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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: LV-1130 p., Brossura
  • EAN: 9788804546535
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    Giovanni

    29/03/2007 19.41.16

    Dal "foco etterno" si passa al "temporal foco", in cui espiano gli spiriti, "contenti/nel foco, perchè speran di venire/quando fia tempo a le beate genti". Questa volta il fuoco non è più fuoco che distrugge, ma la divina essenza, che brucia il peccato in queste figure alte e magnanime, ma non pure come i beati o colpevoli come i dannati. Dante stesso prova compassione per ognuna delle pene, e ce li presenta come delle vittime del male, a cui loro soccossero, e che li fece vivere nella morte dell'anima, finchè essi non ricevettero in fin di vita il perdono di Dio, la bontà infinita che "ha sì gran braccia/che accoglie chiunque si rivolge a lei". Dante stesso sa di essere destinato al Purgatorio: ce lo dice più o meno chiaramente. Ma lui è destinato a vedere Dio, e al culmine della poesia di "questa cantica seconda", nel XXX canto, gli si rivela colei che ne fu fiamma e musa ispiratrice: ovvero Beatrice, che Dante ammira "in sù la vetta/di questo monte, ridere e felice".

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