Dio & dollaro. La Gran Bretagna, l'America e le origini del mondo moderno

W. Russell Mead

Traduttore: T. Zarmanian
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 30 aprile 2009
Pagine: 560 p., Rilegato
  • EAN: 9788811740940
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Descrizione

Fin dall'epoca di Oliver Cromwell, inglesi e americani sono stati convinti che i loro nemici fossero anche nemici di Dio e della libertà, popoli senza morale e dunque pronti a qualunque bassezza pur di sconfiggerli. Dalla Spagna cattolica al Re Sole, dai nazisti ai comunisti, fino ad al Qaeda, inglesi e americani hanno molto combattuto, perdendo forse alcune battaglie, ma vincendo tutte le guerre. "Dio & dollaro" racconta la nascita e lo sviluppo del mondo moderno, l'affermazione su scala globale del sistema politico ed economico nato con l'impero britannico, e poi sviluppato dagli Stati Uniti. Suoi motori sono stati senz'altro il progresso tecnologico, lo sviluppo finanziario e le strategie militari. Tuttavia, sostiene Walter Russell Mead, l'elemento chiave è stato un altro: l'ideologia individualista, frutto della visione religiosa degli angloamericani. "Dio & dollaro" illustra il rapporto profondo tra questa concezione del mondo e l'esplosione del capitalismo, che ha portato alla prosperità di Gran Bretagna e USA. Proprio da questi presupposti si è sviluppato il sistema liberale e democratico che si è imposto pressoché ovunque. Per comprendere la modernità e la sua crisi è dunque necessario intrecciare storia e letteratura, filosofia e religione.

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    Riccardo

    16/06/2009 10:42:07

    Libro da leggere. Oltre cinquecento pagine che rivelano come i WASP vedano il mondo e soprattutto 'gli altri', cioè i non anglosassoni. E' un vero peccato che libri di tal genere non vengano pubblicizzati e diffusi in maniera capillare. L'autore si dice inizialmente imbarazzato nell'ammettere la 'superiorità' politica, militare e soprattutto religiosa del mondo anglosassone, ma l'intero volume è una celebrazione del capitalismo anglosassone fatta senza un minimo di sensata autocritica. Apprendiamo nel capitolo IV, intitolato 'I protocolli dei savi di Greenwich' come esista da secoli un piano anglosassone di dominio del mondo. L'autore preso dalla smania di celebrare il capitalismo, dimostra (a modo suo) come un inventore americano sia superiore ad un inventore birmano. Il primo girerà il mondo pieno di soldi e andando in vacanza in Europa si troverà circondato di ammiratori. Se poi è una donna troverà in Italia nobili di dubbia ascendenza che faranno di tutto per assicurarsi la dote della signora in questione (sic!). Il birmano invece continuerà la sua vita senza grandi cambiamenti e verrà presto dimenticato. Non viene in mente all'autore che probabilmente l'asiatico vivrà una vita più tranquilla e meno ansimante del suo collega americano. Se l'autore fosse un anonimo qualsiasi, il libro sarebbe stato sicuramente meno interessante, ma essendo invece l'autore un pezzo grosso della politica estera americana, il volume acquista un non so che di inquietante. E' d'obbligo la lettura di un'opera di questo tipo per capire quali rischi corra il mondo nelle mani di gente del genere.

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