Diario 1941-1942. Ediz. integrale

Etty Hillesum

Curatore: J. G. Gaarlandt
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 21 novembre 2012
Pagine: 922 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845927249
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Descrizione
All'inizio di questo Diario, Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. Legge Rilke, Dostoevskij, Jung. È ebrea, ma non osservante. I temi religiosi la attirano, e talvolta ne parla. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi fra le righe del diario. Etty registra le voci su amici scomparsi nei campi di concentramento, uccisi o imprigionati. Un giorno, davanti a un gruppo sparuto di alberi, trova il cartello: "Vietato agli ebrei". Un altro giorno, certi negozi vengono proibiti agli ebrei. Etty annota: "La nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte, presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi e nessuna persona buona che vorrà darci aiuto lo potrà oltrepassare". Ma, quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell'anima. Non pensa un solo momento a salvarsi. Pensa a come potrà essere d'aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il "destino di massa" della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz, Etty esalta persino in quel "pezzetto di brughiera recintato dal filo spinato" la sua capacità di essere un "cuore pensante". A mano a mano che si avvicina la fine, la sua voce diventa sempre più limpida e sicura, senza incrinature. Anche nel pieno dell'orrore, riesce a respingere ogni atomo di odio, perché renderebbe il mondo ancor più "inospitale".

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Recensioni dei clienti

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    n.d.

    15/03/2018 21:17:57

    Una lettura che tocca nell'intimo.

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    n.d.

    12/01/2018 12:52:54

    Lo stanno leggendo a Radio 3 nei mai troppo benedetti pomeriggi di Fahreneit, ed è un incontro imponente, la dolorosa partitura di due anni terribili, una morsa sul cuore uguale a un canto dello spirito che tocca e sente l'estremo della vita, del male, del senso. Si scopre immediatamente quella che Etty chiama "età dell'anima", un basamento innato che regola ogni battito, un sangue invisibile che intaglia le percezioni, i livelli di forza, le attenzioni, gli scavi, l'intera materia di cui siamo composti e che, a vette di incontenibile grandezza, nessuna ferocia storica può ridurre o declassare, anche perché "l'età dell'anima è diversa da quella registrata all'anagrafe. Credo che l'anima abbia una determinata età fin dalla nascita, e che questa età non cambi più". Lo sguardo dunque rimarrà intatto oltre ogni negoziato con l'Inferno, oltre gli sfinimenti e le assurdità di un reale terribile; Etty sa bene che "l'unica vera unità è quella che contiene tutte le contraddizioni e i movimenti irrazionali: altrimenti finisce per essere di nuovo un legame spasmodico che fa violenza alla vita". Resistere allora nel proprio cerchio di cose e difendere la propria anima quanto più sia possibile, anche con un solo verso di Rilke se quelle parole possono punteggiare una pur tenue trincea interiore contro il massacro di ogni ragione attorno. "Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori". Una lezione suprema che lancia pagine altissime nel ventre della peggior Giudecca, dell'inaccettabilità civile, del sonno umano: "Se tutto questo dolore non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, liberandoci dalle piccolezze e dalle cose superflue di questa vita, è stato inutile". Qualcosa di più di un monumento, il lascito di una verità d'amore immersa nel lacerante buio del suo opposto.

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    n.d.

    01/12/2017 13:26:40

    Un libro bellissimo, illuminante. Un'itelligenza sottile. La shoa ha spazzato via anche lei, troppo presto.

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