Curatore: A. Riccardi
Editore: Robin
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 28 marzo 2013
Pagine: 123 p., Brossura
  • EAN: 9788867401482
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Recensioni dei clienti

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    otty

    20/05/2013 16:24:01

    Bella storia. Già dalle prime righe appassiona. Per quanto riguarda la scrittura, come nel precedente libro di Rinaldi, ho come l'impressione che il testo non parta dal suo cuore o dal proprio stato d'animo ma il tutto venga costruito affinchè il risultato si presenti al lettore quasi perfetto, sia nella scelta dei termini che nella costruzione delle frasi.

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    silvio macera

    26/04/2013 22:15:01

    Di questo libro mi ha colpito innanzitutto lo stile prima ancora che l'intreccio narrativo che lascio ad altri lettori di cogliere nelle sottili sfumature.Si legge con facilità e scioltezza con una prosa piana ma mai banale. Volutamente e con perizia non eccede, procede per sottrazione e sceglie l'essenziale. L'autore si immedesima ora nell'uno ora nell'altro personaggio. A me la scrittura è sembrata levigata e ricercata. Anche l'intreccio narrativo è avvincente e si lascia seguire con la giusta dose di appresnione per la sorte dei protagonisti che sono caratterizzati, tra l'altro, con trattii decisi. L'inizio di ogni capitolo (volutamente?) è sempre spiazzante... Da leggere, centellinare con calma.

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    Simona

    24/04/2013 18:38:38

    Un libro che si legge facilmente, ma in verità, complesso perché parla del rapporto di un padre con sua figlia, relazione che coinvolge nel profondo l'animo umano. Già con il titolo, neologismo che è sintesi di un ossimoro, il lettore viene catturato ed introdotto nell'argomento, trattato con chiarezza, come se all'apparenza ci trovassimo davanti ad un quadro del Canaletto. Questo "cannocchiale ottico" nasconde un tumulto dell'anima, a fronte di due allontanamenti significativi: in primis quello della moglie suicida e successivamente quello della figlia. Nel libro, l'autore, Junio Rinaldi fa immergere lentamente il lettore nella disperazione di una realtà crudele, verso una salvezza non facile da raggiungere ma che rappresenta l'unica speranza e il motivo per vivere. Un prezioso libro di pensieri, silenzi ed emozioni soffocate.

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    silvi

    11/04/2013 21:52:05

    Il libro mantiene viva l'attenzione del lettore per la sottile indagine psicologica dei personaggi e per la vicenda tutta caratterizzata da un'atmosfera di amara tenerezza.I forti sentimenti rappresentati sembrano essere sempre controllati da un grande impegno di razionalità,ma in essi affiora l'urgenza di un'insopprimibile sofferenza che solo a tratti consente di vivere una speranza di serenità:la "disperanza".E forse proprio in questo risiede il fascino del libro di Rinaldi.

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    marzia rinaldi

    06/04/2013 15:01:15

    In un racconto che si snoda, con un'atmosfera tesa ed avvincente, fra le rapide e le gore di un rapporto intricato e conflittuale, un padre ed una figlia debbono separarsi per potersi riavvicinare. Cosi' la solitaria disperazione di entrambi, dove silenzi ed agiti prevaricano sulle parole, lascia spazio, nell'inatteso finale, alla ripresa di una speranza, dove il conoscersi e il riconoscersi diviene possibile. Come nella sua precedente opera, Junio Rinaldi e'un autore che non fa sconti, nella sua prosa fluida ed essenziale, a sbavature descrittive. Disperanza si legge d'un fiato. Impossibile restarvi indifferente.

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    Sal

    03/04/2013 17:47:10

    Cosa collega un padre, un suicidio, un senso di colpa mai dichiarato e la propria figlia da riconquistare con il destino di tanti che abbandonano i loro paesi per altri in cui immaginano di poter trovare quanto perduto o mai vissuto nei propri? È la "diperanza", la particolare condizione di chi non si lascia sopraffare dagli avvenimenti avversi della vita anche in un consesso sociale assente. La difficile situazione familiare che inasprisce il rapporto tra padre e figlia, viene tratteggiata dall'autore attraverso una scrittura piana, precisa e nitida mentre gli avvenimenti si snodano tra passato e presente ed emergono dietro lo sguardo vigile, attento e affettuoso dell'anziana portinaia anch'essa segnata dal dolore che pertanto sa riconoscere; il romanzo di Rinaldi delinea in modo netto e chiaro il travaglio di un uomo con le proprie difficoltà di scelta e di relazione e nello stesso tempo padre combattuto tra la forza e la debolezza di non saper scegliere se intervenire o assistere da lontano al distacco e alla successiva volontaria scomparsa della figlia. È la disperanza che domina le sue giornate durante la ricerca prima e lo sperato riavvicinamento dopo, ma la riconciliazione tra i due potrà verificarsi solo quando sarà avvenuta una crescita e una maturazione in entrambi. Un bel romanzo che indaga il complesso universo dei rapporti umani e della solitudine sociale.

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