Diritti per forza - Gustavo Zagrebelsky - copertina

Diritti per forza

Gustavo Zagrebelsky

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Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 21 marzo 2017
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788806234522
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Furono prima gli Dèi e poi i Sovrani a imporre agli uomini i loro doveri. Poi venne l'età dei diritti, che ce ne liberò. Oggi è di nuovo tempo di doveri. Ma doveri reciproci, fra uguali. Per noi stessi, per il nostro futuro.

La domanda alla quale queste pagine abbozzano una risposta è nella alternativa seguente. La causa di questo mondo detestabile è da cercare presso presunti nemici dichiarati dei diritti, che del resto sarebbero difficili da individuare, e quindi in un dato esteriore ai diritti, cioè nella loro attuazione difettosa, onde il rimedio debba cercarsi nel loro potenziamento? Oppure, la causa è diversa ed è intrinseca alla concezione stessa dei diritti, in un mondo come l'attuale, che si rivela sempre piú ingiusto e violento e sempre piú piccolo, non nel senso di complicato ma nel senso etimologico di totalità dove ogni parte sta in rapporto di interdipendenza con ogni altra parte? Questo nostro mondo è tenuto insieme da forze attrattive centripete potenti. Paradossalmente, la rivendicazione di diritti, invece che promuovere diversità e diversificazione, rischia di spingere all'uniformità e all'omologazione.
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    Elena

    08/11/2019 09:28:05

    I diritti sono sempre più invocati a gran voce, ma da chi? Chi ne ha più bisogno? Chi li grida o chi, in silenzio, se li vede calpestati? Ottima riflessione, densa di riferimenti, che apre gli occhi su molti aspetti relativi all'ambiguità di questo mondo.

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    Cinzia Cavallo

    14/06/2017 10:01:44

    L’età dei diritti, immaginata come un percorso di coscienza e di umanità, mostra invece il suo lato oscuro di realtà che fa “scempio di vite, di cultura, di dignità”. G. Zagrebelsky inizia qui la sua ricerca per individuare il punto di rottura in cui, dopo un percorso di acquisizioni folgoranti, il concetto di diritto abbia subito un’involuzione tale da ritornare ad essere una bandiera per i potenti. Già N. Bobbio in fine vita ragionava di un arretramento nei diritti, luogo di libertà e di un avanzare dei doveri come carico di sudditanza per i più deboli. G. Zagrebelsky s’addentra nella natura dei diritti, mostrandone la sostanziale ambiguità. Come Giano bifronte possono volgersi sia verso i potenti insofferenti delle costrizioni sociali e in cerca di libertà d’impresa, sia verso la classe dei sottoposti debole ed indifesa che chiede d’essere liberata dal proprio stato servile. Così accade che, mentre il diritto giuridico afferma la pretesa di volontà e la garanzia fornita dall’autorità al diritto personale, quello soggettivo rispetta la volontà universale dell’uomo astratto che persegue la realizzazione di sé stesso come umanità. Nella personale ricerca di felicità, se prima esisteva la possibilità di occupare spazi vuoti per mettersi alla prova della vita, in un mondo globalizzato e chiuso sono scomparsi gli spazi aperti da occupare. Da qui l’odio contro popoli di migranti in fuga da condizioni di vita intollerabili e per questo ridotti a massa senza approdo per la quale i diritti sono sospesi. Tra diritti e stili di vita giustificati con la violenza scompare qualsiasi garanzia per le generazioni future. Se una politica meschina continua a dissipare beni pubblici, diventa perentorio difendere i beni comuni a vantaggio di tutti. Zagrebelsky ammonisce che i diritti dei senza diritti possano essere sottratti all’arbitrio dei potenti con una lotta vigile e costante condotta in alleanza con le forze sociali e con il sostegno di dinamiche economiche e culturali.

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    angelo

    22/04/2017 17:26:23

    Ingredienti: il rapporto conflittuale tra diritti e doveri, la ricerca delle radici di felicità e dignità, il delicato equilibrio tra spazi pieni e vuoti in politica e società, lo scontro tra le speranze degli ultimi e le certezze dei potenti. Consigliato: a chi vive sulla propria pelle dubbi e inquietudini del presente, a chi crede che solo i propri diritti non abbiano confini.

Indice

Prologo

I. L'età dei diritti e la sua contraddizione

II. La resa

III. Dalla parte di chi?

IV. Ambiguità dei diritti

V. La signoria delle volontà

VI. Il sommo diritto: la felicità

VII. Spazi vuoti e spazi pieni

VIII. La lezione di Pasqua

IX. Felicità e infelicità

X. Trinità mondana

XI. La fama

XII. Ingordigia

XIII. Diritti violenti

XIV. Diritti innocenti?

XV. Stili di vita

XVI. Senza «diritto di avere diritti»

XVII. Dai diritti ai doveri

XVIII. Il «primato»

XIX. Dopo la seconda guerra mondiale

XX. Dopo la rivoluzione informatica

XXI. Debiti e crediti intergenerazionali

XXII. Impasse

XXIII. Incubazione

XXIV. Beni comuni

XXV. Exit

  • Gustavo Zagrebelsky Cover

    Gustavo Zagrebelsky, già presidente della Corte costituzionale, è professore emerito dell’Università di Torino; insegna anche all'Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. Èmembro dell'Accademia delle Scienze di Torino e dell'Accademia nazionale dei Lincei. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Principi e voti (Einaudi 2005); Imparare democrazia (Einaudi 2007); La legge e la sua giustizia (Il Mulino 2009); La leggenda del Grande Inquisitore (a cura di G. Caramore, Morcelliana 2009); Intorno alla legge. Il diritto come dimensione del vivere comune (Einaudi 2009); Il grande inquisitore. Il segreto del potere (Editoriale Scientifica 2009); Sulla lingua del tempo presente (Einaudi 2010); L’esercizio della democrazia (con... Approfondisci
Note legali