Il diritto di contare (DVD)

Hidden Figures

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Titolo originale: Hidden Figures
Paese: Stati Uniti
Anno: 2017
Supporto: DVD

nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Drammatico

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La vera storia di tre scienziate afro-americane che hanno rivoluzionato gli studi alla NASA

«Una storia vera perduta come tante, dimenticata anche negli Stati Uniti, perché racconta di donne nere e del loro genio e apporto essenziale in un mondo di massima virilità come la Nasa ai tempi dei primi voli spaziali»La Repubblica

Il diritto di contare è l'incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afro-americane che – alla NASA – lavorarono a una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell'astronauta John Glenn, un obiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa allo Spazio, galvanizzando il mondo intero. Le tre pioniere – superando ogni forma di barriera – sono state un modello d'ispirazione per generazioni.
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    Gianni

    09/11/2020 19:57:52

    Libro e film deludenti, spinto più dalla propaganda antirazzista che dalla qualità della pellicola. Hollywood sdogana ancora un nuovo film sulle tematiche sociali e razziali in un periodo storico in cui sembra rispondere polemicamente all’elezione di Donald Trump ed agli elettori americani, che avevano richiamato l’attenzione su altre tematiche come il lavoro, l’economia e la lotta all’immigrazione clandestina.

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    Max79

    24/06/2020 05:57:28

    Gran bella storia, tema importante e ben rappresentato. Da vedere.

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    demetrio

    17/05/2020 20:32:20

    nella miriade di film antirazzismo, questo spicca. Lo consiglio

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    Matteo

    17/05/2020 19:06:30

    Film tratto da una storia vera. Dovrebbero vederlo tutti. Quando c'è la bravura e la passione nulla ti può fermare, nemmeno l'ottusità di certa gente. Questo è il messaggio. Film intenso e interpretazione magistrale delle protagoniste

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    paolo

    17/05/2020 13:05:21

    Uno di quei film praticamente senza difetti, che non può non piacere. Una storia vera, rimasta nascosta come il titolo originale Hidden figures. Una sceneggiatura senza una sbavatura e anche con diversi momenti divertenti. Una regia solida e precisa. Tre interpreti femminili che sembrano nate apposta per i ruoli delle tre amiche geniette, che "sgomitando in punta di piedi" sono riuscite a dimostrare e farsi riconoscere il proprio insostituibile valore.

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    sofia

    16/05/2020 19:04:33

    Un po’ di ossigeno per rigenerare mente e cuore! Tratto da una storia vera, è un film con tante sorprese, dai toni pacati nonostante le grida di sfondo delle lotte per l’uguaglianza tra neri e bianchi in un’America nel pieno degli anni ruggenti della corsa allo spazio. Dorothy Vaughan, Katherine G. Johnson e Mary Jackson: tre donne di colore particolarmente intelligenti e straordinariamente ordinarie che hanno contribuito al successo della NASA. Le loro vite si dividono tra famiglia, lavoro, sofferta accettazione delle “regole dell’apartheid” e ambizione di riscatto sociale e lavorativo, senza perdere di vista il rispetto per gli altri. Le tre protagoniste, ciascuna nel proprio ambito di lavoro al Langley Memorial Aeronautical Laboratory della NASA ad Hampton, Virginia, ci riservano colpi di scena inaspettati. Un film che consiglio alle giovani generazioni, da vedere tutto d’un fiato senza perdere nemmeno una battuta!

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    Maria

    14/05/2020 14:27:41

    Bellissimo film, basato sulla storia vera di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson tre matematiche della nasa. Riesce a raccontare le loro storie senza mai diventare noioso o prolisso

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    paolo

    13/05/2020 19:03:11

    Partiamo dal commentare il titolo del libro: geniale. Sì perché non solo il libro si basa sulla vita di alcune ragazze di colore in un periodo dove esserlo era molto difficile, ma l'autrice mette in campo tutta la sua fantasia e fa un strepitoso gioco di parole mettendo in luce il problema del razzismo nella storia. Parlando del tipo di scrittura mi piace anche se a volte potrebbe sembrar strano, la trama approfondisce alcune tematiche sintetizzate nel film e se quest' ultimo ti è piaciuto consiglio la lettura di questo romanzo.

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    marcos

    13/05/2020 17:19:48

    Come tanti altri film, questo bel film si colloca nelle collane contro il razzismo, ce ne sono veramente tanti di film dove i registri han espresso opinioni verso questa cattiva abitudine dell'essere umano, e da qui parte il titolo che però nasconde un doppio senso perchè le protagoniste oltre a voler aver riconosciuti i propri diritti sono delle matematiche, e molto in gamba, difatti le 3 donne di colore sono assunte alla N.a.s.a per fare calcoli per i lanci spaziali. Il film tratto da una storia vera. Molto ben curato in tutti gli aspetti (trama,caratterizzazione dei protagonisti,colonna sonora) tanto che sono certo che piacerà a chiunque voglia guardarlo, infatti è uno dei film che consigliavo al tempo. Mi raccomando di non perdervelo

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    cp

    12/05/2020 08:13:38

    Un storia vera narrata con maestria. Di rilievo anche l'interpretazione delle attrici protagoniste e di Kevin Costner. Una fetta di storia americana sull'emancipazione femminile.

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    Giancarlo locarno

    20/10/2019 20:49:50

    Il film, molto bello basato su una storia vera, racconta il lavoro di Katherine Johnson, matematica di talento insieme alle sue colleghe Dorothy Vaughan, supervisore non ufficiale, e l'aspirante ingegnere Mary Jackson, tutte afroamericane che lavorano alla NASA all’inizio degli anni 60, quando si cercava di mandare in orbita il primo astronauta americano: John Glenn. I film mostra la difficoltà di aver riconosciuti i propri meriti e talenti delle persone di colore in una società razzista come era quella americana degli anni 60, viene affrontato questo problema anche con una certa ironia e con una certa grazia. Un film che vale la pena di essere visto.

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    Silvia

    25/09/2019 17:51:16

    Film avvincente ed emozionante. Trasmette a pieno le difficoltà del periodo storico e il coraggio delle tre protagoniste. Molto bello!

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    L,

    25/09/2019 16:20:25

    Film da vedere assolutamente,merita.

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    Fabrizio

    25/09/2019 13:53:06

    Un film meraviglioso, una storia tutta al femminile che narra "l'avventura" di tre amiche di colore negli USA degli anni '60, che solo grazie alla loro sconfinata determinazione ed all'amicizia che le lega riescono a sopravvivere, arrivando ad avere un ruolo di primo piano all'interno dell'agenzia spaziale Americana (la NASA); luogo perfetto per fare da quinta ad un racconto ambientato in un periodo di segregazione razziale, umiliazioni e rivalse in un mondo maschilista

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    Gianni

    25/09/2019 08:03:24

    Che dire? Una grande storia vera, sceneggiata da un ottimo libro, ben diretta ed interpretata. Una narrazione cinematografica ragionevolmente ben equilibrata tra correttezza scientifica e vita quotidiana. Quasi mai il rischio di un aura epica. Insomma un gran bel film

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    Ilaria

    25/09/2019 07:49:18

    Da guardare senza meno! Da tenere in casa per riflettere con i figli su temi quali uguaglianza, diritti, libertà, impegno. Basato su una storia vera.

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    ANNARELLA ROCCO

    23/09/2019 11:18:56

    Film avvincente che ti tiene incollato allo schermo fino all’ultimo, una storia bellissima, ricca di sentimento e positività. E’ la vicenda di tre ragazze nere, che all’inizio sono poco considerate e relegate ai margini della Nasa a causa del colore della loro pelle, ma che, grazie alla loro straordinaria intelligenza e talento fuori dal comune, vedranno alla fine riconosciuto il loro merito e valore, grazie al quale contribuiranno in maniera decisiva alla buona riuscita di un importante lancio spaziale americano.

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    Emma

    22/09/2019 21:54:21

    Film ottimo che porta alla luce la storia di tre donne, tre scienziate che hanno dovuto lottare per emanciparsi in un mondo maschilista. Da far vedere e diffondere il più possibile.

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    fabio

    22/09/2019 07:31:15

    Un gran bel film, interessante e coinvolgente dall'inizio alla fine, interpretato alla grande e diretto bene, capace di instillare nello spettatore corpose dosi di emozioni, tutte varie e importanti, regalandogli due ore di intrattenimento storico, didattico e riflessivo.

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    Marilu

    20/09/2019 17:15:30

    Una bella storia vera...sicuramente romanzata, ma trasmette comunque l'idea di quel periodo storico, con le difficoltà connesse alla situazione. Attori superlativi.

Vedi tutte le 47 recensioni cliente

Una parabola di emancipazione femminile che sfoglia una pagina sconosciuta della NASA

Trama
Nella Virginia segregazionista degli anni Sessanta, la legge non permette ai neri di vivere insieme ai bianchi. Uffici, toilette, mense, sale d'attesa, bus sono rigorosamente separati. Da una parte ci sono i bianchi, dall'altra ci sono i neri. La NASA, a Langley, non fa eccezione. I neri hanno i loro bagni, relegati in un'aerea dell'edificio lontano da tutto, bevono il loro caffè, sono considerati una forza lavoro flessibile di cui disporre a piacimento e sono disprezzati più o meno sottilmente. Reclutate dalla prestigiosa istituzione, Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson sono la brillante variabile che permette alla NASA di inviare un uomo in orbita e poi sulla Luna. Matematica, supervisore (senza esserlo ufficialmente) di un team di "calcolatrici" afroamericane e aspirante ingegnere, si battono contro le discriminazioni (sono donne e sono nere), imponendosi poco a poco sull'arroganza di colleghi e superiori. Confinate nell'ala ovest dell'edificio, finiscono per abbattere le barriere razziali con grazia e competenza.

Matemattici nell'ombra

“Mi sento un matematico” dichiara il protagonista del film. Si dirà che non è una novità, oramai di film sui matematici se ne sono realizzati tanti e alcuni nomi di matematici sono diventati noti agli spettatori di cinema. Però chi formula quella frase è una donna. E questa è una bella novità, perché - se non si considera quel polpettone di Agorà realizzato qualche anno fa sulla incredibile storia della matematica greca Ipazia, impersonata da Rachel Weisz - di donne matematici al cinema se ne sono viste pochissime, e in ruolo marginali o inesistenti, come in The Imitation Game. Senza voler sollevare la questione che sino al ventesimo secolo le matematiche importanti si contavano sulle dita di una mano. Il nesso tra personalità femminile e pensiero astratto: non ho mai creduto a queste differenze di genere e gli ultimi cento anni hanno dimostrato che ci sono tante matematiche donne di eccezionale livello. Dunque, “mi sento un matematico” lo dice  la protagonista donna matematico in un film candidato all’Oscar come miglior film, Octavia Spencer per attrice non protagonista.

Dunque una donna matematico, nera. E questa sì che è una grande novità al cinema. Se poi la storia si svolge negli USA dell’inizio della corsa spaziale - siamo tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta -, ecco allora che la novità emerge in tutta la sua importanza. Una storia sconosciuta, ma non per questo meno esemplare e importante, con il film che è uscito in coincidenza in Italia con quella festa della donna del tutto ingiustamente  criticata (anche su Alfabeta2). Ma non vorrei divagare.

Scopriamo così che i matematici donne nere USA in quegli anni non erano solo tre, come le protagoniste del film Hidden Figures ("Persone nell’ombra", tradotto in italiano Diritto di contare con un banale gioco di parole. Tanto i matematici che fanno? Calcolano numeri!). In realtà erano decine e decine, donne e uomini, che lavoravano alla NASA. Negli anni Settanta gli ingegneri neri negli Stati Uniti erano il 1%, solo nel 1984 saliranno al 2%. Ma nel 1984 alla NASA gli ingegneri neri erano lo 8,4%. Lo scrive in Hidden Figures (Harper Collins Publishers, Londra, 2016) Margot Lee Shetterly, anche lei donna nera, figlia di ingegneri neri che lavoravano alla NASA, al National Aeronautics and Space Administration’s Langley Research Center a Hampton, nello stato della Virginia. La Shetterly quando era bambina pensava che la grande maggioranza dei neri americani, uomini e donne, si occupassero di scienza, di matematica, di ingegneria. La Shetterly voleva raccontare quella storia e lo avrebbe fatto anche se la storia fosse cominciata con le prime cinque donne nere che andarono a lavorare al centro di ricerca a Langley, in uno stato, la Virginia, segregazionista, nel maggio del 1943. “Posso citare i nomi di almeno 50 donne nere che hanno lavorato come computers (a fare calcoli a mano), matematici, ingegneri a Langley dal 1943 al 1980, e cercando meglio almeno altri 20 nomi si potrebbero aggiungere.”

L’autrice del libro è del tutto sensibile alla dissonanza cognitiva evocata dalla frase “black female mathematicians at NASA”. Ha incontrato di persona la favolosa Katherine Johnson (nel film Taraji P. Henson), colei che ha controllato la traiettoria di rientro dallo spazio per l’astronauta John Glenn, una delle protagoniste del film. Le altre due sono Dorothy Vaughan (Octavia Spencer), Mary Jackson (Janelle Monae). Alla NASA devono essere fischiate le orecchie quando hanno saputo del libro, e poi del film, con un titolo che suona “Chi ha fatto dimenticare queste persone?”, e nel sito ufficiale c'è una pagina in cui si afferma che negli anni questa storia è sempre stata ricordata. Certo, un libro ed un film di successo hanno una eco molto maggiore. E probabilmente allora la NASA non voleva troppi problemi.

Nel sito della IBM ci sono pagine dedicate al famoso IBM Data Processing System 7090, il cui primo esemplare viene installato nel 1959. Chi è stato allora studente universitario di matematica ricorda bene i primi corsi di Fortran per programmare quegli enormi bestioni con pile di schede perforate che non facevano altro che incastrarsi. Il grande computer è uno dei personaggi centrali del film. È una delle tre ragazze nere ad avere l’idea di imparare il Fortran, il linguaggio di programmazione, e di insegnarlo alle altre decine di ragazze per essere pronte per l’arrivo del grande computer.

Il primo Sputnik viene lanciato dai Sovietici il 4 ottobre 1957, Jurij Gagarin è il primo uomo a volare nello spazio il 12 aprile 1961. Gli USA erano alla rincorsa per cercare di riprendere il ritardo, che aveva ovvie implicazioni militari. La crisi dei missili di Cuba, dopo l’invasione tentata nell’aprile 1961 e i missili nucleari a Cuba, inizia il 15 ottobre 1962. Allora la guerra nucleare sembrava possible, e chissà che non torni di attualità, considerando i geni che ci governano oggi. La risposta USA è il progetto spaziale Mercury, il primo programma USA (attivo tra il 1958 e il 1963) a prevedere missioni spaziali con equipaggio.

La storia incredibile delle tre matematiche nere si inserisce in una storia altrettanto incredibile. Le tre ragazze non sono eguali. Katherine è la più geniale matematica delle tre. All’inizio del film, ancora bambina, declama i numeri interi positivi segnalando i numeri primi (molto fotogenici al cinema e in letteratura). Poi le figure geometriche, i solidi platonici. E risolve il sistema di due equazioni algebriche di secondo grado moltiplicate tra loro. È lei la teorica, quella che si “sente un matematico”.

Interessante che la parola mathematics della versione inglese viene quasi sempre tradotta in italiano con calcoli. La frase inglese due to math (grazie alla matematica, è tradotto 2 + 2 = 4). Comunque la matematica che compare nel film è accurata e non banale, tipo le formule di Frenet, formule che consentono con tecniche differenziali di studiare la geometria delle curve, le loro proprietà qualitative. Ed è Katherine che deve eseguire i calcoli, pur dovendo bere da una macchina da caffè diversa dagli altri che lavorano con lei e avendo il bagno in un altro edificio, a quasi un chilometro di distanza. Un matematico bianco, appena la vede, afferma che lui non ha mai lavorato con una donna nera.

I calcolatori in quegli anni non ci sono, bisogna calcolare a mano le orbite: in particolare, calcolare i parametri per mettere in orbita la capsula Mercury in modo che prenda una orbita ellittica intorno alla terra. Bisogna calcolare a mano la trasformazione dall’orbita ellittica intorno alla terra a una parabolica discendente sulla terra che abbia una giusta inclinazione in modo che la capsula arrivi nell’oceano dove saranno presenti le navi per il recupero (pena l’affondamento). Quando arriva, il grande IBM non è ancora utilizzabile per fare questo calcolo e Katherine ha l’idea di utilizzare il metodo di Eulero, grande matematico tedesco del Ottocento. Permette di trattare equazioni differenziali di cui non si conoscono le soluzioni in modo numerico, approssimato, e ad oggi è alla base di alcuni dei metodi più usati in matematica applicata, con opportuni aggiustamenti.

Il film è una commedia, brillante a volte, con pochissima tensione, non ci sono veri cattivi, la tensione razziale è molto sullo sfondo. È stato scelto il tono brillante e le tre matematiche sono spiritose, pieni di battute, piace loro essere corteggiate. Insomma una vera rivoluzione al cinema, ma non solo. Un film del genere colpirà molto le nuove generazioni alle prese con Trump, si spera. Era l’anno del cinema nero. È giusto abbia vinto Moonlight (e non La La Land che è stato anche beffato agli Oscar!), ma anche questa commedia era candidata. Era giusto.

Un'ultima cosa: un nero matematico USA Rudy Jr. Horne, University of Boulder, Colorado, ha fatto da consulente per il film, insegnando anche a Katherine a ricordare le formule da scrivere nell’ordine giusto.

Recensione di Michele Emmer

Leggi la recensione completa su Alfabeta2.it

  • Produzione: 20th Century Fox Home Entertainment, 2017
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
  • Durata: 127 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Inglese
Note legali