in incertezza e ti fa mettere in dubbio anche una tua presunta qualità esistenziale. Quando questo succede, viene meno anche il confine fra fatti importanti e piccoli eventi, perché ogni piccola crepa ti appare come presagio del destino di un edificio di cui non sai più controllare lo sgretolamento. Lo racconta, direi con assoluta maestria, questo prezioso romanzo di Mauro Covacich, in cui osservando l'ecografia del tuo cuore che batte impari a osservarlo come un oggetto estraneo (il tuo cuore!), finendo quasi per apparire estraneo a te stesso. Questa almeno è l'impressione che mi lascia la figura ingombrante dell'uomo grasso che ti ritrovi in casa, l'immagine onirica con cui non puoi neanche immaginare di non dover fare i conti. Ed è un'ombra che si posa, delicata ma sempre presente e inquietante, su tutte le tue relazioni: la compagna di vita, gli amici, il lavoro, il mondo e tutti gli estranei che contiene. Con la leggerezza dei piccoli quadri di vita quotidiana, un romanzo su come nella storia di ognuno nulla è (solo) tuo e nessun momento è insignificante, prosecuzione coerente del lavoro di un autore che ci insegna a cancellare il confine fra opera e vita.

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    Sonia M.

    10/06/2019 22:07:41

    Un romanzo contemporaneo e introspettivo che guida il lettore nel animo umano più profondo. Il protagonista è uno sportivo, che per un'anomalia cardiaca é costretto al riposo. La solitudine gli permette di percorrere vicende umane che più rappresentano temi attuali del nostro contesto sociale come bullismo e immigrazione. Non è un genere che tanto mi fa impazzire, però ammetto che è scritto davvero bene e merita di essere letto e amato. Copertina:5, storia : 3, stile: 4

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    Melania P.

    10/06/2019 20:49:00

    Siamo di fronte ad un’autofiction in cui autore e protagonista coincidono. Topos centrale del libro è la fragilità umana, fisica o psichica, intesa nelle sue varie declinazioni e sfaccettature. È solo quando il connubio corpo-mente si altera che comprendiamo la realtà delle cose. Proprio come accade al protagonista quando scopre che il suo cuore dalla “sagoma medusoide” è divenuto corruttibile. “Di chi è questo cuore” si chiede. Questa estraniazione, mai paventata, lo costringe ad effettuare un profondo lavoro di introspezione. Vaglia il mondo degli affetti, il rapporto intessuto con la madre, la compagna, gli amici. Riscopre sotto una nuova luce i quartieri romani che è solito percorre durante le sue, ora brevi, corsette. Scruta le persone, percepisce la loro duplicità, desidera sradicare le maschere che ognuno indossa e sondare l’intima natura dell’uomo con le sue peculiarità, paranoie, inquietudini. Racconta senza giudizi e moralismo squarci di vita quotidiana e di emarginazione. Non ci sono personaggi in questo romanzo autobiografico, ma persone reali perché veri sono anche i nomi utilizzati per identificarli. L’unico personaggio immaginario è un misterioso uomo grasso che visita il protagonista nelle ore notturne. È un alter ego grottesco, l’amarezza e l’insoddisfazione dell’io narrante che prende letteralmente forma. Covacich redige un romanzo intimo, intenso, profondo, malinconico, ma poco conturbante. Non presenta una vera e propria trama. Il flusso di pensieri dell'autore si confonde con quello del narratore e accompagna il lettore attraverso le varie vicissitudini esposte. La scrittura è misurata, abbastanza scorrevole, non troppo suggestiva. L’autore si mette a nudo di fronte al lettore, ma forse permane un certo alone di inconsistenza che non consente del tutto di entrare in empatia con il suo modo di vedere e vivere il mondo. Stuzzica le corde del nostro cuore senza riuscire a farle veramente vibrare. Copertina:3 Storia:3 Stile:3

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    Gaia

    10/06/2019 19:54:40

    Un bellissimo libro che suscita tantissime emozioni , l'ho consiglio perché può farci capire le cose belle della vita.

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I vincitori del concorso “Caccia allo Strega” 2019


Gabriele            

Con un cuore bradicardico si fa fatica, quando non si ha l'abitudine giornaliera alla corsa e agli scatti prodigiosi, a mantenere senza alcun tipo di affanno un passo veloce e regolare, da attività amatoriale se non agonistica. Altresì difficile, ma per motivi differenti, può rivelarsi il dover accettare, sotto indicazioni mediche, inevitabili limitazioni o stop forzati allo sport praticato ad alti livelli; insomma un'attitudine alla vita sportiva improvvisamente ridotta al 50%, in alcuni casi perfino al 10. Covacich, che in prima persona ha dovuto far fronte a questa rivoluzionaria esperienza, in "Di chi è questo cuore", affronta la tematica del cambiamento e della sottrazione come risorsa inaspettata e accrescitiva con cui far germogliare dentro di sé piantine ataviche di conoscenza e impulsi, per una realtà circostante scandagliata in ogni sua minima parte con l'occhio preciso e vigile di chi sa di raccontare il vero. Il suo nuovo punto di vista, che è il punto di vista di molte altre persone abituate a condividere uno stato imprevedibile del cuore, si adatta a tale condizione riproducendo, rigorosamente a rilento e con la massima attenzione, momenti salienti della propria e altrui vita con uno sguardo appassionato, a volte rigoroso, altre ancora malinconico. Persone comuni immortalate nella Roma dei nostri giorni, passando dai senzatetto alle mamme con i passeggini, dalle guardie giurate ai turisti con i portafogli in mano, si affiancano all'attuale amore e ai familiari dello stesso protagonista (come sua madre intenta a scoprire il mondo virtuale o la compagna Susanna fra presenza e assenza) in un ricercato gioco di incastri che si combina perfettamente con un registro linguistico variegato e a più dimensioni, mosso da ritmiche frequenze stilistiche in battere e levare, per un universale cuore pulsante oltre sé stessi. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4                                                                       



Caterina             

"Eh sì, per un po’ lei deve stare a riposo”. Da questo suggestione parte il romanzo, “Di chi è questo cuore” che si pone nell’ormai consolidata tradizione dell’autofiction. Nel romanzo di Mauro Covacich si trovano tanti dettagli, descrizioni, impressioni, riflessioni, giudizi che lo scrittore dà sul mondo culturale e sullo spaccato sociale di cui è parte, su di sé, sul rapporto di coppia non sempre facile e lineare, mentre una sorta di grasso grosso personaggio di fantasia si inserisce nelle sue stanze, nel suo subconscio, nel quotidiano delle sue giornate piene di ansia, di sigarette da non fumare, di farmaci ansiolitici, Lexotan, Lendormin, Valpinax, ma anche di belle pagine di letteratura, di filosofia, di storia. Il romanzo di Covacich alterna diversi registri linguistici, argomenti alti ad altri meno nobili, pagine descrittive ad altre colme di implicazioni psicologiche, analitiche, provocatorie. Libro denso, ricco, profondo. Copertina:3 Storia:4 Stile:4                                                                 

Ginevra              

Costretto a rallentare i ritmi dell'attività fisica che diviene metafora di un'esistenza da ripensare e riequilibrare, Covacich percorre i sentieri della sua storia attraverso una galleria di personaggi autentici, quasi banali nella loro composta quotidianità. Persone i cui nomi, avverte l'autore, "sono gli stessi a cui rispondono nella vita", attori di un palcoscenico privato che assume i contorni di una Roma da (ri)scoprire lentamente, mentre il cuore riposa e la mente può permettersi, finalmente, di mettere a posto alcuni tasselli. Con la capacità evocativa che da sempre gli è propria, l'autore fa entrare il lettore in un territorio d'intimità inesplorata, fatta di incontri e sentimenti chiamati alla mente dal rumore e dall'aspetto di una città storicamente apatica, vissuta di fretta come di corsa si passa la vita. Quello che ne viene fuori è una sorta di diario della riappropriazione di sé attraverso le categorie del tempo e dello spazio, in una stretta corrispondenza tra vissuto interiore e realtà fisica. Un Covacich sempre nuovo nella sua fedeltà a se stesso, padrone di uno stile di rara, magnifica, e calibrata semplicità. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5                                                                        

Daniel

Prendendo spunto da una anomalia cardiaca che dovrebbe spingerlo ad abbandonare la corsa (quantomeno quella a livello agonistico) lo scrittore triestino si improvvisa flaneur in scarpe da runner per le vie di una Roma lontanissima dalle rotte turistiche e dalle atmosfere in stile grande bellezza e ci regala una serie di istantanee, riflessioni e scritti giornalistici che spaziano dalle note di costume alla letteratura, dalla pittura all’amore, dai mutamenti dei canoni di bellezza all’amicizia, senza tralasciare l’impegno civile, con pagine piene di pietas nei confronti degli ultimi o di chi non si può difendere, creando quasi un parallelismo tra gli alberi mutilati a causa di un’idea distorta di decoro urbano e i senzatetto, definiti non a caso uomini-albero. Non sappiamo se ci sia una reale identificazione tra l’autore e colui che dice Io nel libro. In fondo non lo sappiamo mai. Forse perché lo scrittore quando scrive di sé, mente sempre. Si sdoppia, produce uno scarto. E l’individuo grasso e laido che si materializza misteriosamente e prende possesso di casa sua (e non solo) diventa l’emblema di questo sdoppiamento, facendo pensare che rappresenti la cattiva coscienza dell’autore o forse solo la sua parte oscura e desiderante, quella che il più delle volte si cela persino a se stessi. Copertina: 4, storia: 4, stile 5                                                                      

Saverio

Di chi è questo cuore di Mauro Covacich si muove in una Roma prosaica e senza bellezza e parte, spiazzando il lettore, con l’immagine di una "sagoma medusoide", che altro non è se non il cuore dell’autore sullo schermo dell'ecocardiogramma al quale si sta sottoponendo. Da qui, da un’anomalia del suo corpo a cui non aveva mai pensato, parte la ricognizione del narratore sulla sua età di mezzo: si trova a ripensare i propri giorni e sceglie di attraversarli con sguardi e percorsi obliqui in una forma narrativa che va oltre la forma narrativa del romanzo. Intreccio di cronaca e di riflessioni, di realtà e di finzioni, ma soprattutto uso della scrittura come analisi di vite umane che vivono nel loro spazio, sole, ripiegate su se stesse. L’occasione è data appunto da una corsa rallentata attraverso una città di solitudini : un “non luogo” di derelitti in attesa Ma poi ci sono altri personaggi già incontrati negli altri suoi romanzi e soprattutto c’è Susanna, la compagna dell’autore, coscienza critica, Musa ispiratrice, presenza che mette insieme le note minime tra fatti di cronaca grandi e piccoli , luoghi, persone, incontri unificati dalla sicurezza di trovare comunque e sempre lei con la quale condividere e discutere e dare un senso e un significato alle cose. Anche alle più strane come l’uomo obeso, che popola l’insonnia del protagonista, un alter ego, per nulla corretto, che lo indirizza su ciò che dovrebbe scrivere. L’incanto della scrittura sta nell’esercizio di trasformare, attraverso l’immaginazione, in letteratura alcuni aspetti della vita quotidiana che normalmente non vi trovano spazio. In comune vi è la ricerca dell’azione, come surrogato e salvezza dalla perdita dell’innocenza e lo sguardo aperto sul mondo, inteso sempre come un orizzonte ontologico, paesaggio-anima e soglia su cui si frangono le grandi domande di una generazione sperduta in cerca di identità. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5           

Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Di chi è questo cuore forza e supera i confini di quella che oggi chiamiamo autofiction iscrivendosi in un progetto artistico che Covacich persegue da anni, e si pone anzi come culmine della sua intera opera. La scoperta da parte dell’io narrante di una lieve anomalia cardiaca è il punto di partenza per un’esplorazione lucida e inquieta, che può soffermarsi a scrutare il mondo degli affetti e sollevarsi a guardare lontano, verso le piccole e grandi indifferenze del nostro presente. È uno sguardo che si rivolge ai molti ultimi delle città (i senzatetto e i lavavetri che abitano Roma, dove i condomini possono decretare la mutilazione degli alberi per decoro, ma ignorano le vite piccole che si muovono nelle strade e negli argini del fiume), e che insieme guarda alla mutazione che il tempo impone ai corpi e allo stare nel mondo. È uno sguardo che legge, nettamente e con passione, soprattutto i cambiamenti dei corpi femminili, che si votano a un’ascesi che li scolpisce e smaterializza o ritrovano entusiasmi di ragazza pur nella vecchiaia. Per linguaggio, stile, profondità e innovazione formale, Di chi è questo cuore si pone tra le prove più alte nel panorama letterario contemporaneo».
Proposto da Loredana Lipperini
  • Mauro Covacich Cover

    Ha pubblicato diversi libri di narrativa, tra cui: "Storia di pazzi e di normali" (Theoria 1993, Laterza 2007), "Anomalie" (Mondadori 1998, 2001), "L'amore contro" (Mondadori 2001), "A perdifiato" (Mondadori 2003, Einaudi 2005), "Fiona" (Einaudi 2005), "Trieste sottosopra" (Laterza 2006),"Prima di sparire" (Einaudi 2008), "A nome tuo" (Einaudi, 2011), la cui seconda parte "Vi perdono" era uscita nel 2009, sempre da Einaudi, con l'eteronimo Angela Del Fabbro, "L'esperimento" (Einaudi, 2013).Collaboratore del Corriere della Sera e di altre testate, Covacich ha inoltre realizzato per la Rai alcuni radio documentari e il radiodramma Safari.Autore della videoinstallazione "L'umiliazione delle stelle" (Buziol-Einaudi-Magazzino d'Arte Moderna, Roma, 2011).Nel 2015 pubblica con Bomapiani "La sposa",... Approfondisci
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