Il diavolo in corpo

Raymond Radiguet

Curatore: M. Larocchi
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 ottobre 2009
Pagine: 142 p., Brossura
  • EAN: 9788807822131
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    05/01/2018 06:37:02

    Vero o meno, ma certo vero per me, sono convinto che le vecchie cose non mentono. Che motivo dovrebbero avere, a distanza di tanto tempo, di perdersi ancora in messaggi mendaci? Sarà un precetto eccessivamente romantico o avrà anche i contorni di un pregiudizio mal velato, ma in fondo chi danneggia? Mi rimarrà addosso come un abito strano, inattuale e curioso, la dimora di un passatista cocciuto, non fa nulla. Gli altri si affaccino col loro sentimento opposto, piena libertà. Dunque non so spiegare quanto bene al cuore facciano quei film con quel bianco e nero ancora splendido, pulitissimo, quel doppiaggio reso in un italiano impeccabile, un senso di caldo e protezione che solo la bellezza e il coinvolgimento di una storia scritta ad arte e un'interpretazione magnifica riescono a offrire. Poi ci sono gli sfondi, gli interni, un intero mondo in una vicenda. Una pellicola di settant'anni è ancora lì col suo caldo e duraturo incanto. A dirci del destino di un ventenne di genio che se andò dalla vita lasciandole (e lasciandoci) questo capolavoro ormai indiscutibile. L'amour fou, la passione nei suoi contrasti e nelle sue rozze regole borghesi, al centro un ragazzo e una donna di poco più grande, e soprattutto la grande guerra a inasprire e ad esaltare insieme ogni istante fra i due in quel riconoscersi reciproco che Radiguet definisce "l'istinto di somiglianza". Ci siamo noi e c'è un nostro prolungamento migliorato nell'altro, la nostra condizione amata quale che sia, senza accuse o cadute, libera almeno in quei momenti dalle croste e dal fuoco di un difetto, aperta all'abbandono. Sembra una nostra invenzione, e invece accade a tutti, in quel mondo di personalissimi codici, di sillabe segrete e comprensioni silenti che sono infine l'edificio stesso del tempo arredato da due esseri: "Non è nella novità, ma nell'abitudine che si ritrovano i maggiori piaceri". Grande libro, le leggi della poesia e del dolore che si rincorrono per restare,per sempre, indistricabili.

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    Anna

    30/12/2013 17:16:20

    3/5 anche se non mi ha convinta del tutto.

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    marta

    23/03/2012 19:16:14

    una lezione d'amore. non solo da leggere ma da rileggere!

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    BUB

    11/03/2009 00:24:53

    Non mi è piaciuto. Lo trovo noioso; la solita storia d'amore. Non buttate i vostri soldi.

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    nausicaa

    18/12/2008 19:03:05

    Semplicemente, meraviglioso. Tormentato, indolente, egoista, feroce, tenero, disperato come solo un vero amore può essere. Difficilmente ho letto una storia d'amore più intensa.

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    baton

    09/09/2006 14:36:15

    Radiguet, poco più che adolescente, scrive questa struggente lezione d'amore e di vita. Dedicato a tutti gli analfabeti sentimentali. "...ma il destino del ragazzo con un'esperienza da uomo di quarant'anni era destinato a bruciarsi rapidamente; indebolito dagli eccessi, contrasse la febbre tifoide. Jean Cocteau, fino all'ultimo al suo fianco, ricordò le ultime parole pronunciate il 9 dicembre: Udite una cosa terribile, tra tre giorni sarò fucilato dai soldati di dio. Il 12 dicembre infatti Raymond Radiguet si spense."

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    Roberto

    11/10/2005 21:30:50

    Una delle cose che mi rattristano di più è sapere che Radiguet è morto a soli vent'anni bloccando così la sua carriera di scrittore.La vita è ingiusta oggi come lo era allora e come lo è sempre stata.Almeno per una volta la signora con la falce poteva fare un'eccezione...

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    Visk

    11/07/2005 10:32:48

    Il libro della passione timida e delicata. “Non è Marthe a intimidirmi”, mi ripetevo. Dunque , solo i suoi genitori e mio padre mi impediscono di chinarmi sul suo collo e di baciarla. Nel mio profondo , un altro ragazzo benediva i guastafeste e pensava: “Che fortuna, non essere mai solo con lei! Non oserei comunque baciarla, ma non avrei nessuna scusa”. Così bara il timido. Libro obbligatorio di formazione sentimentale.

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    ale bedica

    24/05/2005 22:09:13

    Visto nel suo complesso il romanzo sembra costituire una autobiografia originale ed ardita,vissuta nel reiterato vortice del piacere e del divertimento,destinata però a confrontarsi col dramma della Prima Guerra Mondiale. L'Autore riesce a restituire a quell'epoca non solo i lati più spregiudicati e gli aspetti più superficiali,ma anche le ombre,le inquietudini e le dissonanze di una giovane generazione che procedeva briosa e sventata verso il baratro. Radiguet non può essere ricordato e letto a poco più di cento anni dalla sua nascita,solo per la curiosità di scoprire come la supposta immoralità di un ventenne sia confluita in un'opera che divenne un best sellers della letteratura erotica,ma deve essere riscoperto ed amato come il coraggioso scrittore che cimentandosi nell'eterno duello tra padre e figlio conferì la vittoria al padre (concedendo l'onore delle armi al perdente). "Eravamo come fanciulli dritti sopra una sedia,fieri di sorpassare di tutta la testa le persone grandi".Nessun personaggio del Diavolo in corpo ha spazio come il padre,eccetto ovviamente Marthe,l'amante.Sono sortite prudenti,rispettose,nobili,intellettuali,che dimostrano un modo nuovo di essere genitore:il padre-amico.Quando il protagonista,quindicenne,sicuro della sua espulsione dal Collegio (che non avvenne) si presenta reoconfesso delle negligenze al padre,riceve da questo le parole:"T'ho sempre lasciato agire come volevi:continua.Senza dubbio farai in modo che non abbia a pentirmi di ciò". Era il 1920:quanti figli del "sessantotto" hanno ricevuto questa educazione? Copertina dell'Editore ES troppo scontata,che paga il tema della Collana.Meglio sarebbe stato il dipinto Alice di Modigliani (1915) che rappresenta la giovane amante di Radiguet che ispirò proprio Le diable au corps.

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