Domani nella battaglia pensa a me

Javier Marías

Traduttore: G. Felici
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 292 p., Brossura
  • EAN: 9788806173104
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Recensioni dei clienti

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    tn

    06/09/2017 16:18:05

    Mi spiace dover esprimere un giudizio seccamente negativo su questo romanzo alla luce delle numerose lodi di altri post. Lettura lentissima ed esasperante, periodi interminabili. Si possono scrivere pagine e pagine senza, quasi, un punto ? Forse si possono scrivere, però perché punire il lettore che poi se le deve leggere ? Se avessi scritto al liceo un tema senza un punto, credo che la mia Prof. sarebbe giustamente inorridita. Si salvano le prime 50 pagine poi si sprofonda in un vortice di compiacimenti introspettivi e verbosi dove si fatica fisicamente, oltre che mentalmente, a leggere. Le descrizioni sono fastidiosamente prolisse, inutilmente auto celebrative ed a tratti irritanti. In cento pagine, anche meno, smagrito e rivisto, il romanzo si poteva chiudere. Il titolo, ancorché preso a prestito, è la cosa migliore, il resto è … noia (mortale): da evitare senza indugio.

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    Vale

    08/12/2014 21:24:13

    Bello e originale. Occorre però essere lettori allenati per apprezzarlo.

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    zia dalia

    17/11/2014 19:24:56

    Ho trovato molti punti di contatto con "Gli innamoramenti", dello stesso autore. In una Madrid straniata (e stranita) e molto notturna, si gioca sulla realtà come appare e come invece è in verità. Un bel libro, con un unico difetto: a volte troppo lento e divagante, ma bello.

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    Gianpaolo Armani

    28/08/2014 08:24:41

    Senza se e senza ma. Un capolavoro assoluto. Un kafkiano in stato di grazia.

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    Alessandra

    15/07/2014 09:28:33

    Romanzo che è un susseguirsi di pensieri ed elucubrazioni del narratore, che, nel corso di quello che sarebbe dovuto essere un appuntamento galante clandestino, si ritrova con lei, che non è riuscita a diventare la sua amante, morta praticamente tra le sue braccia. Questo evento casuale lo "incanta", cioè gli causa una sorta di mania per la famiglia di lei, per cui egli cerca di indagare sulla sua vita e di conoscere i parenti. Il romanzo è scritto con grande maestria ma non è una lettura facile, diverse volte sono tornata indietro per non perdermi (i periodi sono lunghissimi e pieni di incidentali). Complessivamente affascinante ma faticoso.

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    misselisabethbennet

    23/06/2014 23:11:55

    Adoro questo scrittore.... contrariamente a molti altri l'ho apprezzato ancora di più in "gli innamoramenti" ma non c'è che dire... un libro che vale !!

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    AdrianaT.

    20/04/2014 11:23:02

    E' stata una gran fatica, le sue digressioni riescono quasi ad esasperarti. Non fai in tempo a riprendere il filo di quella poca storia che c'è, che lui riparte per la tangente, fa il giro del mondo per poi tornare a casa, (ti viene voglia di fargli trovare la porta chiusa...), riscaldandoti la stessa minestra. Ma è proprio il suo modo di scrivere, lo spiega molto bene nell'interessantissima appendice di 'Un cuore così bianco' e nei vari articoli e discorsi inseriti nella 'Trilogia sentimentale'. Una volta che lo sai, ti metti un po' il cuore in pace, però ci vuole pazienza, molta pazienza. Premiata, comunque, perché, sebbene piccola, una quantità di ormoni del piacere continuava a irrorare il mio cervello mentre lo leggevo; ne traevo un sottilissimo gusto e voglia di continuare, per non so esattamente quale motivo, ma evidentemente può succedere con l'arte, n'est-ce pas?

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    nadia

    25/08/2013 16:53:33

    Al giorno d'oggi sembra che non si possa scrivere un libro di spessore senza ricorrere a un discorso frammentario e tortuoso, che spesso procede con infiniti elenchi di cose, possibilità e scenari diversi dal reale... Così è questo libro di Marìas, e io non l'ho proprio digerito.

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    maurizio

    26/07/2013 11:07:20

    tortuoso, accademico, faticoso e di difficile approccio ma, se finito, poi lascia il segno. indimenticabile e fondamentale lettura.

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    Micaela

    26/05/2013 00:10:50

    Che dire? Un libro strano sin dalle prime pagine, che ti intrappola in una ragnatela e finisce inevitabilmente per coinvolgerti, fino al punto di diventare spettatore e testimone dello svolgersi degli eventi! Coinvolgente. Uno sliding doors che invita ad una profonda riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sulla felicità e la noia! Consigliato vivamente!

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    Ianì

    12/01/2013 12:32:11

    Bello ma di difficile lettura.

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    Camillo

    19/10/2012 11:43:27

    È il libro che pubblicherebbe un dilettante, se un dilettante sapesse scrivere.

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    Lucio

    13/07/2012 19:08:11

    Romanzo bellissimo, anche se - a tratti - di faticosa lettura per lo stile narrativo volutamente farraginoso, forse per indurre il lettore a leggere più volte le stesse pagine e costringerlo a forzate riflessioni. Di cosa è fatta la realtà? Ciò che non giunge alla conoscenza è molto più importante e reale della versione "ufficiale" che verrà acquisita dalla memoria collettiva. Eppure, quanta importanza assegniamo agli accadimenti quotidiani, nonostante nulla (se non pochissime cose, secondarie e spesso bugiarde)verrà ricordato! Paradossale, quindi, è il "grido di dolore" (domani nella battaglia pensa a me) che si alza dal mondo dei morti (o meglio, dei vivi che consentono ai defunti di esistere nella memoria),il cui unico, ineliminabile desiderio è quello di essere ricordati nella battagia quotidiana dei vivi, pur consapevoli che si tratta di una battaglia illusoria, un gioco truccato al quale si partecipa con passione e dolore ma di cui non rimarrà traccia in futuro, se non uno sbiadito e distorto ricordo. La vita è un inganno al quale, tuttavia, non riusciamo a sottrarci; la realtà sfugge ad ogni effettiva comprensione e le esistenze si condizionano reciprocamente senza che però si riesca ad esercitare alcun controllo. Marias è un Pirandello iberico che costruisce un solido racconto, la cui unica pecca è data dalla "nebulizzazione" di troppi personaggi, che spariscono nel mistero restando irrisolti. Da leggere senz'altro.

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    Raffaele

    17/03/2012 12:34:40

    Marìas ci incanta, ci prende per mano e ci conduce, molto lentamente, in una storia, non solo originale, ma densa di sentimenti e sensazioni dei quali ci svela l'origine ed il significato che, altrimenti, non avremmo conosciuto. A mio parere un romanzo memorabile.

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    Erika

    18/10/2011 11:42:00

    Idea di spunto originale,titolo accattivante,ma finisce li'.Libro lento e pesantissimo.

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    Alessandro

    14/10/2011 21:40:25

    Me lo hanno regalato a Natale due anni fa... alla fine l'ho letto. Un paio di buone idee, una citazione che ne svela mille altre... però da qui a parlare di capolavoro ce ne passa! Ah, dimenticavo. Se uno scrittore esordiente presentasse questo manoscritto, brucerebbero in piazza sia l'autore che la carta su cui ha scritto...

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    crilomb

    29/08/2011 21:02:03

    Questo libro mi ha fatto scoprire Marias e devo dire che è risultato uno dei migliori. Lo stile è molto particolare, secondo me o lo si odia o lo si ama. Magistrale la caratterizzazione dei personaggi. Personalmente l'ho apprezzato, una lettura diversa dalle solite

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    Anna Nibbia

    01/06/2011 22:29:28

    La cosa più bella del libro è il titolo. L'idea di partenza è originale ma il libro risulta a tratti noioso, con uno stile a volte involuto, con tante digressioni inutile e un auto compiacimento molto fastidioso.

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    Annarita

    13/03/2011 16:52:06

    Marìas è uno scrittore moderno, con uno stile unico, originale, elaborato, mai banale né superficiale, assolutamente interessante ma, a mio parere, un po' troppo ricercato e pretenzioso. Detto questo il libro è bello. Come suo solito, Marìas prende spunto da una storia decisamente originale per condurre il lettore a riflessioni profonde ed ardite. Pensieri comuni, emozioni conosciute ma che non sapevamo di aver provato o mai avuto, idee inconfessabili eppure appartenenti a tutti, profondamente condivise nonostante la reticenza di ciascuno di noi ad ammetterle. Ho letto due libri di questo autore e la mia impressione è che ami raccontare la vita sottolineando come l'uomo non sappia vivere la realtà e si limiti all'illusione e alla finzione. In "Un cuore così bianco" indagava il segreto, inteso come ciò che non si vuole dire né si vuole sapere per non affrontarne le conseguenze, e in quest'opera il tema è ancora la metà della vita nascosta e dissimulata, quasi a rafforzare l'idea che vivere nell'inganno sia la naturale condizione umana, e che, come si dice nel romanzo, in realtà questo non dovrebbe dolerci poi così tanto.

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    maria cristina aschieri

    13/03/2011 11:28:50

    L'abilità descrittiva di quest'autore ci cala immediatamente nell'atmosfera di aspettativa e trasgressione che apre la storia, con pagine di narrazione indimenticabili, descritte con una molteplicità di dettagli da farci percepire con anima e corpo le stesse emozioni del protagonista. Il ritmo narrativo é lento e rilassato: sapori, suoni, silenzi e odori arrivano ai nostri sensi magistralmente descritti con perfetta nitidezza. Il romanzo, narrato in prima persona, è ambientato nella moderna Madrid, descritta in modo riconoscibile nel suo profilo urbanistico. Strade, palazzi e ristoranti sono facilmente identificabili e fanno da imponente cornice alla storia principale e alle piccole storie minori che vi confluiscono. Marias è uno scrittore avvincente e ricercato, capace di architettare situazioni impensabili, sapendole sempre raccontare in modo credibile. Seduce il lettore solleticando in modo elegante le sue curiosità, facendolo sentire complice del protagonista nei suoi giri notturni, nello spiare non visto, nell'intrufolarsi senza riserbo nelle emozioni e nei pudori di persone ignare, nello scavare nell'intimità come un predatore dell'anima, trasmettendoci l'inequivocabile messaggio di quanto l'inganno impregni in buona sostanza le vite di tutti. E' una lettura impegnativa e intrigante, che merita senz'altro il piccolo sforzo richiesto per superare alcuni passaggi un po' prolissi, unico, modesto peccato veniale di questo eccellente autore. Marias non ha fatto della sintesi il suo modello stilistico, non risparmia mai sulle pagine: non è un ruscello che precipita a valle veloce, ma un lento fiume che scorre in pianura e ci concede di placidamente navigare ammirando i panorami circostanti, senza tenere il cannocchiale puntato verso il punto di arrivo. Per un pubblico raffinato ed esigente che pretenda, oltre a una bella storia, una scrittura di giusto spessore.

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