I dodici abati di Challant-Il miracolo di santa Odilia-Gli occhi dell'imperatore

Laura Mancinelli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 379 p.
  • EAN: 9788806173586
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    marina

    07/06/2017 13:35:11

    Il miracolo di Santa Odilia. Romanzo etereo, dolcissimo. In assoluto uno dei racconti più casti e delicati (e nello stesso tempo affascinanti) dell'intera narrativa italiana contemporanea

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    Federica Menegolo

    25/08/2013 16:16:51

    Ho trascorso l'estate, difficile per il caldo e per problemi vari, in compagnia di Laura Mancinelli e delle sue opere. Ho goduto ogni istante l'originalità dei contenuti tra castelli e monasteri, l'eleganza del periodare, la perfezione della parola, l'ironia delle situazioni. L'Autrice mi ha trasportato in un mondo di armonia e di sentimenti autentici, in un mondo di amore per la bellezza. Ho scoperto il Codice Manesse ed i suoi tesori, ho condiviso riflessioni sui temi importanti dell'umanità. Grazie Signora Mancinelli!

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    Do

    19/10/2012 15:24:33

    Tre piacevolissimi racconti, stilisticamente molto buoni e ben inquadrati nel loro periodo storico. Ho comprato il libro per caso ed è stata una piacevolissima sorpresa, leggerò sicuramente altro dell'autrice!

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    Nicola

    05/12/2009 21:13:03

    Tutti e tre i racconti (perchè di racconti si tratta, non certo di romanzi) sono abbastanza patetici, noiosi e ripetitivi. Solo le descrizioni meritano, il resto per me è assolutamente pessimo. Da queste tre storie risulta evidente che all'autrice piacciono quattro cose: i bambini, gli animali, la cucina e il medioevo. E fin qui niente di male; il problema è che questi elementi appaiono in continuazione, e rivestono davvero troppa importanza rispetto alle vicende, alle riflessioni e persino alla caratterizzazione dei personaggi, a mio avviso la caratteristica più significativa in un romanzo. Dei tre racconti il migliore è senza dubbio "Gli occhi dell'imperatore", mentre "I dodici abati di Challant" è assolutamente il più noioso e insensato.

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    Roberto

    05/11/2007 13:25:00

    L'ambientazione è stupenda,ti sembra veramente di stare nel medioevo,i personaggi sono affascinanti.Il neo sta nel fatto che le storie a volte risultano noiose in alcuni tratti e si continua a leggere più per assaporare le belle descrizioni dei castelli e dei personaggi dell'epoca che per sapere come andranno a finire i racconti.....un po' ripetitivi sono gli attacchi alla religione cattolica....

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    aurora

    04/06/2006 22:25:00

    Il tratto caratteristico che accumuna i tre racconti contenuti nel libro, sebbene siano stati scritti in tempi differenti, è la scrittura lieve che dipinge tre differenti universi medievali uniti dalla delicatezza con la uale l'autrice ci restituisce un sentire remoto. Il Medioevo della Mancinelli trova il suo fondamento nell'incontro tra le angustie di tre piccoli universi chiusi in se stessi, una corte, un monastero femminile e l'attesa di una donna, con figure che aprono una finestra sul mondo, colorandoli di paesaggi nuovi, di idee che hanno radici lontane, di uomini dal diverso sentire. Il primo racconto è un affresco gaudente di una piccola corte tenacemente viva all'ombra dell'espansionismo sabaudo. Nel piccolo castello di Challant si alternano in un susseguirsi di episodi ilari le contese fra un matrimonio non consumabile e i ritmi stagionali della corte, rotti da improvvise visite di viaggiatori stranieri che animano la fredde mura. Il miracolo di Santa Odilia offre la elebrazione di una santità vissuta in maniera terrena. Nelle colline delle Langhe, in cui predomina il ritmo sonnolento dell'esistenza agricola, una badessa ricerca se stessa e il senso della sua esistenza nel mondo aiutata da un crociato ritornato da un Altrove distante. L'ultimo scritto si avvicina per la scelta dei personaggi ad un romanzo storico. Al centro della scena troviamo Federico II di Svevia, stanco nelle membra ma vivo nell'amore, la propria amata, ed un cavaliere poeta alla ricerca della propria ispirazione. Sarà l'esperienza del viaggio che condurrà ognuno ad un proprio porto. Le pagine del libro restituiscono tratti reali dell'età di Mezzo, spicchi di quotidiantità non banalizzata e interessante, godibili per i loro ammiccamenti letterari rivolti verso i poeti italiani del '400-'500. L'intreccio narrativo si distanzia da molta letteratura di ispirazione medievale che trae la sua ispirazione da temi legati al mondo della cavalleria o ai vari cicli poetici.

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    laura torchio

    29/04/2006 11:44:09

    Questi tre racconti, ed in particolar modo il primo, sono scritti in linguaggio molto elegante ed a tratti ironico, pur rimanendo molto scorrevole. Dopo la lettura de "I dodici abati di Challant", che mi ha fatto scoprire questa straordinaria scrittrice, ho acquistato anche gli altri testi della Mancinelli, che mi hanno regalato tante ore davvero piacevoli.

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    C. Hargreaves

    21/07/2005 14:18:59

    Difficile da descrivere... da un lato è stato di una noia, prevedibilità e ripetutività mostruose... dall'altro lato molto bella l'ambientazione: sembrava proprio di stare nel castello, con gli affascinanti stili dell'epoca. Solo un esagerato attacco al cattolicesimo: non sono cattolico, ma mi ha dato fastidio, per quanto a suo tempo ci fosse davvero un bigottismo insopportabile. Poteva venirne fuori una storia meravigliosa! sarebbe bello se la Mancinelli scrivesse un secondo testo, più ampio, dove si concentra sull'epoca meravigliosa e misteriosa, e non sulle critiche religiose (per quanto le dia ragione)

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