Traduttore: E. Loewenthal
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 9 giugno 2016
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788807031939
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 13,50

€ 18,00

Risparmi € 4,50 (25%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

€ 9,72

€ 18,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    mara regonaschi

    19/01/2017 07:32:31

    I temi trattati e i presupposti del romanzo sarebbero stati anche interessanti, essenziali, ma la lentezza del suo ritmo e la continua reiterazione dei concetti e degli stati d'animo dei (pochi) protagonisti rendono il tutto noioso, quasi banale, a tratti assurdo. Vi è incertezza i qualsiasi situazione debba essere affrontata da vari personaggi, che scandagliano tutte le possibili cause e conseguenze che potrebbero derivare da ogni loro decisione, così che .... non succede mai nulla. Persino la descrizione dell'atto di vomitare da parte dei genitori (colti da malessere dopo aver appreso che la figlia è soggiogata da un uomo senza scrupoli) richiede un'intera sgradevole pagina. Da evitare.

  • User Icon

    Tinama

    11/01/2017 17:42:46

    Piacevolmente interessante. L'autrice rimane a tratti un po' ostica. Non sempre o non subito si afferrano alcuni pensieri. Colpa della traduzione, della struttura sintattica, dello stile della scrittrice o della sua modalità di pensiero?

  • User Icon

    Diana

    24/12/2016 16:22:35

    Molto interessante, questo libro parla di amore e dolore, intrecciati indissolubilmente. Parla dell’amore per il marito, per i figli, per un antico fidanzato mai dimenticato; e parla del dolore, quello fisico (la protagonista e’ scampata per miracolo ad un attentato terroristico a Tel Aviv), che ora, dopo 10 anni, riesplode; e con questo dolore rinasce l’amore, ma anche il dolore stesso, per un vecchio fidanzato che l’aveva lasciata tanti anni fa. E’ un libro da cui non riesci piu’ a staccarti, e nel quale ti rispecchi, anche se non con le stesse modalita’, perche’ i dolori e l’amore sono universali. L’unico aspetto che non mi e’ piaciuto (ma e’ un gusto personale), e’ la scelta del tempo presente durante tutta la narrazione, che a me da’ leggermente fastidio e a causa del quale non gli do’ il massimo del punteggio.

  • User Icon

    AA69

    14/10/2016 18:57:58

    Libro Mondo Donna. C'e' tutto in questo libro, tutto quello che una donna moderna può vivere, sopportare, intuire, combattere ed accettare. Non come resa, ma come unica via per la salvezza di chi ama. Ci sono catene vecchie come il mondo, che la donna non subisce, ma "INDOSSA". Conscia che I vincoli ed I valori morali ti limitano la vita e la liberta' d'amare. Sempre consapevole che un altro amore, quello che ti lega ad un figlio, è forte come la Ginestra e tutto può rinascere dove meno te lo aspetti. L'intuito di una donna, madre e moglie, vede oltre ogni barriera da Roma a Gerusalemme o Telaviv.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Ci sono parole che fanno paura. Parole che sembrano minacce; parole che, pronunciate, aprono abissi. Morte, abbandono, disperazione. Parole che vorremmo tenere lontane, che vorremmo facessero parte di una storia che non è la nostra.

Ce n’è una, terribile, lapidaria, nuda come una verità, che dà il titolo al nuovo romanzo di Zeruya Shalev: Dolore, una parola che, scritta al centro di uno spazio bianco, sembra invece rassicurante, come una pace. L’autrice israeliana torna con una storia che indaga l’animo femminile. La protagonista ha il nome di un fiore, Iris, un fiore a cui sono stati strappati via i petali, ma che resta radicato nella sua terra, resiste, nonostante tutto. Può il dolore essere una cura? Può guarire e riunire ciò che si è spezzato, che sia un legame o un corpo danneggiato?

Sopravvissuta a un attentato che ha interrotto il naturale corso della sua vita, Iris cerca di tornare alla normalità, alla sua famiglia, al lavoro di preside. Ma dopo quell’incidente, deve non solo ricucire le ferite, ma il rapporto con i suoi figli e suo marito, ridurre la distanza che il dolore, quell’ospite invadente, ha creato tra lei e loro. Iris vive quella vita come una condanna, e non riesce a dimenticare. Non dimentica il passato, l’incidente e le strane coincidenze che un giorno, per caso, la riportano dal suo primo amore, Eitan, l’uomo che le aveva procurato una lesione ancor più profonda alla quale nessun intervento chirurgico ha potuto porre rimedio. Ed ecco che il destino offre a Iris una seconda possibilità. Eitan è tornato per lenire il suo dolore, quel dolore che ora lascia il posto a una nuova attesa che sa di speranza. Ma non può concedersi quella felicità ritrovata, dovrà sacrificarla in nome di sua figlia. Teme che sia stata plagiata da un uomo più grande di lei. Sente che la sta perdendo e sa che solo lei potrà salvarla. E potrà farlo scegliendo di voltare le spalle al passato, rinunciando a esso.

“Adesso il presente le dice: non sono l’eco di ricordi passati, non sono il ponte per i progetti futuri, sono tutto quello che hai, la sostanza della tua esistenza, dammi fiducia perché non hai altra scelta”.

Salvando sua figlia, Iris salverà se stessa: “insieme e ognuna per conto proprio dovranno imparare la gloria della realtà”. La sua vera occasione di rinascita non sarà quella di amare di nuovo l’uomo che credeva di aver perduto, ma “quella di amare la propria vita per quello che ha e non per quello che non ha”. Il dolore che un tempo aveva diviso la sua famiglia torna per riportarla all’unica vita che la attende. Comprende che ciò che conta è il presente, ciò che è reale, e scappare da esso non rende più felici, e nemmeno più liberi.

Recensione di Franca Cribari

 


Dolore è un romanzo potente, semplice e indispensabile come un fenomeno naturale. Ed è pure un’esperienza di grande intimità con Iris, la protagonista, perché la voce del narratore esterno fin dalle prime righe è pregna del punto di vista, dei pensieri, dell’anima della protagonista. Iris è direttrice di una scuola a Gerusalemme, dove vive insieme al marito e a due figli. Una mattina viene svegliata da un dolore straziante, che la riporta dritta al giorno in cui, dieci anni prima, mentre andava al lavoro in auto, un autobus è esploso accanto a lei. Insieme al dolore fisico torna anche il ricordo di Eitan, il primo amore di Iris, forse anche l’ultimo, visto che dopo di lui non era più riuscita a provare un sentimento così totalizzante. Il bello è che non fa in tempo a tornarle in mente Eitan, che ecco che lo incontra per caso, dopo trent’anni. E in un concatenarsi di piccoli eventi, di per sé del tutto verosimili ma circonfusi di un’atmosfera magica, sacra quasi, i due tornano ad amarsi, con la stessa intensità, la stessa perfetta intesa di quando erano ragazzi. Il dolore che si è risvegliato in lei è una sorta di segnale fisico del sovrannaturale che sta per manifestarsi, come quando nei poemi omerici le perturbazioni atmosferiche annunciano l’arrivo della Divinità. E la Divinità qui è l’amore simbiotico, la fusione di identità, la cancellazione del tempo. Come tutte le Divinità, anche questa è selvaggia e imprevedibile, rischia di distruggere tutto: rispettabilità, famiglia... Ne ha paura Iris quando, sperando in un incontro fortuito, attraversa nottetempo una siepe per entrare nel giardino della casa di Eitan. Come un ladro nella notte, Iris va incontro al suo Giorno del Giudizio, perché in quel giardino troverà Eitan, e con lui la sé stessa di trent’anni prima. E in cambio rischierà di perdere la donna che è stata fino a quel momento. Ma in fin dei conti di cosa è fatta la nostra identità: apparteniamo più alla famiglia che abbiamo costruito, con tutte le approssimazioni ai desideri, le frustrazioni, oppure al nostro Assoluto, all’Assoluto come l’abbiamo conosciuto nella nostra vita, ai momenti di miracolosa coincidenza con noi stessi? E poi qualcosa accade: un altro Dolore chiama, un’altra Appartenenza, un altro Assoluto. La figlia è in pericolo, e nel cercare di salvarla Iris si ritroverà alle prese con due ragazze: la ragazza che lei è stata è la ragazza che sua figlia è, finché “insieme e ognuna per conto proprio si troveranno a imparare la gloria della realtà”.

Recensione di Marilena Rossi