Dio non ama i bambini

Laura Pariani

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Pagine: 305 p., Rilegato
  • EAN: 9788806187606
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Recensioni dei clienti

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    Alberto Moreni

    28/09/2017 13:45:51

    Libro di straordinaria intensità e potenza narrativa. Anche per evitare equivoci legati al titolo, rinvio a quanto scriveva il 27 maggio 2007 Fulvio Panzeri sul quotidiano cattolico "Avvenire": "Laura Pariani è una scrittrice vera, ma soprattutto fedele alla tradizione della sua scrittura, con il suo impasto linguistico che unisce dialettalismi lombardi, lingua italiana, ricorso allo spagnolo, visto che l'Argentina è considerata da lei una sorta di luogo parallelo alla sua Lombardia ancestrale e perduta in un tempo di fatica, dolori e disperazioni. Quando questi due luoghi o queste patrie dell'anima riescono a trovare una sorta di mimetismo, tale da renderle un luogo unico, vissuto realmente nel corpo della scrittrice, i suoi romanzi funzionano come una macchina narrativa perfetta [...]. Succede anche in questo suo ultimo romanzo Dio non ama i bambini, che è tra le sue opere migliori […] un romanzo corale densissimo e assai contemporaneo, pur essendo ambientato nei primi anni del Novecento [...]. È un romanzo che ha come sfondo gli anni duri dell'emigrazione degli italiani in Sudamerica, in una Buenos Aires [...] nei cui conventillos convivono italiani, polacchi e altra gente di varie etnie, in condizioni di vita assolutamente miserevole [...] un'infanzia che vive nella strada e che qui vibra tra tenerezza e orrore, in una dimensione che riporta al perché delle radici del male e che s'interroga sull'abbandono di un Dio che permette l'ingiustizia e la miseria. [...] Il centro narrativo è uno dei temi forti della narrativa della Pariani, quello del rapporto tra l'infanzia e la morte, tema ancora tabù e difficilissimo da affrontare, che in letteratura ha trovato solo nelle parole della Pariani quelle giuste per non cadere nel patetismo di maniera. La Pariani sente la verità dei bambini: è questa la sua forza […]. Bambini feriti, uccisi, crudelmente bruciati [...] rappresentano il cuore nero di questa storia lontana nel tempo, che mette in scena fantasmi contemporanei"

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    gabriella

    10/09/2009 15:08:52

    L'ho letto quasi per caso. Mi ha subito affascinata. Un libro aspro, che ti colpisce dritto allo stomaco...che ti fa riflettere anche sui problemi attuali legati all'immigrazione, che dovrebbero leggere certi nostri politici con la memoria corta...

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    Antonio

    05/03/2009 16:43:51

    E' un romanzo che non saprei definire, perchè non è un giallo, non è un trattato sociologico nè tantomeno di pedagogia. Occorre meditare sulla situazione in cui vivevano gli Italiani in Argentina, rispetto alla quale quella dei nostri extracomunitari è una vacanza premio in un villaggio-vacanze. Non vorrei svelare la trama ai lettori che vorrebbero leggerlo, però concentrare le colpe di tutti i mali praticamente su un'unica persona non contribuisce a rendere interessante la storia che dalla metà in avanti diventa un po' ripetitiva.

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    red

    06/12/2008 11:45:08

    Mi capita davvero raramente di non riuscire a finire di leggere un libro come in questo caso (abbandonato a metà senza nessun senso di colpa). Ma, altrettanto raramente, mi è capitato di trovare un libro così sgradevole. A parte il lessico italo-spagnolo-albori primo novecento che sarebbe stato accettabile per qualche per qualche fugace inserimento ma che è di un greve terribile per tutta la lettura del romanzo (questo periodare viene stupendamente bene solo a Dario Fo Vd. Johann Padan alla discoverta delle Americhe per es. e l'autrice non è¨ un premio Nobel), resta da capire la motivazione per cui indugi su descrizioni splatter come lo sventramento di una cagna incinta da parte di un bambino. Francamente orribile. Non compratelo, vi regalo il mio.

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    Donatella

    10/07/2008 08:43:22

    Bellissimo spaccato di vita dei nostri emigranti in Argentina. Non cade mai nel patetico eppure parla di situazioni tragiche. Consigliato.

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    ant

    10/05/2008 16:23:02

    Un pugno nello stomaco la descrizione della vita dei nostri emigranti in Argentina, tipo i rom lunga la massicciata della ferrovia a Milano. La storia secondo me si dipana lentamente, il corpo del libro è l'indigenza spaventosa degli emigranti italiani

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    luca picco

    19/03/2008 17:58:03

    Ridicolo leggere recensioni negative su questo libro.Ogni scrittore ha i propri luoghi.Immaginari o fisici che siano.Questo libro vale mille libri,la scrittura è così ricca da essere graffiati nel proprio io ad ogni pagina.Non è un giallo,ma un romanzo storico.Bello!

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    Francesca B.

    31/01/2008 03:42:29

    A un certo punto, non si sa perché, questa scrittrice si è gettata sull'Argentina, della quale, a mio avviso, non sa niente e non capisce niente. Mi provoca una specie di incredula fascinazione, ed evidentemente fa lo stesso effetto sugli editori.

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    francesca

    31/10/2007 18:24:09

    un ponte tra i conventillos argentini e la miseria degli immigrati..tra l'innocenza e la disperazione. a partire da una storia vera il mondo visto dalla parte degli adulti (che in fondo, non riescono a capire) e i bambini pronti a risolvere un intricato mistero fatto di violenza.un libro bellissimo, costruito soprattutto intorno alla musica di lingue e dialetti che si incrociano.da leggere!

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    Gianni

    11/07/2007 10:38:53

    Spiace non vedere recensioni per questo nuovo libro della Pariani. Libro scomodo e terribile dove l'"intruso" siamo noi in epoca/luogo temporale diverso, il tutto raccontato con una coralità che tocca nel profondo lasciando poco spazio a un certo tipo di commercializzazione corrente.

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