La domenica della vita

Raymond Queneau

Traduttore: G. Guglielmi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1997
Formato: Tascabile
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788806144593
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    crespo

    03/01/2008 15:00:38

    Come in "Pierrot amico mio" la forza di questo romanzo sta nei giochi di parole, nello stile scherzoso ed elegante, nel senso surreale che lo pervade. Tuttavia, non so se per colpa della traduzione (mannaggia, non so il francese), risulta meno svelto e brillante rispetto ad altri romanzi dello stesso autore.

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(scheda pubblicata per l'edizione del 1987)
scheda di Accornero, S., L'Indice 1987, n. 7

Hegel parlava di "Domenica della vita" a proposito della pittura fiamminga e delle sue scene di "innocente allegria e di spontanea gioia", aggiungendo che "uomini dotati di una così buona indole non possono essere nel fondo malvagi o vili". Con una simile epigrafe, il maestro di retorica e di matematica Queneau completa la sua personale rassegna di creature stralunate. Volontario in Madagascar, Valentin Bru si ritrova dopo cinque anni reduce di seconda classe; si lascia sposare da Julia, una merciaia di Bordeaux "n‚ in tutto giovane n‚ in tutto signorina". All'epoca del Fronte Popolare, un'eredità porta i coniugi a Parigi. Valentin vende cornici, mentre la sua intraprendente signora sfrutta doni paranormali più o meno autentici sotto il nome di M.me Saphir. Anche Valentin però è un po' profeta: aspetta la guerra per l'indomani; quando questa giunge, lo sorprende in strane circostanze ed in circostanze non meno insolite ritroverà sua moglie dopo l'esodo. In un periodo di grande curiosità per tutto ciò che riguarda la Francia e i suoi sensi di colpa -Résistance ou collaboration?- è un peccato che la traduzione italiana non renda appieno la ironia esplosiva di Queneau.