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Valeria Ancione

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2015
Pagine: 308 p. , Brossura
  • EAN: 9788804647621

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    Giovanna R.

    23/03/2015 11.54.12

    Fiera dei luoghi comuni e delle banalità, il libro è gracile e malfermo sulle esili gambe di un italiano d'accatto: trattasi del classico caso di anoressia creativa. Le banalità sulla condizione femminile si susseguono con imbarazzante serialità e con la pretesa di assurgere a dogmi esistenziali. Le variegate pulsioni sessuali della protagonista, che democraticamente non fa differenza tra uomini e donne, con la coraggiosa, ammirevole e inossidabile complicità del marito, dovrebbero divenire, nella confusa mente dell'autrice, il paradigma della libertà della donna. Evidentemente scambiando la scarica adrenalinica degli amplessi (tra l'altro scritti con onanistica dissociazione), con il pieno raggiungimento della tanto decantata parità di genere. Ci chiediamo: ma quando la dittatura dell'inverno è al suo zenit ciò autorizza a una sfrenata attività sessuale, come la luna che influenza le maree? E quindi dobbiamo pensare che, con la primavera e ancor più con l'approssimarsi dell'estate, la protagonista Nina si trasformi in una vestale della casa, carnalmente a disposizione soltanto dell'ignaro marito. Insomma una sorta di castità scandita da solstizi ed equinozi. Esordio indubbiamente coraggioso, perchè infatti ci vuole coraggio a rappresentare il nulla, sommergendo il lettore con una maldestra verbosità. Peccato che alla supposta crescita della protagonista, che si sostanzia essenzialmente nel tradire il marito, non abbia corrisposto un'altrettanta evoluzione dell'autrice, che non si riprende più dal catastrofico incipit, e, se è possibile, fa ancora peggio nel dipanarsi della narrazione.

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    Marco G.

    24/02/2015 11.59.49

    Bello, scorrevole, una lettura piacevole. La storia d'amore tra due donne così diverse, Nina ed Eva, raccontata con la giusta leggerezza, incuriosisce, ti prende e rimane sul filo fino alla sua conclusione. L'atmosfera un po' torbida e un po' sospesa che avvolge l'intera vicenda, il salire graduale della tensione, le mezze verità, l'esaltazione cardiopatica di dinamiche proprie di ogni relazione clandestina, la puntualità e la sfrontatezza nel non tralasciare neanche il minimo dettaglio, sono tutti elementi che fanno del romanzo una storia vera e completa. Indovinato lo scambio epistolare tra Nina e l'amico psicologo, utile a chiarire, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'oggettiva complessità psichica della protagonista. Sorprende l'incipit, quasi liberatoria, nel suo delicato lirismo, la chiusura.

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    M. Elena

    21/02/2015 14.07.15

    Storia superficiale, oserei dire persino inutile, quella raccontata in questo romanzo: una donna annoiata e insoddisfatta della sua vita borghese, a cui però non intende rinunciare, che vive un amore (che definirei meglio un'infatuazione) per un'altra donna, concedendosi, nel contempo, avventure da poco con altri uomini? Che cosa intenderebbe rappresentare? Un inno alla libertà femminile? Una donna/protagonista che, pur non rinunciando alla "normalità" fatta di famiglia, figli, gatti e crostate, pensa di rinnovarsi ritagliando per sé uno spazio emozionale e trasgressivo, che di scandaloso, a dire il vero, ha molto poco, nel mondo di oggi. Insomma, non si raccontano altro che banalità, che lasciano l'animo del lettore del tutto indifferente. Un romanzo in cui, attraverso l'uso di una prosa essenziale, direi persino elementare, la libertà femminile si sostanzierebbe nel concedersi storielle extraconiugali, più o meno convenzionali, attraverso cui la protagonista appagherebbe il suo ego a mezzo di reiterati complimenti sull'aspetto fisico ancora piacente, a dispetto dell'età che avanza?. Mancano del tutto connotazioni sociali, tratteggi psicologici raffinati, riflessioni esistenziali, se non quelle banali e retoriche tipiche da romanzetto d'appendice?.

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    franco C.

    19/02/2015 08.10.28

    E' una storia che rimane dentro quella di Nina ed Eva, una storia che diventa di chi legge e che va al di là dell'omosessualità nella maniera unica che è propria delle storie che sanno raccontare l'amore senza curarsi delle convenzioni. La dittatura dell'inverno è un libro che conquista con il garbo di una scrittura densa, ma mai stucchevole. Non c'è supponenza, o quella sottile arroganza mista ad autocompiacimento che, a volte, guida la mano di chi desidera scrivere di sentimenti forti con la malcelata convinzione di saperne di più rispetto a chi legge. La passione delle due protagoniste e le conseguenze di quella passione che influiscono sulla vita di chi orbita loro intorno, diventano, attraverso un processo di spontanea immedesimazione, del lettore, che le vive con gli stessi palpiti, le stesse strette allo stomaco e le medesime trepidazioni. Questo è un libro che si attraversa con i sensi aguzzi e gli occhi spalancati, un libro in cui ci si può riconoscere, insieme al quale si può sognare, e, soprattutto, emozionarsi.

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    Saro Tanca

    06/02/2015 16.12.56

    Libro d'esordio decisamente inutile del quale si può fare volentieri a meno. Scritto con mano incerta si perde nei meandri di storie che vorrebbero scandalizzare ma che risultano, alla fine, elucubrazioni di borghesi in perenne deficit di emozioni. Che chi gestisce librerie faccia anche crostate (è il caso della protagonista) non rende meno amara la lettura dei capitoli che si susseguono all'insegna della noia più imbarazzante. La protagonista ama una donna? Buon per lei se ha fatto finalmente outing...

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