Il dio del fiume

Wilbur Smith

Traduttore: R. Rambelli
Editore: TEA
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 maggio 2017
Pagine: 514 p., Brossura
  • EAN: 9788850246069

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura - Avventura storica

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Descrizione
«Smith non è solo cornice, il quadro che dipinge è pieno di tensioni, la trama prende alla gola e la lettura galoppa.» - Il Sole 24 Ore

Dopo secoli di pace laboriosa, trascorsi al ritmo del Nilo, l'Egitto sta per essere attraversato da un altro fiume, di sangue e di morte. Un fiume le cui sorgenti sono sia nel falso Faraone, il Pretendente Rosso, che minaccia l'unità del regno e la maestà del vero sovrano Mamose, sia in un'orda di popoli selvaggi che, con l'ausilio di misteriose creature veloci come il vento, saccheggia il Paese e si sta pericolosamente avvicinando a Tebe. Cinto d'assedio da nemici spietati e minato all'interno da oscuri intrighi, l'Egitto affiderà il suo destino a coloro che accoglieranno il richiamo "del dio del fiume", del grande Nilo.

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Recensioni dei clienti

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    Kerktesio

    23/09/2018 21:29:59

    Smith è senza dubbio il mio autore preferito, e non solo nel campo delle storie d'avventura, ma in generale. “Il dio del fiume” non fa eccezione alla regola. L'eunuco Taita è una delle miglior creazioni di Wilbur Smith, e la ricostruzione sulle rive del Nilo di millenni fa ritrovata nelle sue pagine è così viva e vivida che non si può rimanere indifferenti. Torno a questo libro ogni tanto e mi godo ogni lettura tanto quanto la prima. L'ho preso a Firenze alla libreria IBS, consigliatissimi sia il libro sia la libreria con la libraria simpatica (quella meno giovincella, diciamo)! :D

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    Antonella

    23/09/2018 20:42:41

    Ho letto questo libro quasi tutto d'un fiato, rinunciando pure a parecchie ore di sonno. Un libro straordinario come la civiltà in cui è ambientato ovvero quella egizia. La storia ruota attorno al mago, schiavo, mentore, medico e chi più ne ha più ne metta che risponde al nome di Taita. Trattasi di un uomo dalle virtù ed abilità sconfinate che lo porteranno a diventare uno degli uomini più potenti del suo tempo. Sullo sfondo, le lotte per il potere tra faraoni, le guerre di conquista, le invenzioni che cambieranno il volto dell'umanita. Avvincente è dire poco.

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    Federica

    22/09/2018 11:03:31

    Ho letto molti libri di Smith ma questo è in assoluto il mio preferito. Non si può non amare il personaggio di Taita e lasciare che vi conduca per mano nella società dell'antico Egitto. Dopo questo vorrete leggere tutto il ciclo egiziano

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    Alessandro

    28/08/2018 17:05:04

    Wilbur Smith è un abile scrittore e lo dimostra in questo libro, il migliore dei suoi romanzi sull’Antico Egitto. Nel corso della trama si avvicendano un gran numero di eventi, ben avvicendati e mai noiosi o ripetitivi. L’ambientazione quindi, oltre che ben costruita, si rivela molto varia, andando sulle sponde Nilo, nel deserto a est di quest’ultimo, nella savana e perfino sulle montagne dell’Etiopia. Solo alcune situazioni sembrano leggermente inverosimili. Le battaglie non sono niente male, sebbene contengano qualche motto di fantasia. I personaggi sono ben caratterizzati e intriganti. Ve ne sono molti che rimangono impressi: Tanus, Lostris, suo padre e molti altri. Ma Taita primeggia su tutti, rivelandosi un protagonista eccezionale, forse troppo eccezionale. È nobile, virtuoso e moderato, saggio, intelligente, competente ed esperto in qualsiasi campo, bellissimo d’aspetto, con una resistenza fisica non indifferente... non ha difetti in pratica. Anche se personalmente uno io glielo attribuirei: ha tradito, ha tradito il suo sovrano per i suoi amici, un crimine che non ammette perdono. Se lo avessi commentato anni fa, appena terminato, niente avrebbe potuto toglierli cinque stelle. Ora però tengo in considerazione anche un’altra questione: “Il dio del fiume” è da considerarsi come un romanzo storico, ma per quanto ben scritto è proprio a livello storico che si dimostra carente. L’autore è notoriamente un grande appassionato del continente africano, ma l’Antico Egitto a quanto pare non è propriamente il suo forte. La ricostruzione storica è caratterizzata da eventi ed elementi di fantasia, ideati dall’autore per puri fini narrativi. Sebbene gli vada riconosciuto il merito di mettere ben in evidenza la netta superiorità militare degli hyksos, basata non solo sui carri e i cavalli ma anche sui migliori archi da guerra. In altre parole sarebbe più giusto considerarlo un romanzo d’avventura ad ambientazione storica, piuttosto che un romanzo storico.

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    Alessandro

    28/08/2018 17:04:29

    Wilbur Smith è un abile scrittore e lo dimostra in questo libro, il migliore dei suoi romanzi sull’Antico Egitto. Nel corso della trama si avvicendano un gran numero di eventi, ben avvicendati e mai noiosi o ripetitivi. L’ambientazione quindi, oltre che ben costruita, si rivela molto varia, andando sulle sponde Nilo, nel deserto a est di quest’ultimo, nella savana e perfino sulle montagne dell’Etiopia. Solo alcune situazioni sembrano leggermente inverosimili. Le battaglie non sono niente male, sebbene contengano qualche motto di fantasia. I personaggi sono ben caratterizzati e intriganti. Ve ne sono molti che rimangono impressi: Tanus, Lostris, suo padre e molti altri. Ma Taita primeggia su tutti, rivelandosi un protagonista eccezionale, forse troppo eccezionale. È nobile, virtuoso e moderato, saggio, intelligente, competente ed esperto in qualsiasi campo, bellissimo d’aspetto, con una resistenza fisica non indifferente... non ha difetti in pratica. Anche se personalmente uno io glielo attribuirei: ha tradito, ha tradito il suo sovrano per i suoi amici, un crimine che non ammette perdono. Se lo avessi commentato anni fa, appena terminato, niente avrebbe potuto toglierli cinque stelle. Ora però tengo in considerazione anche un’altra questione: “Il dio del fiume” è da considerarsi come un romanzo storico, ma per quanto ben scritto è proprio a livello storico che si dimostra carente. L’autore è notoriamente un grande appassionato del continente africano, ma l’Antico Egitto a quanto pare non è propriamente il suo forte. La ricostruzione storica è caratterizzata da eventi ed elementi di fantasia, ideati dall’autore per puri fini narrativi. Sebbene gli vada riconosciuto il merito di mettere ben in evidenza la netta superiorità militare degli hyksos, basata non solo sui carri e i cavalli ma anche sui migliori archi da guerra. In altre parole sarebbe più giusto considerarlo un romanzo d’avventura ad ambientazione storica, piuttosto che un romanzo storico.

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    A.M.

    02/09/2016 18:09:23

    Disavventura durata 50 pagine. Tremendo!

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    And the Oscar goes to ....

    09/02/2016 11:58:24

    Trovo i libri di Wilburn Smith un po' tutti sempliciotti e scontati, ma al contempo un gradevole passatempo.

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    luca

    22/01/2015 09:06:44

    Stupendo!!! E' il primo libro che leggo di W.S. e devo dire che è un vero e proprio capolavoro, ti porta in tutto e per tutto nell'antico Egitto...descrizioni perfette e ben delineate...un libro che non ti stanca mai ma ti tiene incollato fino alla fine...è un peccato che finisca in appena 600 pag., sarei andato avanti per almeno altre 1000.

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    Guido

    02/04/2014 19:10:07

    Forse uno dei migliori di Smith! Questo libro è un continuo intrecciarsi di eventi che tengono il lettore attaccato al libro. Non posso non sperare in un secondo libro della saga ancora più bello!!!

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    Riccardo Banchi

    11/06/2013 13:44:05

    E' un ottimo ramanzo. Uno stile classico, che non toglie nulla ad una narrazione davvero avvincente. E' senza dubbio il migliore del "ciclo egiziano" ("Il settimo papiro" è ambientato al presente) e anche a distanza di anni restano vive le emozioni di quando leggevo quelle pagine. Lo consiglio davvero, Riccardo Banchi

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    Cristina

    20/10/2012 11:35:49

    Libro meraviglioso! Da anni era in libreria a casa e sentivo decantarne le lodi da parte dei miei genitori. Finalmente ho iniziato a leggerlo e dopo un impatto non molto convincente mi sono lasciata trascinare dallo schiavo Taita nelle loro avventure..! Lo stile descrittivo di W.S. è inconfondibile, quando si leggono le sue parole i paesaggi prendono vita davanti ai nostri occhi!! Riesce a farti affezionare ai suoi personaggi come pochi autori sanno fare, fino a farti commuovere... L'ho finito ieri sera, e già sento un po' la mancanza di quei posti esotici e dei loro abitanti... Lostris, Tanus e Taita hanno conquistato una piccola parte del mio cuore! Lo consiglio vivamente!

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    annalisa

    05/09/2012 13:40:07

    meraviglioso...un libro che ti entra nel sangue e rimane dentro di te. Indimenticabile insieme al successivo il settimo papiro...assolutamente da leggere

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    Giulia

    17/04/2012 11:16:12

    Bellissimo! Mi ha emozionata molto! Personaggi ben delineati, tanto che alla fine, quado arrivi all'ultima pagina, ti sembra di aver lasciato dei buoni amici! Consigliatissimo!

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    *Sir Psycho Sexy*

    08/01/2010 20:47:49

    davvero un buon libro...se la storia è un pò pesante o tralasciata in alcuni punti, i personaggi sono caratterizzati come in pochi altri libri che ho letto...di sicuro leggerò altro di Smith...

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    Laron

    21/04/2008 19:07:18

    Il piu' bel libro che ha scritto,avvincente, esotico,e mai noioso. Unico!

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    Cinzia

    19/04/2008 17:38:10

    …davvero un libro fantastico e magico. E’ il secondo suo libro che leggo e mi è piaciuto ancora di più del primo! ….fantastico. Stupendo il personaggio di Taita, anche se è un peccato chiamarlo schiavo! Bravissimo scrittore!

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    Priar#1

    03/12/2007 22:09:10

    E' il primo libro di W.S. che leggo. Prestato da un'amica è stata una piacevole sorpresa. Suggestive le ambientazioni con grossa capacità evocativa di profumi, comportamenti, paesaggi. Trama scontata con personaggi forse troppo stereotipati. L'eroe senza macchia, la principessa innamorata, il cattivo di turno con il vice invincibile. Taita doveva solo inventare i pannelli ad energia solare e le sospensioni attive dei carri oltre all'abs ed avrebbe completato una figura non proprio credibile. Un misto tra romanzo epico con un finale aperto ed un'opera divulgativa.

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    maria

    01/11/2007 15:14:47

    Sono due mesi che sono stata rapita dai romanzi egizi di wilbur smith...li ho quasi letti tutti in poco tempo e posso dire semplicemente che sono fantastici. Il narratore in prima persona ne "Il dio fiume" riesce a prenderti per mano e condurti insieme a lui lungo tutti i percorsi che affronta...una full immersion nella società egizia, con alcune note anche storiche, che ritengo molto interessanti...il resto, poi, è tutto da scoprire :-) Ottimo libro, quindi lo voto 5!

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    argo

    27/08/2007 20:23:20

    Bello. Sarà perchè a me piacciono i libri in cui scorre l'azione piuttosto che il pensiero, inteso come eccessivo cerebralismo. Sarà perchè lo stile é fluido e i periodi quasi sempre della lunghezza giusta. Sarà perchè i personaggi sono tratteggiati talmente bene che ci si entra subito in sintonia. E'vero, Taita é autoreferenziale al limite del parossismo, Tanus un po' troppo eroe puro e senza macchia, Lostris... come dire?? un po' leggera da adolescente, seriosa da grande. Ma sono comunque personaggi forti, che lasciano un segno e non si scordano, e noi li amiamo con i loro pregi e i loro difetti. Consigliato a chi ama l'avventura e la buona scrittura (e non si spaventa di fronte a tomi di oltre 600 pagine).

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    apofis

    27/08/2007 13:52:10

    buono in ogni suo apetto. le desrcizioni sono particolareggiate e la storia risulta alquanto avvincente. davvero originale inoltre questo racconto in prima persona.

Vedi tutte le 83 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Il fiume si snodava lento nel deserto, luminoso come una colata di metallo fuso appena sgorgato dalla fonderia. Il cielo era velato dalla foschia e il sole batteva con la violenza del maglio d'un ramaio. Nel miraggio, le colline spoglie che fiancheggiavano il Nilo parevano tremare sotto i colpi. La nostra barca procedeva veloce accanto ai papiri, abbastanza vicina perché giungesse fino a noi lo scricchiolio dei secchi pieni di acqua degli altaleni, dai lunghi bracci controbilanciati, che irrigavano i campi. Quel suono si fondeva con il canto della ragazza seduta a prua. Lostris aveva quattordici anni. Il Nilo aveva iniziato l'ultima inondazione lo stesso giorno in cui era fiorita per la prima volta la sua luna rossa di donna, una coincidenza che i sacerdoti di Hapi avevano considerato molto propizia. Lostris era il nome da adulta che avevano scelto per sostituire il nome abbandonato da bambina, e significava: «Figlia delle acque». La ricordo nitidamente, quel giorno. Sarebbe diventata ancor più bella con il trascorrere degli anni, sarebbe diventata più posata e regale, ma quello splendore di femminilità virginea non si sarebbe più irradiato da lei in modo così travolgente. Tutti gli uomini che erano a bordo, persino i guerrieri sulle panche dei rematori, ne erano consapevoli. Né io né loro riuscivamo a distogliere lo sguardo da lei. Lostris infondeva in me un senso d'inadeguatezza e, nel contempo, mi suscitava un desiderio profondo e sconvolgente perché, sebbene io sia eunuco, sono stato castrato soltanto dopo aver conosciuto la gioia del corpo di una donna.