Traduttore: E. Loewenthal
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 gennaio 2018
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788807890468
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    Emanuele

    17/09/2018 12:55:48

    Di Zeruya Shalev avevo letto qualche anno fa “Quel che resta della vita”. Mi sono quindi avvicinato a “Dolore” sapendo bene che lo stile della scrittrice israeliana è piuttosto ostico, una sorta di stream of consciousness nel quale il piano emotivo e il piano reale, così come il tempo presente e il tempo passato, si intersecano e si richiamano continuamente. A differenza di “Quel che resta della vita”, che mi aveva entusiasmato, “Dolore” mi ha lasciato un po’ perplesso. Anzi, potrei dire che fondamentalmente mi ha annoiato. Qui la protagonista è una sola, Iris, madre quarantacinquenne, con due figli più che adolescenti e un marito piuttosto grigio, che si ritrova in mezzo alla tempesta emotiva perfetta: madre con l’Alzheimer, il primo amore che rispunta, la figlia ventenne invischiata con un uomo molto più grande di lei. E sullo sfondo, i postumi delle ferite, fisiche e morali, in seguito ad un attentato terroristico nel quale era rimasta coinvolta dieci anni prima. Di fatto tutto il romanzo, anche da un punto di vista psicologico, è Iris: gli altri personaggi appaiono appena accennati. E qui, secondo me, c’è un forte elemento di debolezza: la complessità del personaggio di Iris avrebbe bisogno di elementi di complessità degli altri personaggi per poter essere credibili. Invece gli altri personaggi sono piatti: è piatto Michi, il marito, che quando risponde alla moglie “brontola”; è piatto Ethan, il vecchio amore, che fa l’innamorato per tutto il tempo, ma poi esplode in un gesto di una grettezza insultante nei confronti di Iris; è piatta Alma, la figlia ventiduenne, che si ritrova cameriera a Tel Aviv soggiogata ad un datore di lavoro con pretese da guru. Diciamo allora questo: la complessità stilistica che avevo trovato così efficace in “Quel che resta della vita”, in “Dolore” mi è parsa inutile. Ciò che là serviva per descrivere la complessità dei rapporti, qui mi pare un po’ fine a sé stessa.

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    mara regonaschi

    19/01/2017 07:32:31

    I temi trattati e i presupposti del romanzo sarebbero stati anche interessanti, essenziali, ma la lentezza del suo ritmo e la continua reiterazione dei concetti e degli stati d'animo dei (pochi) protagonisti rendono il tutto noioso, quasi banale, a tratti assurdo. Vi è incertezza i qualsiasi situazione debba essere affrontata da vari personaggi, che scandagliano tutte le possibili cause e conseguenze che potrebbero derivare da ogni loro decisione, così che .... non succede mai nulla. Persino la descrizione dell'atto di vomitare da parte dei genitori (colti da malessere dopo aver appreso che la figlia è soggiogata da un uomo senza scrupoli) richiede un'intera sgradevole pagina. Da evitare.

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    Tinama

    11/01/2017 17:42:46

    Piacevolmente interessante. L'autrice rimane a tratti un po' ostica. Non sempre o non subito si afferrano alcuni pensieri. Colpa della traduzione, della struttura sintattica, dello stile della scrittrice o della sua modalità di pensiero?

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    Diana

    24/12/2016 16:22:35

    Molto interessante, questo libro parla di amore e dolore, intrecciati indissolubilmente. Parla dell’amore per il marito, per i figli, per un antico fidanzato mai dimenticato; e parla del dolore, quello fisico (la protagonista e’ scampata per miracolo ad un attentato terroristico a Tel Aviv), che ora, dopo 10 anni, riesplode; e con questo dolore rinasce l’amore, ma anche il dolore stesso, per un vecchio fidanzato che l’aveva lasciata tanti anni fa. E’ un libro da cui non riesci piu’ a staccarti, e nel quale ti rispecchi, anche se non con le stesse modalita’, perche’ i dolori e l’amore sono universali. L’unico aspetto che non mi e’ piaciuto (ma e’ un gusto personale), e’ la scelta del tempo presente durante tutta la narrazione, che a me da’ leggermente fastidio e a causa del quale non gli do’ il massimo del punteggio.

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    AA69

    14/10/2016 18:57:58

    Libro Mondo Donna. C'e' tutto in questo libro, tutto quello che una donna moderna può vivere, sopportare, intuire, combattere ed accettare. Non come resa, ma come unica via per la salvezza di chi ama. Ci sono catene vecchie come il mondo, che la donna non subisce, ma "INDOSSA". Conscia che I vincoli ed I valori morali ti limitano la vita e la liberta' d'amare. Sempre consapevole che un altro amore, quello che ti lega ad un figlio, è forte come la Ginestra e tutto può rinascere dove meno te lo aspetti. L'intuito di una donna, madre e moglie, vede oltre ogni barriera da Roma a Gerusalemme o Telaviv.

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