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    Isabella

    01/07/2017 21:21:05

    Molti prima di me hanno scritto su questo film, sul modello da cui deriva, sulla violenza, sulle musiche e sugli attori. Io vorrei solo sottolineare come questo film tratti molteplici tematiche; soprattutto a me sembra un grande film di denuncia, di denuncia della schiavitù e della disumanita', e della barbarie che deriva dalla perdita dell'umanità. Gli schiavi sono solo oggetti che si usano, si comprano, si vendono e soprattutto si torturano e si uccidono. Il maggiordomo nero che sta dalla parte degli schiavisti bianchi ed è il primo a torturare i suoi simili, come i kapo' nei lager nazisti, rappresenta il sovvertimento dei valori. Valori che alla fine sono, banalmente, l'amore e la libertà; e per difendere ciò in cui si crede vale la pena di morire..... Purtroppo è sempre necessario ribadire l'importanza di tutto ciò, perché a me sembra che il rispetto dell'altro, del diverso e il valore della libertà vengano troppo spesso dimenticati. In un film di successo, pieno di violenza e molto americano ci può stare anche questo.

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    Robertissimo

    13/04/2015 13:10:15

    "Senza lo Spaghetti Western non esisterebbe una buona parte del cinema italiano. E Hollywood non sarebbe certamente la stessa cosa." Firmato Quentin Tarantino. Appena appaiono i titoli di testa già si intuisce che il film che ci si appresta a vedere è un grande omaggio al Western "all'italiana", particolarmente caro, e si vede, a Tarantino. "Django Unchained" inizia con una chicca per appassionati del genere, ovvero tra le note di Luis Bacalov colonna sonora di "Django" di Sergio Corbucci e si conclude con una traccia decisamente più popolare come "Lo chiamavano Trinità" di Franco Micalizzi. Il punto di partenza del film è proprio quel "Django" del '66: Tarantino infatti ne adotta la colonna sonora e recluta nel suo cast l'allora protagonista Franco Nero con un cameo. "Django Unchained" non è chiaramente un western classico, bensì un mix tra Spaghetti Western e lo Splatter. Il risultato - che può piacere o meno - è una modernizzazione del genere, più cruento, spettacolare ed entusiasmante. Alcuni dei protagonisti: Christoph Waltz, un Dr. Schultz cacciatore di taglie dotato di una pungente ironia testimoniata dall'ultima frase che pronuncia prima di morire e prima di uccidere Calvin Candie (Di Caprio) - ".. non ho potuto resistere". Leonardo Di Caprio: interpreta il cattivo senza pieta, un ruolo che gli cade a pennello. Jamie Foxx: Oltre a possedere un fisico da vero duro, è oggettivamente "esagerato", in puro stile Tarantiniano. Lui incarna il cavaliere romantico che si batte per la sua libertà e per quella della sua amata Kerry Washington. Il suo invece è un fascino particolare frutto dello sfruttamento, della paura, della sofferenza per la precarietà della sua condizione ma anche dell'amore spassionato che la lega a Django Freeman. Samuel L. Jackson: Gli anni passano anche per lui... Anni fa in Pulp Fiction era Jules e questo bastava, ora è un "vecchietto", se cosi si può dire, di tutto rispetto! Film ovviamente consigliato.

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    Diego

    22/01/2015 14:33:46

    Insieme ad "Il Grinta" uno dei migliori film western dei tempi recenti! Tarantino è così: o lo si ama o lo si odia, ma leggere recensioni come quelle di Costanza mi fanno domandare il perché certe persone non si dedichino esclusivamente ai blockbuster o ai film dei Vanzina! Leggere che "Di Caprio è banale come suo solito" ed Armageddon è un capolavoro da 5/5 è una tortura!! "..perdona loro perché non sanno quello che fanno.."

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    Riccardo

    13/10/2014 14:07:04

    Di innovativo non c'è molto. E' un mix di commedia brillante e western all'italiana. La colonna sonora è indubbiamente ben scelta e variegata. Gli attori recitano abbastanza bene, ma non c'è niente di eclatante. Scene di violenza a volte gratuite, ma comunque realistiche. Sicuramente un western diverso dal solito, non un capolavoro, ma nemmeno spazzatura.

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    Mr Gaglia

    14/07/2014 17:52:04

    Quentin Tarantino: se esistesse nel vocabolario il suo nome, la spiegazione sarebbe "Il Regista Genio". Per me è troppo 'facile' scrivere del regista che probabilmente adoro più di tutti (oddio, ci sarebbe anche Romero, Stone e De Palma..) e forse per questo motivo non riesco a trovare difetti nelle sue opere. E' riuscito a farmi piacere anche il genere western (unica gamma cinematografica che non ho mai apprezzato). Django Unchained è un pezzo di storia americana e dunque il western appare la scelta ideale, ma è ovviamente un western che non si colloca sotto il grande cielo della tradizione, che tutto ingloba e ridimensiona, bensì sta dentro ad un teatro in piena continuità stilistica e tematica con il precedente immediato, Bastardi senza Gloria; pericoloso ed estremo scambio delle stesse strategia della vendetta e della messa in scena. Qui, più di prima, il piacere del cinema, di farlo così come di ammirarlo, è in ogni piega del testo: nella recitazione espansiva dei protagonisti, con le punte di diamante di Samuel L. Jackson e Di Caprio; nella potenza del dialogo (perché Tarantino sceneggiatore non è mai da meno di Tarantino regista); nell'uso della musica e degli sguardi, che ha riesumato dal cinema italiano degli spaghetti western e portato a nuovo splendore; nel gioco (la sua comparsata "esplosiva"); nella citazione omaggiante o dissacrante che sia. Tutto concorre a nutrire uno spettacolo magistrale, che si appoggia su una narrazione forte. Django Unchained è un'opera impeccabile che procede come un lungo tapis roulant da un incipit cinico-grottesco, quasi alla fratelli Coen, verso un discorso più profondamente crudele e un riscatto totale, affidato al personaggio di Christoph Waltz, che mette a tacere qualsiasi sterile polemica. Ennesimo capolavoro; e poi la musica finale di Trinità. Da brividi!

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    Davide

    09/02/2014 17:52:09

    Narrativamente è il film più ambizioso e complesso del nostro, quanto se non più di "Inglorious Basterds", l'unico - assieme a "Kill Bill" - incentrato sulla vicenda di un singolo protagonista. Ma se la ricerca di vendetta della Sposa portava con sé una certa seriosità che minava gli intenti surreali e fumettistici del cinema tarantiniano, qui il plot di stampo favolistico dell'eroe determinato a salvare la sua bella (sulla traccia della leggenda germanica opportunamente citata) giustifica, anzi rende efficaci, le varie iperboli e ingenuità, incluso il coatto ma strepitoso finale. E', sempre assieme a "Kill Bill", l'unico film di Tarantino che possa definirsi violento; si può discutere sull'abuso - ma neanche troppo - delle sparatorie grandguignolesche al limite dello splatter, lontane dalla pulizia formale che invece contraddistingueva l'inappuntabile "Inglorious Basterds", in verità molto più "leoniano" , nonostante in "Django" abbondino citazioni al maestro e barocchismi iperbolici che ammiccano a "C'era una volta il West". Eppure la magnifica fotografia , l'impeccabile scrittura dei personaggi , l'ottima recitazione, il ritmo impeccabile e la tecnica sopraffina segnano indiscutibilmente un ulteriore traguardo nel mai deludente itinerario artistico del principe del pulp.

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    Il Cinefilo

    23/01/2014 16:07:59

    Il western è sempre stato citato nei vari film di Quentin Tarantino, ed era solo questione di tempo prima che il grande regista nel realizzasse uno. Ancora una volta ci troviamo davanti ad un'opera in cui Tarantino sfrutta le regole di un genere per realizzare un'opera personalissima. Senza alcun dubbio è l'opera più matura del maestro del pulp: mancano vistose sconvolgimenti temporali che avevano caratterizzato i suoi film precedenti a favore di uno sviluppo di trama più lineare, ed eccessi smodati; i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi continuano a rimanere su altissimi livelli e la sceneggiatura offre una rappresentazione della schiavitù dei neri ben più violenta e realistica della Seconda guerra mondiale di "Bastardi senza gloria", oltre a mettere in scena un quartetto di scene madri (la lezione di anatomia che fa Leonardo Di Caprio, per quanto mi riguarda, è storia del cinema) in cui la tensione si fa snervante e la violenza esplode brutale. Ottimi, come sempre, la colonna sonora (che spazia da Morricone a pezzi rap) e gli interpreti: se i bravi Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio e Samuel L. Jackson esibiscono una recitazione da manuale, il vero pezzo da novanta è Christoph Waltz (vincitore del suo secondo Oscar) nei panni del geniale dottor Schultz. Forse il miglior film di Tarantino assieme a Kill Bill e Pulp Fiction.

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    fabio j.

    12/01/2014 15:26:25

    Un film bellissimo! Appena dietro all'inarrivabile PULP FICTION e appena davanti a KILL BILL nella mia personale classifica dei film di Tarantino. Un genio!

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    Oblomov71

    09/01/2014 16:29:31

    La fantasia un pò morbosa di Tarantino è da sempre alimentata dai vari filoni di film exploitation che hanno popolato la sua infanzia di cinefilo. Dopo aver rivisitato, a suo modo e con il suo stile, sottogeneri come il pulp, il blaxploitation, il gongfu e perfino il grindhouse, il nostro si cimenta con lo spaghetti-western, di cui si conferma un vero cultore. Il citazionismo di Leone, Margheriti, Barboni-Trinità, il cameo di Franco Nero, il pervasivo Morricone, rendono il film quasi un imbarazzante altare dedicato al western nostrano. Il tutto nella rutilante, granguignolesca e a tratti disturbante salsa tarantiniana di cervella sparse qua e là. Un pò più appannata la vena ironica che contraddistingue il vero genio di Tarantino ovvero i dialoghi e le situazioni surreali. Per il resto briglie sciolte ad attori di razza che firmano ottime caratterizzazioni; Di Caprio su tutti, ma anche Jackson, Waltz (qui forse un pò troppo gigione). Lungi dall'essere un capolavoro, il film è divertente e piacevole, se non temiamo di sporcarci con qualche schizzo di sangue.

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    Sara

    19/12/2013 20:52:23

    Capolavoro. Ho visto tutti i film di Quentin Tarantino e posso collocare Django tra i primi tre nella mia classifica personale! (1. Le iene 2. Pulp Fiction 3. Django). Consigliato!

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    Costanza

    14/10/2013 10:23:29

    Davvero non capisco il successo di questo film. Un mix di violenza gratuita (non perché la violenza mi dia fastidio, ma in certi punti è davvero messa a casaccio) per nascondere la trama inconsistente. L'unico personaggio apprezzabile è Schultz, che almeno è simpatico. Di Caprio banale come suo solito. Unica nota a favore: le musiche di Ennio Morricone.

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    ROBERTO'61

    27/08/2013 13:44:22

    "Senza lo spaghetti western non esisterebbe una buona parte del cinema italiano. E Hollywood non sarebbe la stessa cosa" Quentin Tarantino. Appena appaiono i titoli di testa già si intuisce che il film è un grande omaggio al Western all'italiana, particolarmente caro a Tarantino. "Django Unchained" inizia con una chicca per appassionati del genere, ovvero con le note di Luis Bacalov colonna sonora di "Django" di Sergio Corbucci e si conclude con una traccia decisamente più popolare come "Lo chiamavano Trinità" di Franco Micalizzi. Il punto di partenza del film è proprio quel "Django" del '66 diretto da Sergio Corbucci; Tarantino infatti ne adotta la colonna sonora e recluta nel suo cast l'allora protagonista Franco Nero dandogli una piccola parte. "Django Unchained" non è un western classico ma un mix tra spaghetti western e splatter. Il risultato è una modernizzazione spettacolare del genere. I protagonisti: su tutti Christoph Waltz, un esagerato Dr. Schultz, spetato cacciatore di taglie dotato di una pungente ironia testimoniata dall'ultima frase che pronuncia prima di uccidere Calvin Candie (Di Caprio) ".. non ho potuto resistere!". Leonardo Di Caprio: È nato per interpretare il cattivo senza pietà, ed è questo il ruolo che gli cade a pennello, perfetto come la sua giacca! Jamie Foxx: oltre a possedere un fisico da vero duro è oggetttivamente scatenato! Ciò che combina a Candieland è esagerato ed in pieno stile Tarantino. È il moderno cavaliere romantico che si batte per la sua libertà e per quella della sua amata. Kerry Washington: la sua è una bellezza particolare figlia dello sfruttamento, della paura, della sofferenza per la precarietà della sua condizione ma anche dell'amore spassionato che la lega a Django Freeman. Samuel L. Jackson: gli anni passano anche per lui! Anni fa in "Pulp Fiction" era Jules e questo bastava, ora è un "vecchietto", se cosi si può dire, di tutto rispetto.

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    tommaso

    22/08/2013 15:24:59

    film brutto e violento a cui è inevitabile stroncare le gambe tarantino non resterà nella storia.

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    marcomm

    21/07/2013 19:36:14

    Straordinario capolavoro di Quentin Tarantino, è riuscito a far diventare un western (genere non amo!) fantastico. Spingo nel vederlo.

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    Thinner5

    06/06/2013 18:19:16

    Ho visto Django Unchained, noleggiandolo in videoteca e francamente è uno dei pochi film che rimpiango di non aver visto al cinema. L'opera di Tarantino, pur non essendo un capolavoro(sarebbe un pò esagerato affermarlo), è ottima ed è anche bella lunghetta(di questi tempi non sono molto comuni le produzioni cinematografiche che durano più di 2 ore; è una delle ragioni per cui l'avrei visto al cinema, non dico che un film debba durare necessariamente 3 ore, ma mi secca pagare il biglietto per 1 ora e mezza opoco più di visione). Le varie canzoni sono davvero bellissime, alcune scene (come prassi per i film del regista) sono piuttosto violente, mentre altre (come quella con gli idioti del Ku Klux Klan) sono decisamente esilaranti. Sicuramente uno dei migliori film di Tarantino, nel complesso decisamente consigliato!

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    gio

    23/05/2013 19:37:24

    I western di Leone sono pietre miliari, i western con Bud e Terence sono pietre miliari, Django Unchained è una pietra miliare. L' omaggio di Tarantino è spontaneo, onesto, il suo cinema è pregno di citazioni, anche per questo è un regista unico, e trovo contradditorio chi apprezza i vecchi film di Tarantino e nello stesso tempo critica Django per il troppo citazionismo

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    Ernesto

    22/05/2013 16:23:54

    Stupendo western di Tarantino che a tratti ricorda un pò il film "Il mucchio selvaggio" di Sam Peckinpah. Con "DJANGO UNCHAINED" Tarantino a voluto rendere omaggio al "DJANGO" del 66 di Sergio Corbucci interpretato da Franco Nero e omaggiato in questo film con un cammeo. Emblematica l'ulteriore scena alla fine dei titoli di coda prima che compaia il nome "DJANGO UNCHAINED".

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    marco

    22/05/2013 15:27:52

    geniale!!!!!!!!!!! un capolavoro!!!

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    mario farinelli

    21/05/2013 08:11:00

    BRUTTO e INUTILE. Mi rendo conto che avrò le ire di tutti i fans ma con Sergio Leone non centra nulla. Chi lo definisce un capolavoro non ha visto i films di Leone. Ma non centra nulla con i primi films di Tarantino , fino a Kill Bill 1, quelli si che erano capolavori. Questo invece è un'accozzaglia di luoghi comuni e del peggio degli spaghetti western. I film con Bud Spencer e Terence Hill sono capolavori rispetto a questo.

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    marco

    12/04/2013 15:14:29

    Capolavoro! Non sono mai stato patito di western e di Tarantino, ma questo film mi è proprio piaciuto! Grandi le musiche "classiche" di Ennio Morricone.

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Un'opera impeccabile, in perfetta continuità stilistica e tematica con la precedente, ma lontana dalle sperimentazioni del passato di Tarantino

Trama
Ambientato nel Sud degli Stati Uniti, due anni prima dello scoppio della Guerra civile, il film vede protagonista il premio Oscar Jamie Foxx nel ruolo di Django, uno schiavo la cui storia brutale con l'ex padrone lo conduce faccia a faccia con il cacciatore di taglie di origine tedesca, il Dott. King Schultz. Quest'ultimo è sulle tracce degli assassini fratelli Brittle e solo l'aiuto di Django lo porterà a riscuotere la taglia che pende sulle loro teste. Il poco ortodosso Schultz assolda Django con la promessa di donargli la libertà una volta catturati i Brittle, vivi o morti. Il successo dell'operazione induce Schultz a liberare Django, sebbene i due uomini scelgano di non separarsi. Al contrario, Schultz parte alla ricerca dei criminali più ricercati del Sud con Django al suo fianco. Affinando vitali abilità di cacciatore, Django resta concentrato su un solo obiettivo: trovare e salvare Broomhilda, la moglie che aveva perso tempo prima, a causa della sua vendita come schiavo.

2013 - Oscar [Academy Awards] - Miglior attore non protagonista - Waltz Christoph

  • Produzione: Sony Pictures Home Entertainment, 2013
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 165 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of): Un ricordo di J. Michael Riva - La scenografia di Django - La colonna sonora; speciale: 20 anni di cinema - La collezione Bluray Tarantino XX; trailers