Curatore: P. Carpi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1993
Formato: Tascabile
Pagine: XXX-330 p., ill.
  • EAN: 9788806123246
Usato su Libraccio.it - € 5,29

"Chissà che cosa proveranno i giovani di oggi - si chiede Corrado Stajano nell'introduzione - nel leggere il Diario di Gusen di Aldo Carpi... e chissà cosa proverebbe Carpi se fosse vivo nel vedere i giovani neo-nazisti tedeschi, i naziskin, che sfilano facendo il saluto hitleriano". La storia può ripetersi, tragicamente. Questo libro, forse l'unico diario uscito da un lager nazista, può servire da monito per non abbassare la guardia contro chi vuole cancellare la verità calpestando i diritti e la dignità dell'uomo. Ma il valore di questo diario - ora riproposto in una nuova edizione a piú di venti anni dalla prima pubblicazione - va ben oltre quello del semplice documento. Innanzitutto perché fa percepire in presa diretta come si può vivere in un luogo in cui è dato solo morire, e poi perché racconta l'impari lotta di chi si impegna con tutte le forze a conservarsi "uomo", salvando la propria intelligenza e i propri valori in un microcosmo in cui pure la solidarietà è considerata un crimine. Le parole di Carpi, il suo voler guardare sempre oltre l'orrore, l'abbandono, la paura e la morte rimangono una lezione di umanità e di coraggio insieme con la sua intensa attività di pittore, cosí come dimostrano i suoi disegni qui riprodotti, e che fanno parte integrante del testo.

Recensioni dei clienti

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    Adriana Rosas

    18/03/2015 09:07:04

    Unico ed eccezionale: perché si tratta di un diario (sotto forma di lettere alla moglie) scritto durante la detenzione a Gusen e nel periodo dopo la liberazione e prima del rientro a casa; perché descrive e comunica sentimenti, impressioni, riflessioni sull'uomo, sulla vita, sull'arte; perché contiene documenti e, soprattutto, disegni agghiaccianti e bellissimi nella loro semplicità. Una lettura non facile, ovviamente, per il soggetto e per il registro utilizzato; ma incredibilmente bella, per la ricchezza di umanità che si respira. Anche in un posto terribile come Gusen, pur vivendo un'esperienza disumanizzante, Aldo Carpi è stato veramente un uomo! Un libro da leggere - assolutamente - e che non si può, né si deve, dimenticare.

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    monica

    10/02/2012 11:57:47

    L'inferno di Gusen raccontato da Carpi sopravvissuto al campo perche' pittore perche' fortunato di possedere questo suo grande talento. Un grande atto di coraggio quello di scrivere questo suo diario, lettere piu' che altro indirizzate alla moglie ma in realta' un monologo il suo, scrivere era il suo modo di non soccombere al Lager, pericoloso inoltre in quanto se fosse stato scoperto lo avrebbero ammazzato subito. Carpi sopravvisse perche' ebbe la fortuna di farsi degli amici che lo aiutarono inoltre il suo saper dipingere lo mise in un certo senso al sicuro con un lavoro leggero e qualche pezzetto di cibo in piu', cibo che divideva con i compagni di sventura. L'inquietudine e terrore quando arrivo' l'ordine di eliminare la popolazione del campo perche' gli Alleati erano alle porte, ordine non eseguito fino in fondo, ma le urla dei compagni massacrati in massa Carpi non le ha dimenticate cosi' come non ha mai dimenticato il non aver potuto alleviare le sofferenze dell'amico morente che chiedeva solo un goccio di acqua. I suoi disegni esprimono il Lager nella sua bruttezza e crudelta', i volti dei compagni sfiniti o massacrati di botte, i prigionieri in coda per la morte, lo scorcio di Gusen, il forno crematorio e le montagne di cadaveri.

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